“Luci mie traditrici” di Salvatore Sciarrino in scena al Teatro Malibran

Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino sarà in scena al Teatro Malibran a partire da venerdì 13 settembre 2019, nell’ambito della Stagione Lirica 2018-2019. L’opera in due atti con libretto e musica del compositore palermitano, è ispirata al secentesco Il tradimento per l’onore dell’avvocato veneziano Francesco Stramboli, e si tratta del lavoro per il teatro più rappresentato di Sciarrino.

Presentata per la prima volta in tedesco nel 1998 al Festival di Schwetzingen, l’opera è stata allestita circa una trentina di volte in tre continenti, passando, tra l’altro al Teatro Royal de la Monnaie di Bruxelles, a New York con le coreografie di Trisha Brown e poi al Festival di Salisburgo e al festival di musica contemporanea di Berlino.

La Fenice la proporrà in italiano, con un ‘congedo’ in prima esecuzione assoluta, in un allestimento firmato dal regista Valentino Villa, con le scene di Massimo Checchetto e i costumi di Carlos Tieppo. La direzione d’orchestra è affidata a Tito Ceccherini, che guiderà un cast formato dal soprano Wioletta Hebrowska interprete della Malaspina, dal baritono Otto Katzameier nelle vesti del Malaspina, dal controtenore Carlo Vistoli nel doppio ruolo dell’ospite e della voce dietro il sipario, e con il tenore Leonardo Cortellazzi nel ruolo del servo.

La vicenda si ispira al celebre quanto tragico episodio biografico di Gesualdo da Venosa raccontato nel dramma Il tradimento per l’onore dell’avvocato veneziano Francesco Stramboli (e non di Giacinto Andrea Cicognini, come erroneamente si credeva fino a pochi decenni fa). Il testo seicentesco, che narra la storia del tradimento amoroso e del truce delitto passionale, è però solo lo spunto iniziale: la drammaturgia di Sciarrino si discosta largamente dalla fonte, con l’eliminazione delle parti comiche – riutilizzate nella sua più recente opera Ti vedo, ti sento, mi perdo – e fino alla creazione di un libretto ‘cinematografico’, fatto di piccole sequenze, per lo più duetti, costruite in modo da creare una vertiginosa tensione emotiva.

In fondo la storia narrata è molto semplice ma rappresentata in un modo innovativo, che risalta i tratti psicologici dei personaggi e mette lo spettatore in una condizione di inquietudine che lo trascina dentro il racconto. Tema centrale è l’amore, la sua inconsistenza, il suo essere effimero e fuggevole. I due protagonisti mettono in scena due modi di amare completamente diversi tra loro: Malaspina è un’amante passionale piena di slancio e di ardore; il suo consorte invece è un innamorato timoroso, insicuro, sofferente, con una grande paura di perdere l’oggetto della sua ossessione d’amore.

Luci mie traditrici è una tragedia in musica: «La tragedia non è solo sangue o fatti terribili. È una tensione – spiega Salvatore Sciarrino –: noi sappiamo quello che sta per accadere, ed è proprio questo avvicinarci progressivo che crea la tensione. Non il fatto in sé, che si potrebbe anche eliminare. La tragedia è nell’attesa. Per esempio, il fatto che La Malaspina ignori tutti i segnali e i trasalimenti che invece noi strumentisti e noi spettatori percepiamo?».

Al termine della tragedia, gli interpreti eseguiranno – ed è una prima assoluta – «Distendi la fronte», un madrigale a cinque voci con strumenti, rielaborazione di quello a quattro voci e strumenti composto nel 2016 su testo dello stesso Sciarrino e utilizzato nell’allestimento dell’opera del 2017 a Basilea.

L’opera sarà in scena al Teatro Malibran venerdì 13 settembre 2019 ore 19.00 (turno A), sabato 14 settembre ore 15.30 (turno C), mercoledì 18 settembre ore 19.00 (turno E), domenica 22 settembre ore 15.30 (turno B) e martedì 24 settembre ore 19.00 (turno D).