“SMEMORANDO. LA BALLATA DEL TEMPO RITROVATO” DI GIANRICO TEDESCHI

Una serie di fortunate coincidenze ha consentito all’autore Gianrico Tedeschi di dare alla sua opera un bellissimo titolo “Smemorando. La ballata del tempo ritrovato”, in scena al Teatro Goldoni di Venezia dal 3 marzo al 1 aprile 2007. Quello originariamente pensato era infatti “Memoria e identità”, ma la contemporanea uscita del libro di Papa Woytila con lo stesso titolo, aveva indotto l’autore a cambiarlo. Memoria che Tedeschi declina in articolati e suggestivi significati, tra cui :”il rovistare nel cumulo del tempo” – “fuoco che ci tiene in vita” – “dimora di Dio”(Agostino”) – “il più lucido e più emotivo risveglio dell’infanzia”.

Titolo indovinato per questa opera originale, nuova, varia, una miscellanea di testi, canzoni, gag, frammenti di altre commedie e tragedie, testi ironici e umoristici. In questo crogiuolo, Tedeschi ha riversato, spezzettandola, analizzandola, esaltandola la propria vita, ricca e proteica come l’opera che la rappresenta. Biografia e testo teatrale scorrono paralleli, coinvolgendo nelle loro vicende lo spettatore che si trova a vivere pezzi della sua storia personale, ad emozionarsi all’unissono con il protagonista.

La sua storia privata rivive proiettata sullo sfondo della grande Storia di cui si mostrano momenti cruciali, fondamentali per l’Italia. Si va da episodi della seconda guerra mondiale cui Tedeschi ha partecipato prima sui fronti di battaglia poi da prigioniero, flash su episodi tragici come l’attentato di via Rosella e la rappresaglia delle Fosse Ardeatine, la fuga di Kapler; momenti scelti come emblematici di categorie ancora attuali.
Ed è proprio da prigioniero che avviene il suo primo incontro con il teatro recitando un’opera di Shakespeare e brani delle liriche patrie di Carducci, assurto in quegli aridi momenti per i nostri soldati prigionieri a poeta epico, trasfiguratore della loro terra lontana.

Il suo futuro da questo momento è segnato: il teatro sarà il suo destino. Non solo teatro “alto” con Strehler ma teatro in ogni sua forma, da quello di rivista, al teatro di avanguardia, a quello musicale, che lo farà conoscere ed apprezzare dal grande pubblico.

Per restituirci “l’air du temps” lo spettacolo si affida ai poeti da Giusti a D’Annunzio, a Carducci, a narratori , da Cecov a Rigoni Stern, a canzoni d’epoca, strumenti finalizzati a trasmettere a chi guarda ed ascolta le stesse sensazioni ed emozioni vissute a suo tempo dall’autore. Emozioni e commozioni che sottendono un accorato amore per il suo Paese, uno sprezzante rigetto per ogni sopruso contro la dignità umana, ironica punzecchiatura contro i tirannelli di stagione, la tenerezza degli affetti nati in momenti di disumana ferocia.

E’ un susseguirsi di proustiane “madelaines” visive ed uditive alla ricerca del tempo perduto, tempo ritrovato per un Tedeschi, commosso e travolgente interprete, bene coadiuvato, in questa impresa, da Giafranco Candia e dalla figlia Sveva, cantante dalle ricche tonalità e da una forte presa drammatica. La scenografia è severa, quasi spoglia, il palco sobrio ed essenziale quasi per non distogliere lo spettatore dalla centralità dell’azione che in essa si svolge.

Smemorando. La ballata del tempo ritrovato
di Gianrico Tedeschi
con Gianrico Tedeschi, Sveva Tedeschi, Gianfranco Candia
Regia di Gianni Fenzi
Arrangiamenti e musiche originali U.T.Gandhi
Scene Milli
Costumi Stefano Nicolao