Il viaggio dell’Orchestra Haydn tra le sonorità inesplorate dell’Europa del Nord prosegue con un concerto di Thomas Dausgaard, Direttore ospite principale dell’Orchestra Haydn. Martedì 20 maggio alle ore 20.00 all’Auditorium di Bolzano, il Maestro danese presenterà per la prima volta in Italia la Sinfonia n. 4 Løvfald di Rued Langgaard, prolifico compositore danese ancora tutto da scoprire, accanto a un’opera molto nota, come la Sinfonia n. 2 op. 73 di Johannes Brahms, felice metafora pastorale dalla quale affiorano risvolti inquieti della personalità del compositore tedesco. La serata sarà replicata il giorno successivo a Trento, mercoledì 21 maggio alle ore 20.30 presso l’Auditorium della città.
Nonostante il diverso approcio nei confronti della vita e dell’arte, Langgaard e Brahms hanno avuto modo di mostrare tratti comuni in termini di fragilità nei confronti degli avvenimenti esterni, e opposti sul piano della produzione artistica, segnata da percorsi completamente diversi.
Voce isolata nel contesto storico, compositore e organista danese dal talento fenomenale, Rued Langgaard è un esponente del tardo-romanticismo. Nonostante l’eccellente esordio nel panorama internazionale a soli 19 anni, con la Prima Sinfonia affidata alle mani dei Berliner Philharmoniker per la direzione di Max Fiedler, il compositore danese compose ben 16 Sinfonie, la maggior parte delle quali rimase sconosciuta o addirittura ineseguita. La recente operazione di riscoperta di questo patrimonio musicale, dovuta soprattutto all’azione del direttore Thomas Dausgaard che ne ha inciso l’integrale sinfonica, ha ricollocato definitivamente la figura di Langgaard nella storia della musica come una delle figure più originali sulla scena musicale europea dell’epoca. La sua Quarta Sinfonia, dal titolo Løvfald (Sentiero autunnale), fu scritta nel 1916, quando il compositore danese aveva 22 anni, e conobbe la sua prima esecuzione in 13 parti a Heidelberg.
L’Orchestra Haydn eseguirà, poi, la Seconda Sinfonia di Johannes Brahms che la compose quasi di getto, nell’estate del 1877, durante i sempre proficui periodi di vacanze trascorsi a Pörtschach, in Carinzia. In linea con i vari appellativi avanzati da pubblico e critica, l’autore stesso la definì «una Suite di valzer», in quanto due movimenti si basano sulla pulsazione della danza tradizionale. Un’altra volta Brahms ne parlò come di «una piccola Sinfonia gaia e innocente».
INFORMAZIONI
Maggiori informazioni e biglietti sul sito www.haydn.it






