Dalle immagini d’archivio della seconda guerra mondiale alle testimonianze in prima persona della guerra in Kossovo, passando per le canzoni di de Gregori e persino per uno spettacolo di marionette del folclore napoletano; questi e altri sono gli elementi che compongono il curioso mosaico che è Scherza con i fanti, il docufilm che apre questa XVI edizione delle Giornate degli Autori.

Realizzato per l’istituto Luce da Gianfranco Pannone con la collaborazione del compositore e musicologo Ambrogio Sparagna (a cui si deve la curatissima colonna sonora che pesca nell’immenso repertorio della musica popolare italiana degli ultimi cento anni), Scherza con i fanti vuole dare voce a diverse testimonianze (riportate di persona o tramite diari personali dei protagonisti) legate al tema della guerra, commentandole col solo utilizzo delle immagini dell’archivio di stato e con una colonna sonora che spazia dagli stornelli popolari ai brani dei grandi cantautori, nonché con uno spettacolo di marionette realizzato dall’artista Maurizio Stammati che apre e chiude la pellicola.

I racconti scelti dal regista sono diversi  e distanti tra loro, e vanno dal diario di una partigiana a quello di un soldato impegnato nella campagna d’Etiopia, dai ricordi di un soldato della marina italiana impegnato nel conflitto in Kossovo a quelli dello scrittore Ferruccio Parrazzoli, che ha dedicato gran parte della sua opera ai fatti di piazzale Loreto, tutte commentate da puntuali contributi video dagli archivi dell’istituto Luce che sembrano riprodurre al millimetro le immagini descritte dai testimoni. Come si potrà intuire da questo veloce riassunto, il difetto principale di Scherza con i fanti e forse una scarsa omogeneità sia nella forma (restando comunque un prodotto egregiamente montato e diretto) che nei contenuti, con un tema principale, appunto quello della guerra, che risulta un po’ troppo generico, anche considerando il fatto che il docufilm non si concentra su un singolo conflitto ma ha la pretesa di prendere in esame più guerre diverse e distanti tra loro affrontando così il tema nel più generale dei modi, seppur sempre visto dal punto di vista di italiani.

Quello che sembra accumulare tutte le testimonianze, dalla partigiana al soldato della guerra in Kossovo, dai racconti di piazza Loreto alle immagini strazianti della campagnia d’Etiopia, è un forte disprezzo per gli orrori della guerra che convive con un patriottismo e un’amore per l’Italia che sembra caratterizzare tutti i protagonisti del documentario.

In conclusione, sebbene un po’ disomogeneo in alcune parti, Scherza con i fanti resta un documento interessante e ben realizzato nel quale è ben visibile il complesso lavoro di ricerca storica e videografica che vi è dietro, nonché un’inedito spaccato di a