Qui, invece, come base di riferimento c’è il saggio di Claudia Salaris “Alla festa della rivoluzione: artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume”. Ma è una base che poi viene modificata in chiave avventurosa diventando una sorta di spy-story nella sceneggiatura che il regista Catinari ha scritto con Silvio Muccino.
Dell’impresa di Fiume si sa davvero poco commenta il regista e anche in modo non sempre corretto, come spesso non si guarda in maniera adeguata il poeta-guerriero D’Annunzio. Questo film lascia spesso sullo sfondo la cornice storica, però quando appare risulta efficace e mette in evidenza la portata rivoluzionaria dell’impresa dannunziana e dei suoi legionari.
Come ha detto il regista in conferenza stampa: “D’Annunzio riesce a conquistare una città e a farne la propria utopia. Ma è un’utopia fatta da un poeta, quindi senza regole. Un’utopia dove la follia è al potere, dove l’arte è al potere. Dove tutti vengono accettati, viene accettata la donna alla pari dell’uomo. Ricordiamoci che in Italia arriviamo al suffragio universale nel 1945 e dal 1946 si raggiunsero queste cose che già D’Annunzio nel 1919 proclamava”.
E ancora: “C’è una storia spy perché Fiume tutti la volevano o magari volevano che non andasse avanti la storia di Fiume con D’Annunzio. C’è una storia d’amore, c’è la parte storica e in più è una action”.
Ecco allora che Arnaldo Catinari dopo un’esperienza trentennale di direttore della fotografia (con registi come Maurizio Sciarra, Gabriele Muccino, Giuseppe Piccioni, Aldo, Giovanni e Giacomo, Paolo Virzì, Silvio Soldini, Nanni Moretti, Giuliano Montaldo, Michele Placido, Carlo Verdone) fa il suo esordio nella regia, dopo aver diretto alcune serie televisive come “Suburra” e “Vita da Carlo”.
Il risultato è interessante anche l’avventura e i colpi di scena sono in primo piano. Ma si parla anche dei contrasti tra D’Annunzio e Mussolini, dell’innovativa Carta del Carnaro, punto di riferimento per molte costituzioni occidentali successive. E poi appaiono altri personaggi storici realmente esistiti ed importanti per l’impresa come il sindacalista Alceste De Ambris o l’aviatore Guido Keller, mentre non mancano i rapporti con la Russia. Non ci sono i futuristi ma a Fiume passarono altri personaggi importanti come Guglielmo Marconi e Arturo Toscanini.
Alessandro Cuk










