Dario Argento e Nicolas Winding Refn su “Dawn of the Dead (Zombi)”

Per la sezione Venezia Classici Venerdì 2 Settembre è stato proiettato in anteprima mondiale il restauro in 4K di Dawn of the Dead (Zombi), secondo capitolo della celebre saga dei morti viventi di George A. Romero. In una Sala Giardino gremita e inondata di luce rossa come impone l’occasione, il regista danese Nicolas Winding Refn e il maestro del terrore Dario Argento hanno dato il benvenuto al pubblico con un’introduzione ricca di ironia cercando di spiegare la particolare gestazione del capolavoro di Romero.

Per Refn, supervisore del restauro in alta definizione –avvenuto presso i laboratori della LVR Digital a Roma mantenendo il formato originale– , si tratta di un caso unico nella storia del cinema dal momento che «è il solo film ad avere un padre e una madre –anche se non saprei dire chi tra Dario e George sia il padre e chi la madre!».

Fu proprio Argento ad affiancare Romero in fase di sceneggiatura e a montare l’European Cut di Zombi per il mercato del vecchio continente, cercando di salvare il salvabile dalla stretta della censura. Dimostrando una sincera stima per il collega, Refn ha continuato definendo la proiezione «un’occasione per festeggiare uno dei più grandi e influenti registi italiani di sempre». A suo dire, «Dario meriterebbe il Leone d’Oro, non importa se questo film non è in concorso. Se vi chiederanno chi secondo voi quest’anno vincerà il Leone, rispondetegli “Argento”.».

Dopo questa calorosa presentazione, è stato il turno dello stesso Argento: «Questo film l’abbiamo fatto nascere io e Romero, lui come regista, io in qualità di sceneggiatore, montatore, autore delle musiche. Durante questa esperienza siamo diventati amici, anzi di più: fratelli. Penso sia stata la prima occasione in cui due registi abbiano unito le forze per fare un film: un film che è stato molto importante per George perché rilanciò la sua carriera ed è stato molto importante anche per la mia. Fu stato davvero bellissimo. Ringrazio Nicolas, che ha curato la correzione del film, ringrazio tutti voi di essere qui, che siete venuti a vederlo dopo tanti anni. Siamo tutti un po’ commossi da questa bellissima serata, di vedere tutta questa gente a inaugurare questa meravigliosa sala rossa. Grazie di essere qui.».

In chiusura, in presenza del direttore della Mostra Alberto Barbera, Refn ha voluto consegnare un simbolico «Leone dell’Immaginazione» ad Argento, ricevuto con grande emozione e suffragato dagli applausi della sala. Una notte quindi all’insegna non solo del cinema dell’orrore, ma anche della simpatia di due cineasti che conoscono a fondo l’arte di intrattenere.