L’asteroide Agatha 616, in rotta di collisione con la terra, è stato attaccato con missili dalla Terra. Ma tutto non è andato come previsto: i composti chimici dei missili sono tornati di rimbalzo sugli esseri umani e tutto è cambiato. O meglio, mutato: le creature a sangue hanno iniziato una metamorfosi di “forma”, diventando enormi e hanno iniziano a squartare la popolazione.

Insomma basta un carro armato per uccidere una blatta.
il 95% della popolazione umana è stato mangiato o schiacciato. Il resto della popolazione sopravvissuta vive da circa 7 anni in caverne o bunker.


Love and Monsters è una “deliziosa” disaster comedy diretta dal regista sudafricano Michael Matthews (Five Fingers for Marseilles; Apocalypse Now Now) e scritta Brian Duffield (già autore di The Babysitter, Underwater e Jane Got a Gun) e Michael Matthews, su soggetto di Duffield.

Joel Dawson (un bravissimo e perfetto Dylan O’Brien, protagonista di Maze Runner) durante un collegamento via radio, unico mezzo per entrare in contatto con altri sopravvissuti, scopre che Aimee (Jessica Henwick), la sua ragazza del liceo (l’ultima volta che si sono visti è stato poco prima dell’ “apocalisse”), vive sulla costa a 130 chilometri di distanza. Joel, che diciamo… non è proprio l’eroe che l’immaginario collettivo potrebbe immaginarsi, insomma, di solito si occupa di cucina e provviste …

Insomma, Joel, illuminato dalla voce della sua ex fidanzata, decide di raggiungerla, camminando sulla superficie e sfidando creature e pericoli mortali.

Durante la sua missione in superficie, per raggiungere l’amata, Joel grazie all’aiuto, ed esperienza del saggio e cinico Clyde (Michael Rooker) e della sarcastica piccola Minnow (Ariana Greenblatt) assimila vere e proprie lezioni di vita e sopravvivenza, compresi, ovviamente il valore dell’amore, del coraggio e della fiducia).

Candidato agli Oscar 2021 per i Migliori Effetti Visivi, Love and Monsters debutta su Netflix il 14 aprile.

È un film divertente e originale, avventuroso, con tutte le carte in regola. Una storia meno banale di quanto ci si possa aspettare, sempre che si vogliano cogliere tutti riferimenti socio/politici (non sempre poi così sottili).