Da oggi 9 febbraio arriva #soloalcinema I nostri ieri di Andrea Papini.
L’11 e il 12 Febbraio il cast sarà presente a Milano per il saluto in sala.

sabato 11 febbraio ore 21.00 al Cinema Palestrina
Interverranno il regista Andrea Papini e gli attori protagonisti Daphne Scoccia e Francesco Di Leva
Info biglietti: http://www.progettolumiere.it/palestrina/contact.php

domenica 12 febbraio ore 10.30 all’Anteo Palazzo del Cinema
Alla fine della proiezione saranno presenti il regista Andrea Papini e le attrici protagoniste Daphne Scoccia e Teresa Saponangelo.
Introduzione a cura di Paolo Minuto.
info biglietti: https://www.spaziocinema.info/film/inostriieri-1

 

Attorno alla ricostruzione cinematografica di un delitto ruotano le vite di Lara, Greta, Caroline, Luca, Beppe: sono alla ricerca di chi sappia ascoltare.
La passione per il lavoro spinge Luca (Peppino Mazzotta), documentarista prestato temporaneamente all’insegnamento in una struttura carceraria, a ricostruire, per il saggio di fine corso, l’inspiegabile delitto del camionista Beppe (Francesco Di Leva). Durante la lavorazione dell’episodio i detenuti coinvolti nel laboratorio ritrovano un senso nel lavoro compiuto, mentre Luca, ripercorrendo a ritroso gli avvenimenti, incontra la rete dei legami familiari che ruotano attorno all’accaduto: la sorella della vittima (Daphne Scoccia), l’interprete della vittima (Maria Roveran), e la famiglia che ha abbandonato Beppe (compresa sua moglie, interpretata da Teresa Saponangelo). La contemporanea e inaspettata visita della figlia di Luca (Denise Tantucci), che torna a trovarlo dopo anni di lontananza, lo costringerà non solo ad interrogarsi sul suo stesso rapporto tra identità e memoria, ma anche a comprendere che l’affetto che gli viene richiesto dal mondo che lo circonda è la soluzione per uscire dalla sua crisi.

“Un carcere, se pure immaginario – racconta Papini, comporta la presenza di un delitto. Delitto che nel film si svela senza alcuna violenza esibita. Il nostro carcere immaginario è pieno di cancelli di ferro e custodisce i ricordi che prendono vita nella realizzazione del saggio di un corso di cinematografia. I nostri ieri ne è il titolo, Luca, documentarista, ne è l’artefice che si troverà a mettere a confronto il proprio semplice e ingenuo passato con quello immenso, nella sua gravità, del detenuto Beppe del quale viene raccontata la storia: paradossalmente, la cinica messa in scena del suo delitto permette al gruppo di detenuti che collaborano alla realizzazione del saggio di trovare riscatto proprio nel lavoro di squadra compiuto.

Così, dall’incontro casuale di tre esclusioni (materiale, affettiva, sociale) i protagonisti costruiscono le basi per un nuovo futuro.
Lo stile del film è il frutto di profonde riflessioni condivise dall’intero cast artistico: pervasi dalla bulimia di immagini frenetiche che ci circondano, abbiamo sentito il bisogno che le immagini stesse ritrovassero il proprio tempo per permettere ai personaggi di parlare sottovoce, quasi fossero le loro anime a sussurrare, per narrare quanto di più profondo è contenuto nei ricordi che generano le nostre identità.

Il cinema, al contrario della vita, riesce a fermare il tempo. E i nostri personaggi, imparando ad usarlo, ricostruiscono la memoria sulla quale appoggiare il loro futuro, i nostri futuri.