Spiaggia di Castelporziano, a sud di Ostia. L’estate è arrivata, e come ogni mattina, spingendo la sedia a rotelle della madre (Ilaria Occhini), Maurizio (Marco Giallini) raggiunge il suo chiosco sulla spiaggia dove tanta gente viene a godersi il riposo settimanale. C’è chi ci capita per caso, chi ci viene ogni anno e ci sono le forze dell’ordine che vengono a controllare che tutto sia in regola.
Fonte principale del suo guadagno, nonchè marchio indiscusso del successo del suo chiosco, è il pesce fresco – in realtà congelato, fatto passare per fresco con abili scenette da teatrino.
Al chiosco di Maurizio si affittano ombrelloni, lettini e sdraio, si beve, si mangia, si fanno quattro chiacchiere con gli sconosciuti, si ammirano le belle ragazze.
Oppure invece niente, si sta lì, in panciolle a godersi la giornata. È un via vai di gente che si scotta al sole, uomini, donne, tipi strani.
Di sera poi il chiosco si svuota e si trasforma totalmente. I bagnanti se ne vanno mentre un po’ alla volta si accendono candele, tovaglie bianche vengono stese ai tavoli, volteggiano eleganti camerieri ed il chioschetto si tramuta in un ristorante di classe.
Non c’è più il cabinone di Sergio Citti, dove, nel suo Casotto, faceva spogliare il popolo italiano in vacanza al mare, con intenzione di smascherarlo. C’è un chiosco sulla spiaggia, dove trentacinque anni dopo, un popolo italiano si ritrova a transitare, mangiare, confessare e ostentare i propri difetti.
Casotto, anno 1977, per la regia di Sergio Citti, era girato interamente all’interno di una grande cabina comune, il mare si nominava soltanto, non si vedeva.
Citti, con ferocia e amarezza, pose dentro quella cabina ritratti nudi di persone vere.
Casotto aveva l’unico pregio di poter essere letto in due chiavi: comica o drammatica, semplicità o squallore, con la sua rappresentazione di un popolo.
Tutti al mare vuole essere un omaggio a Casotto, o una sua libera ispirazione, scritto dallo stesso sceneggiatore del film di Citti, Vincenzo Cerami, e diretto Matteo Cerami. La telecamera, questa volta, inquadra il mare, il Mediterraneo, dove nessuno fa il bagno, però. Un mare che promette tutto, ma che fa anche paura.
Non ci sono più ritratti smascherati, ma un affresco casuale, con un tocco di dubbio surreale, di un’Italia che va al mare.
Sceneggiatore, produttore, Gigi Proietti (là giovane spensierato, raggirato da una famiglia, qui nel ruolo di uno smemorato che annoia quasi da subito) e Ninetto Davoli sono gli unici punti di contatto tra Casotto e Tutti al mare.
Era una giornata ventosa, e Ninetto Davoli, all’inizio del film di Citti, correva di siepe in siepe per riuscire ad accendersi una sigaretta. Alla fine di Tutti al mare è Giallini che non riesce a far funzionare l’accendino.
I due Cerami non riescono a far scoccare la scintilla nei loro personaggi, troppo forzati, troppo disegnati, troppo caratterizzati.
Tutti al mare, regala anche qualche battuta simpatica, gli italiani saranno anche cambiati, i tempi e le situazioni sono certamente diversi, ma c’era bisogno di raccontarlo con un utilizzo così marcato di retorica e clichè?
Titolo originale: Tutti al mare
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 95′
Regia: Matteo Cerami
Sito ufficiale: www.tuttialmare-ilfilm.it
Social network: facebook, twitterCast: Marco Giallini, Gigi Proietti, Ilaria Occhini, Anna Bonaiuto, Libero De Rienzo, Francesco Montanari, Ambra Angiolini, Claudia Zanella, Sergio Fiorentini
Produzione: FilmVision, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 11 marzo 2011 (cinema)






