La trifinalità del Settore Biennale Danza 2019 (21 – 30.06.2019) è sottolineata con più persuasione anche quest’anno dal Presidente Paolo Baratta quale luogo di incontro e conoscenza, di ricerche tematiche e di promozione di nuovi artisti.

Finalità perseguite e attuate dalla Direttrice del Settore Biennale Danza, Marie Chouinard, che trasfigura il danzatore in un artista del corpo, dello spazio, del tempo, ampliando la danza nel coinvolgimento in tutti i settori delle varie manifestazioni artistiche, caldeggiate dal sostegno del pubblico, soprattutto giovanile.

La Curatrice avverte che la sua Biennale Danza avrà come fine l’esaltazione formativa del danzatore-interprete : sulle sue complessità di strumento umano nell’accordare la sua arte alla sensibilità e alla aspettativa del suo pubblico.

“L’arte del danzatore – spiega la Choiunard con una frase illuminante – è condividere la presenza in una relazione costante con il mondo”.

Da venerdì giugno sino al mercoledì 26 dello stesso mese gli spettacoli che si sono svolti all’aperto al Giardino Morceglia, all’Arsenale e al Teatro Malibran hanno realizzato con efficacia ed esaltante interpretazione artistica i principii teorici della Direttrice.

Si è visto ad esempio come William Forsythe abbia trasfigurato questa prospettiva di Choinard nel “A quiet evening of dance”. La sua finalità, infatti, è sempre stata “che la gente veda meglio il balletto” : un coinvolgimento cioè pubblico – danzatore fluido, immediato persuasivo al massimo :uno spettacolo esaltante creato per due ballerini-creativi (l’Autore li chiama “collaboratori”) privi di barriere tipologiche che portano il balletto verso il suo singolare stile ibrido, condito di hip hop e b-boding”.

Forsythe lancia i ballerini nel duo o trio assieme agli a soli in un virtuosismo fisico e mentale, pregni dell’emozione dell’intelligenza e del corpo e delle loro sorprendenti dinamiche. In tale creatività – riflette l’Autore – la danza è costantemente messa in discussione nella definizione di percorsi originali e alternativi di pensiero, con testa e corpo in performance”.

Forsythe nel suo insegnamento di coreografo istilla negli allievi queste sue teorie al Choreographic Institute presso l’University of Southern California, Glrya Kaufman School of Dance.

Il suo “A quiet evening of Dance” è una manifestazione di pura melodia danzante che immerge il pubblico totalmente nelle armoniose gestualità degli artisti : le braccia coperte da guanti rossi e bianchi che creano la sensazione di moltiplicare la magica mobilità dei corpi, proiettati nella musicalità dei loro movimenti.

La “Trisha Brown Dance Company Amanda Kmett” riempie la scena con i suoi ballerini nel biancore delle loro tute che armonizzano gli slanci ora rallentati ora tesi in voli circolari e verticali. Le musiche dettano le pause silenziose mentre le vibrazioni delle braccia e dei piedi pulsano per l’ebbrezza degli slanci e delle armonie.

Alessandro Sciarroni ricupera con “Dance me to the end of love” un danza di corteggiamento “La Polko Chinoto” bolognese risalente i primi del’900. Danza che ci porta al richiamo delle balere popolari, ma qui sublimato dalla lievità delle coppie e dal loro immedesimarsi nella solennità di un ambiente dal blasone internazionale.

(Ha collaborato Farida Monduzzi)