Upfront 2011/2012: ABC

Sarà l'anno giusto per il rinnovamento?

In un panorama generale già non idilliaco, non si può dire che la ABC goda di grande salute. La sensazione è che la rete abbia bisogno di un ricambio generazionale in ambito drama, come quello avvenuto due anni fa per le comedy. Vedremo se quest’obiettivo verrà realizzato nella stagione 2011/2012, grazie alle numerose (ben 13) nuove proposte.

RINNOVATI. Un buon passo in avanti per il rinnovamento potrebbe essere costituito da Body of proof, la serie con Dana Delany che ha debuttato in Italia prima ancora che nel resto del mondo. La prima stagione del procedurale che segue le vicende di un medico legale ha ottenuto ottimi ascolti (in controtendenza con le serie lanciate nell’ultimo anno), e il rinnovo non era in dubbio. Decisamente più sorprendente la conferma di Happy Endings, comedy che ha debuttato solo qualche mese fa e non ha fatto numeri straordinari. La rete però ha dimostrato di credere nello show (una sorta di Friends moderno, ed effettivamente una delle novità più divertenti dell’ultimo anno), dandole fiducia e destinandole un posto di prestigio nel palinsesto 2011/2012, al mercoledì sera dopo la solidissima Modern Family. Proprio Modern Family è una delle comedy da tempo riconfermate per una terza stagione, come The Middle e Cougar Town. Da segnalare però che in quest’ultimo caso la serie con Courteney Cox, ceduto il proprio slot a Happy Endings, debutterà solo in midseason, e forse avrà anche un nuovo titolo (già l’anno scorso il creatore Bill Lawrence aveva manifestato questo desiderio, visto il cambiamento di rotta delle tematiche rispetto ai primissimi episodi). Ritornando ai drama, è ormai una sicurezza per la rete Castle, che tornerà con una quarta stagione, mentre hanno avuto un calo di ascolti ma torneranno comunque i vari Desperate Housewives (ottava stagione), Grey’s Anatomy (ottava) e Private Practice (quinta).

CANCELLATI. Neppure la ABC si sottrae al destino già evidenziato con NBC e Fox, ed è costretta a chiudere la maggior parte delle serie presentate un anno fa. La prima a cedere è stata My generation, tagliata dopo appena un paio di episodi, e poco più a lungo è durato il legal drama The whole truth (sei episodi). Non è andata bene neppure a Off the map, ennesimo medical drama prodotto da Shonda Rhimes, No ordinary family e Detroit 1-8-7, così come a Scoundrels e The gates (andate in onda l’estate scorsa e cancellate già da tempo). Tra le commedie salutano Mr Sunshine, che visti i nomi impegnati (da Matthew Perry in giù) avrebbe potuto fare molto di più, e Better with you. Quest’ultima non aveva ascolti pessimi (decisamente migliori di Happy Endings, per esempio), ma la sua cancellazione riflette probabilmente i gusti dei vertici della rete, che per una volta hanno deciso con il cuore e non con il portafogli. Meritava forse la cancellazione dopo una sola stagione anche V, rinnovata dodici mesi fa più per salvare la faccia dopo un anno disastroso che per altro. Il miracolo non si è ripetuto stavolta, e i lucertoloni salutano (nuovamente) il piccolo schermo senza lasciare molti rimpianti. La cancellazione più eccellente è invece quella di Brothers & Sisters, che chiude dopo cinque stagioni. A pesare, oltre all’innegabile calo qualitativo e di ascolti, anche il ricco cachet del cast.

DEBUTTI. Se n’era già parlato in fase di presentazione degli Upfront NBC: quest’anno le reti generaliste sembrano voler provare a colmare il gap qualitativo con le reti via cavo lanciando serie ambiziose ambientate nel passato, stile Mad Men. E così, dopo The Playboy Club della NBC, ecco che la ABC propone Pan Am, incentrata sulle vicende professionali e sentimentali (condite con un po’ di spionaggio, visto il periodo di Guerra Fredda) di un gruppo di piloti e hostess della celebre compagnia di volo, sinonimo di lusso e fascino nell’America degli anni ’60. Nel cast spicca Christina Ricci. Un altro filone piuttosto seguito quest’anno è quello del fantasy, e in quest’ottica si inserisce (come suggerisce bene il titolo) Once upon a time, ambientata in una cittadina nella quale vivono tutti i più classici personaggi delle fiabe, inconsapevoli però della loro vera natura e di un pericolo incombente. Creata da Adam Horowitz e Edward Kitsi (tra i produttori di Lost), la serie ha come protagonista Jennifer Morrison (Dr. House, How I met your mother) nei panni della figlia segreta di Biancaneve e del Principe Azzurro.

Un’altra caratteristica che pare accomunare le proposte di quest’anno è il “girl power”. Esempio perfetto è il remake di Charlie’s Angels, rivisitazione moderna e glamour della serie degli anni ’70 con protagoniste tre belle e indomite detective. Tra i nuovi angeli, il voto più noto è probabilmente quello di Minka Kelly, già tra i protagonisti di Friday Night Lights. Vanno annoverate fra le serie “al femminile” anche Revenge e Missing. La prima ha come protagonista Emily Van Camp (Everwood, Brothers & Sisters) nei panni di una giovane donna in cerca di vendetta nei confronti di coloro che anni prima hanno distrutto la sua famiglia. Si tratta anche qui di una rivisitazione in chiave moderna di una storia nota, ovvero Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Missing segna invece il ritorno in tv di Ashley Judd, interprete di un’ex agente della CIA il cui figlio 18enne scompare durante un soggiorno di studio a Roma. Da quel momento la donna sarà disposta a tutto pur di ritrovarlo. Nel cast anche Adriano Giannini.

Quest’ultima serie debutterà in midseason, così come le ultime tre proposte drama. Good Christian Belles parla di Amanda (Leslie Bibb, vista in molti serial ma nota soprattutto per Popular), una donna che, dopo la fine del suo matrimonio (con scandalo annesso), torna insieme ai figli adolescenti nella sua città natale. Il guaio è che in gioventù Amanda era una ragazza molto popolare ma anche un po’ snob, e ora dalle sue vecchie compagne di liceo (tra le quali Kristin Chenoweth, vista in Pushing Daisies e in Glee) non otterrà molta solidarietà. Dall’inesauribile mente della già citata Shonda Rhimes (creatrice di Grey’s Anatomy e soci) nasce invece Scandal: la ricetta sembra essere sempre la stessa, solo che stavolta l’ambito è quello delle pubbliche relazioni. Nel cast anche Henry Ian Cusick, il Desmond di Lost. Infine c’è The River, una serie horror in stile documentaristico creata dagli autori del film Paranormal Activity. Un esploratore, protagonista di un celebre programma tv, scompare durante una spedizione nel Rio delle Amazzoni. La famiglia, con tanto di troupe televisiva al seguito, parte dunque per recuperarlo, ma non sanno che stanno per intraprendere un’avventura potenzialmente terrificante e assai pericolosa.

Completano questa lunga lista le comedy, che a una prima occhiata non sembrano però reggere il confronto con quelle già in onda sulla rete. Un’eccezione potrebbe forse rappresentarla Apartment 23, la storia di una ragazza di periferia (Dreama Walker, The good wife) che si trasferisce nell’appartamento di una vivace ed egocentrica festaiola (Krysten Ritter, Veronica Mars). La particolarità è che il miglior amico di quest’ultima è James Van der Beek, l’ex protagonista di Dawson’s Creek che qui veste i panni di se stesso con non poca autoironia. Trama simile e allo stesso tempo opposta è quella di Suburgatory, nella quale una ragazza di città è costretta dal padre (Jeremy Sisto, Six feet under) a trasferirsi in una periferia meno ricca di tentazioni, ma anche più artefatta e superficiale. Da segnalare la presenza nel cast di Alan Tudyk (Firefly, Dollhouse). In Man up abbiamo invece tre uomini moderni che cercano di capire cosa significhi essere un “vero uomo” al giorno d’oggi, attraverso soprattutto il rapporto con le loro compagne. Completano il quadro due sitcom vecchio stile: Work it è la storia di due ex venditori (uno interpretato da Amaury Nolasco, il Sucre di Prison Break) costretti a travestirsi da donne per poter lavorare come rappresentanti di prodotti farmaceutici, mentre Last man standing vede il ritorno sulla ABC di Tim Allen più di dieci anni dopo la fine di Quell’uragano di papà, stavolta nei panni di un uomo, marito e padre di tre figlie, che si sente oppresso in un mondo sempre più dominato dalle donne.