E’ trascorso un quarto di secolo dalla diretta televisiva de Il Milione con Marco Paolini sull’acqua dall’Arsenale e gli spettatori in barca: per la ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Marco Polo, l’attore e autore veneto porta nuovamente in scena per il Teatro Stabile del Veneto, Il Milione, primo appuntamento della stagione ’24-’25 del Teatro Goldoni di Venezia. Da mercoledì 23 a domenica 27 ottobre, Paolini animerà lo storico teatro con il racconto del suo quaderno veneziano, un viaggio tortuoso e affascinante per raccontare Venezia dal punto di vista di un Veneto di terraferma.
Il cuore del monologo è la città lagunare come non l’abbiamo mai sentita descrivere, lontana dagli echi delle cartoline e dei chiari di luna in gondola, portata in teatro dallo scrittore, attore, drammaturgo e regista in uno spettacolo cult del suo repertorio declinato in una versione in cui l’evocazione è affidata solo alla parola del narratore, che si fa musica, scena, racconto. La voce che narra è quella di un uomo “di campagna” che certo non celebra il viaggio di Marco Polo, ma ne ripete l’approccio. Al centro dello spettacolo sono i tanti “naufragi” della città: aerei che scivolano in laguna, barche in secca per una marea più bassa del normale, cormorani troppo pesanti per decollare, piccioni, gabbiani e persino cavallini di Murano (in vetro) portati in vita dal racconto del narratore di terraferma in barca con un vogatore alla veneta, esperto, quest’ultimo, di pali, palafitte e di cose d’acqua. I due trascrivono storie e orizzonti: isole, paesi, mercati, caravanserragli, dall’isola lagunare alla Cina, passando per Mestre, Marghera e il Nord Est tutto, al di là della Tangenziale e della linea Maginot dei centri commerciali che separa Venezia dal resto del mondo. “Il Milione è un ponte fra nostrani e foresti, uomini che non si riconoscono per la patria d’origine, ma per quella d’adozione, per quella a cui han deciso di dedicare i loro sforzi, il loro lavoro – scrive in una nota Paolini – Il Milione è la storia di una città fatta su acqua edificabile, dei popoli che l’hanno abitata e, in modo controverso, costruita e modificata, uno spettacolo dedicato a chi non ha paura di lottare perché questa retorica nostrana non trionfi, perché le città siano città e non l’imitazione di centri commerciali, simulacri di Bengodi”. Ha collaborato alla drammaturgia Francesco Niccolini.
Teatro Goldoni | Venezia
mercoledì 23 ottobre ore 20.30 (fuori abbonamento)
giovedì 24 ottobre ore 20.30 (fuori abbonamento)
venerdì 25 ottobre ore 20.30
sabato 26 ottobre ore 19.00
domenica 27 ottobre ore 16.00






