Tra il 1883 e il 2008, sono state più di un centinaio le edizioni delle Avventure di Pinocchio (1881-1883) di Carlo Collodi, apparse per la prima volta sul “Giornale per i bambini” diretto da Guido Biagi con il titolo La storia di un burattino.

Robert Zemeckis prende in mano la versione di Pinocchio di Walt Disney del 1940, diretta da Hamilton Luske e Ben Sharpsteen, colonna sonora compresa (qui curata da Alan Silvestri), e ne fa un suo omaggio (a Disney) in live-action, riscrivendolo in chiave moderna, e rispettando le nuove normative politically correct di cui la Casa di Topolino si sta facendo bandiera.

Al netto di alcune trovate macchiettistiche (saremmo in Italia, si paga in lire, ma la bottega di Geppetto ha l’insegna in inglese; in versione originale c’è qualche parola buttata lì in compiacente italiano; per far contententa la comunità afroamericana ogni tanto sbuca un personaggio di colore e la Fata Turchina – con il peggior costume di sempre – è interpretata da Cynthia Erivo, ecc ecc), scritto dal regista con Chris Weitz, è un inaspettatamente film delizioso.

Tom Hanks (che torna a collaborare con Zemeckis per la quarta volta dopo Forrest Gump (1994), Cast Away (2000) e Polar Express (2004) è Geppetto, un mastro falegname, artista artigiano capace di creare con il legno capolavori di ingegneria, carillon, orologi a cucù (le due sequenze con questi valgono l’intero film!). Uomo buono e pacato, vive nel malinconico ricordo dell’amata moglie e del figlio. Per gioco e passione, un giorno costruisce una marionetta, cui dà il nome di Pinocchio. La sera stessa, in cielo appare la stella dei desideri, ne esprime uno con tenerezza ridanciana, e Pinocchio prende vita.


Ci sono poi il gatto (muto) e la volpe, c’è Mangiafuoco con il suo teatro (notevole l’idea delle rivendicaizoni sindacali delle altre marionette che vogliono ribellarsi e dar vita a una compagnia tutta loro), c’è Lucignolo, e ovviamente il grillo parlante, e compare un nuovo personaggio: il gabbiano Sofia. Il tutto è assemblato con colore e armonia.

Questo Pinocchio si sarebbe meritato almeno un passaggio in sala. Sarà disponibile dall’8 settembre solo sulla piattaforma Disney+.
Pinocchio si fa voler bene per l’approccio sincero e allegro, forse un po’ da fan, di Zemeckis che ha fatto un lavoro di restauro portando freschezza e fatasia alla versione animata.
È un film che sa tenere in buona compagnia con un finale a sorpresa.