“Alla festa della rivoluzione” di Arnaldo Catinari

L’impresa di Fiume compiuta da Gabriele D’Annunzio torna al cinema per la seconda volta nel giro di poco tempo. È uscito quest’anno il film “Fiume o morte!” del regista croato Igor Bezinović che ha vinto un premio al festival di Rotterdam e poi ha avuto altri riconoscimenti. Un’opera bizzarra e controversa, irriverente e grottesca, parlata in dialetto fiumano che ha anche delle scelte registiche interessanti ma che certo si basa molto allegramente sulla storia.
Qui, invece, come base di riferimento c’è il saggio di Claudia Salaris “Alla festa della rivoluzione: artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume”. Ma è una base che poi viene modificata in chiave avventurosa diventando una sorta di spy-story nella sceneggiatura che il regista Catinari ha scritto con Silvio Muccino.
Dell’impresa di Fiume si sa davvero poco commenta il regista e anche in modo non sempre corretto, come spesso non si guarda in maniera adeguata il poeta-guerriero D’Annunzio. Questo film lascia spesso sullo sfondo la cornice storica, però quando appare risulta efficace e mette in evidenza la portata rivoluzionaria dell’impresa dannunziana e dei suoi legionari.
Come ha detto il regista in conferenza stampa: “D’Annunzio riesce a conquistare una città e a farne la propria utopia. Ma è un’utopia fatta da un poeta, quindi senza regole. Un’utopia dove la follia è al potere, dove l’arte è al potere. Dove tutti vengono accettati, viene accettata la donna alla pari dell’uomo. Ricordiamoci che in Italia arriviamo al suffragio universale nel 1945 e dal 1946 si raggiunsero queste cose che già D’Annunzio nel 1919 proclamava”.
E ancora: “C’è una storia spy perché Fiume tutti la volevano o magari volevano che non andasse avanti la storia di Fiume con D’Annunzio. C’è una storia d’amore, c’è la parte storica e in più è una action”.
Ecco allora che Arnaldo Catinari dopo un’esperienza trentennale di direttore della fotografia (con registi come Maurizio Sciarra, Gabriele Muccino, Giuseppe Piccioni, Aldo, Giovanni e Giacomo, Paolo Virzì, Silvio Soldini, Nanni Moretti, Giuliano Montaldo, Michele Placido, Carlo Verdone) fa il suo esordio nella regia, dopo aver diretto alcune serie televisive come “Suburra” e “Vita da Carlo”.
Il risultato è interessante anche l’avventura e i colpi di scena sono in primo piano. Ma si parla anche dei contrasti tra D’Annunzio e Mussolini, dell’innovativa Carta del Carnaro, punto di riferimento per molte costituzioni occidentali successive. E poi appaiono altri personaggi storici realmente esistiti ed importanti per l’impresa come il sindacalista Alceste De Ambris o l’aviatore Guido Keller, mentre non mancano i rapporti con la Russia. Non ci sono i futuristi ma a Fiume passarono altri personaggi importanti come Guglielmo Marconi e Arturo Toscanini.
Alessandro Cuk