Per l’edizione 2020 il Festival Lirico dell’Arena di Verona sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione, per dare a ogni singola serata il sapore di una première.
La straordinaria macchina produttiva di Fondazione Arena si è messa in moto e il cast rispecchia il principio fondante di una stagione che, non avendo abbonati, deve necessariamente considerare ogni singola recita come un evento unico, garantendo al pubblico le migliori voci dalla prima all’ultima serata, senza distinzione alcuna, con direttori di consolidata esperienza e allestimenti di grande impatto visivo. La grande tradizione storica areniana si alternerà dal 13 giugno al 5 settembre a innovazioni sapientemente calibrate, prima fra tutte la regia del pluripremiato regista internazionale Gabriele Muccino, al suo debutto nel teatro d’opera con Cavalleria rusticana e Pagliacci, e il debutto sul podio areniano del trentenne venezuelano Diego Matheuz, già affermato a livello mondiale e fiore all’occhiello del celeberrimo El Sistema, modello didattico di educazione musicale pubblica ideato in Venezuela circa 40 anni fa che ha permesso a tanti bambini di tutti i ceti sociali di crearsi un futuro nella musica.
Tornano direttori d’orchestra, apprezzati nelle precedenti edizioni del Festival, forti dell’esperienza instaurata con i complessi areniani. Ci saranno Daniel Oren, che più di ogni altro ha creato una straordinaria empatia con l’Arena tanto da confermarsi anche per la stagione 2020 Direttore Musicale del Festival, Francesco Ivan Ciampa, maestro dalla carriera in continua ascesa, e ancora Plácido Domingo, eccezionalmente per una sera sul podio per Aida, Jordi Bernàcer, Marco Armiliato, Ezio Bosso e il veronese Andrea Battistoni.
Le voci in cartellone
Sono le voci il cuore pulsante del teatro d’opera, voci in grado di convincere per la loro consolidata presenza nei più prestigiosi teatri, voci in grado di creare un dialogo intimo e toccante con ciascuno spettatore. Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto vedrà impegnata la coppia d’arte e di vita formata dal tenore Roberto Alagna e dal soprano Aleksandra Kurzak, per la prima volta protagonista di entrambi i ruoli femminili del dittico, cosa di per sé rarissima.
Il 98° Opera Festival vedrà anche il ritorno all’opera di Katia Ricciarelli. L’artista, impegnata in Cavalleria rusticana con la regia di Gabriele Muccino, regalerà al ruolo di mamma Lucia uno spessore del tutto particolare.
Sarà previsto il debutto areniano di Sonya Yoncheva che in Traviata sarà al fianco di Vittorio Grigolo, a sua volta seguito dall’elegante canto dello spagnolo Celso Albelo e da Saimir Pirgu. Insieme a loro ritornano stelle in costante crescita e conferma di pubblico e critica come Saioa Hernández in Nabucco e Lisette Oropesa in Traviata.
Altri esordi di altissimo livello saranno quelli di Aida Garifullina, nota al grande pubblico per il ruolo di Lily Pons nel film del 2016 Florence a fianco di Maryl Streep e Hugh Grant e per la partecipazione alla cerimonia dei mondiali di calcio 2018 e Angel Blue.
Quindi Anna Pirozzi, in alternanza con Maida Hundeling ed Emily Magee, interpreteranno il ruolo eponimo nell’intramontabile Turandot di Zeffirelli, affiancate dai tenori Murat Karahan e Jorge de León.
E ancora l’atteso debutto del soprano americano Angela Meade e il ritorno di María José Siri in Aida nel grandioso allestimento di Zeffirelli, affiancate da Marcelo Álvarez in alternanza con Yusif Eyvazov.
Quindi i baritoni Amartuvshin Enkhbat, Sebastian Catana, George Petean e Luca Salsi nel fortunato allestimento di Nabucco del 2017 di Arnaud Bernard con Anna Pirozzi, Saioa Hernández e Maida Hundeling nella parte di Abigaille.
E ogni ruolo, per tutta la stagione, nasconde delle perle vocali: Alberto Gazale, Rafał Siwek, Ambrogio Maestri, Roberto Aronica, Chris Merritt, Ekaterina Semenchuk, Olesya Petrova, Sonia Ganassi, Nino Machaidze, Daniela Barcellona, Elena Zilio, Ruth Iniesta, Marina Rebeka in coppia per Traviata con l’acclamato Francesco Meli, Barbara Frittoli. È un’opportunità irripetibile nel suo genere che gli appassionati d’opera e il grande pubblico possono sperimentare solo a Verona e che rende l’anfiteatro veronese un’esperienza davvero esclusiva.
La parata di stelle è impreziosita da cinque serate-evento con attesi debutti e graditi ritorni, a partire dall’esordio del tenore Jonas Kaufmann che da molti anni il pubblico del Festival attende in Arena. Ritorna Plácido Domingo, vero mattatore del palcoscenico areniano che nel 2019 ha celebrato in una serata indimenticabile – una vera e propria festa – i 50 anni dal suo esordio in Arena. Anna Netrebko torna in coppia con Yusif Eyvazov per un gala ricco di sorprese tutte da scoprire.
Divenuto un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di danza, Roberto Bolle propone anche per il 2020 una doppia data per far sognare il pubblico areniano insieme al talento e all’energia dei suoi Friends.
Ezio Bosso ha annunciato proprio sul palcoscenico areniano il suo ritorno per l’edizione del Festival 2020 alla guida dei complessi areniani nella monumentale Sinfonia n. 9 di Beethoven.
Luca Benvenuti






