Giornate degli Autori 2015
Celestini, qui al secondo passaggio a Venezia dopo La pecora nera nel 2010, mette in scena un racconto corale di personaggi ai limiti della disperazione. In realtà disperazione è un termine troppo forte per descrivere Nicola, Sofia, Anna, Salvatore: si tratta piuttosto di indifferenza, e forse è addirittura peggio. Indifferenza ormai alle vite che conducono, alle disgrazie che li affliggono e di cui sembrano non accorgersi nemmeno.
La routine tranquilla e dimessa dell’opera viene bruscamente interrotta quando Sasà, piccolo criminale da strapazzo che non ha mai voluto entrare in affari più grossi di lui, ci si trova implicato suo malgrado.
E, purtroppo, viene arrestato da una polizia brutale e senza pietà, dalla stessa polizia che hanno incontrato sul loro cammino Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, o Stefano Cucchi. E allora capiamo anche perché Nicola beve: beve quando il peso della vita, quello che è accuratamente riuscito a evitare durante tutto il film, diventa troppo da sostenere. E quando nemmeno due bottiglie di sambuca bastano più ad alleggerirlo, diventa necessario trovare un altro modo per non sentirlo più.
Costruito esattamente come un monologo di Celestini, il film parte, accelera, si ferma, torna indietro, devia dal percorso fino a farci girare la testa, per poi interrompere il suo turbinoso vorticare con una scena di pesante violenza che tristemente sappiamo già come andrà a finire.
Nonostante la drammaticità delle vite narrate, però, Viva la sposa non cade nella trappola dei facili sentimentalismi e mantiene una visione lucida e onirica al contempo, che non nasconde o enfatizza i drammi, si limita a narrarli con voce sommessa.
Titolo originale: Viva la sposa
Nazione: Italia, Francia, Belgio
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 85′
Regia: Ascanio Celestini
Cast: Ascanio Celestini, Alba Rohrwacher, Salvatore Striano, Francesco De Miranda, Veronica Cruciani
Produzione: Malìa, Aeternam Film, Les Films du Fleuve
Data di uscita: 8 ottobre 2015







