La sezione ACID (Association pour le Cinéma Indépendant et sa Diffusion) del Festival di Cannes è giunta alla sua 34ª edizione. Focalizzata sulla scoperta di nuovi talenti e sulla promozione di opere prime o di film al di fuori dei circuiti tradizionali, vede in concorso quest’anno anche il film d’animazione Blaise, basato sulla graphic novel di uno dei due registi Dimitri Planchon, da cui è stata tratta una serie animata nel 2016.


È la storia di un adolescente impacciato, Blaise, che si ritrova in una situazione più grande di lui quando incontra una ragazza che non si accontenta della normalità, e con lei inizia una relazione improbabile. La famiglia di Blaise, i Sauvage, vive in uno stato di inquietudine; ognuno di loro cerca di sopravvivere a un’epoca opprimente , e ognuno lo fa a modo suo, ma tutti sono incapaci di fare i conti con la realtà distorta in cui devono vivere. Carole vuole essere madre e moglie modello, ma non ce la fa. Jacques vorrebbe solo essere un uomo per bene, ma è un caos di pensieri confusi senza riuscire a sostenere una conversazione di senso compiuto.

Con una tecnica di animazione sbalorditiva tanto sembra realista, Blaise dà vita a questi personaggi, consapevoli dei loro limiti sociali, cui sembrano anche essere affezionati, le cui intenzioni sono mosse, o animate, dalla paura di essere a-sociali e di apparire disonesti, e perdono di vista la razionalità o la logica o addirittura la verità. I Sauvage sono caricature cartoonesche degli esseri umani.