“Ci sono molti modi per dare un senso agli eventi dell’11 Settembre. La televisione può trasmettere i fatti così come sono accaduti. Un reporter può scrivere la prima rozza stesura della storia. Gli storici possono inserire i fatti in un quadro temporale più ampio e contestualizzarli. …Anche i cineasti hanno un ruolo, e io credo che, talvolta, se si guarda in maniera chiara e con coraggio ad un singolo evento, si possa trovare nelle sue forme qualcosa che va oltre l’evento stesso, il DNA dei nostri tempi… Da qui un film sul Volo United 93”. Paul Greengrass.
Paul greengrass, cineasta impegnato e regista di pellicole che analizzano la violenza nelle sue molteplici forme, oltre ad aver diretto, nel 2004, il thriller di successo internazionale The Bourne Supremacy, torna sul grande schermo con un film-documentario sulle vicende terroristiche dell’11 settembre 2001.
Attraverso uno studio penetrante ed incisivo, Greengrass racconta la storia dei passeggeri, dell’equipaggio, e dei controllori di volo del quarto aereo dirottato e precipitato sui prati della Pennsylvania, il giorno dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle, nel cuore di New York city.
Accurata ricerca condotta con il supporto delle famiglie dei passeggeri e dell’equipaggio che hanno perso la vita, United 93 rappresenta una delle testimonianze più importanti della forma più attuale di violenza umana: il terrorismo.
Nel tentativo di realizzare una pellicola che potesse esplorare in profondità gli eventi che ebbero luogo a bordo del maledetto Boing 757 in volo per San Francisco, Greengrass e i suoi ricercatori hanno condotto una serie di interviste faccia a faccia con le famiglie dei 40 passeggeri vittime del dirottamento, ma anche con i membri della commissione, con i controllori di volo e con il resto del personale militare e civile che ha partecipato agli eventi dell’11 Settembre.
Partendo da un comune senso di rielaborazione del dolore collettivo attraverso il ricordo del tragico evento, il film si caratterizza per la presenza di una struttura solida ed emotivamente toccante, con una regia imparziale e documentaristica che non dimentica di sottolineare l’importanza dell’approccio socio-affettivo nella descrizione dei personaggi centrali. L’intento del regista è quello di voler ricreare una verità credibile, una sorta di verosimiglianza con gli avvenimenti dell’11/9, con una trama organizzata cronologicamente scena per scena e diversamente raccontata dai vari interlocutori. Nello scegliere gli interpreti (sconosciuti nel panorama del cinema hollywoodiano) i realizzatori del film e soprattutto il regista, hanno cercato di mettere insieme un gruppo di attori capaci di raccontare l’esperienza intima e gravosa delle vittime del volo United 93, nel tentativo di ri-elaborare istantanee vivide e realistiche del terribile evento.
La pellicola dei Greengrass è stata oggetto di non poche critiche da parte dei sostenitori del cinema veritè, contrari all’esaltazione e alla celebrazione dei sentimenti da parte dell’industria americana. Accusato di aver trasformato il dolore pubblico e privato in una mediocre forma di Entertainment Hollywoodiano, il film pone una serie di interrogativi particolarmente interessanti per il nostro tempo: è moralmente sbagliato avvalersi del sostegno della “macchina dei sogni” come strumento di comunicazione per descrivere le drammatiche vicende di un fatto realmente accaduto? E’ dunque inaccettabile per la società attuale voler celebrare la catarsi collettiva attraverso il medium del cinema? Chi è offeso da un tale processo interpretativo?
Se il cinema è oggi considerato come l’invenzione tecnologica dell’inizio del novecento e come un mezzo di comunicazione di massa per le nuove generazioni, in questa effimera considerazione vi è il rischio di ridurre ad un solo, banale concetto, qualcosa che invece è strettamente legato all’esistenza umana. Il linguaggio cinematografico non è obbligatoriamente travestimento e finzione, bensì verità su un nuovo metodo d’osservazione e percezione del mondo circostante.
Cosa siamo in fondo noi esseri umani se non la continua proiezione in lungometraggio delle nostre aspirazioni, passioni, desideri, dolori e tormenti? Perché in caso contrario può succedere, come dice Eistein, quello che succede a molti logici: ”Quello che fanno… , il modo in cui pensano, è un po’ simile a questo: un uomo si trova di fronte a un’opera architettonica, ad un bell’edificio, e per capirlo ferma la sua attenzione ai singoli mattoni e al modo in cui essi sono cementati dalla malta. Alla fine quello che gli resta non è l’edificio, ma il panorama dei mattoni e del modo in cui sono uniti”. (A. Eistein, da il Pensiero produttivo, M. Wertheimer, 1997).
Titolo originale: United 93
Nazione: America
Anno: 2006
Genere: dramma
Regia: Paul Greengrass
Sito ufficiale:www.thefilght93project.com
Cast: lewis Alsamari, Cheyenne Jackson, Trish Gate, Khalid Abdalla, Opal Alladin
Produzione: Universal Pictures, Working Title
Distribuzione:UIP
Data di Uscita: 06 Luglio 2006






