Dopo la parentesi storica di Mr. Turner (2014) e Peterloo (2018), Mike Leigh torna nel presente e all’essenza del suo cinema con una storia di ordinaria umanità e di Scomode verità.
A vent’anni da Segreti e Bugie (1996) Marianne Jean-Baptiste torna a collaborare con l’ottuagenario regista inglese e intepreta Pansy, una donna di cinquant’anni disillusa e arrabbiata con il mondo intero, piena di paure, afflitta dalla vita in sé. Pansy si esprime con furiosi e astiosi monologhi contro il remissivo marito Cutley (David Webber) e il solitario e silenzioso figlio Moses (Tuwaine Barrett) tra le mura domestiche. Ma vittime delle sue intemperanze sono anche tutti coloro che incontra nelle rare occasioni in cui esce di casa. Due strepitose sequenze in un parcheggio e alla cassa di un supermercato confermano Mike Leigh come uno straordinario narratore, in grado di raccontare storie profondamente personali, condite da un pizzico di sense of humour.

La vita di Pansy in una ordinata e ordinaria casetta in un tranquillo sobborgo londinese potrebbe essere serena e tranquilla: il marito ha un lavoro come idraulico, anche se gli anni passano, il figlio subisce le angherie della madre senza ribattere. Ma per Pansy ogni cosa è fonte di paura o di fastidio: il suo desiderio di isolarsi dal mondo, il suo disprezzo per il mondo sono evidenti nel suo linguaggio sboccato, nella sua aggressività nei confronti degli altri. È una donna profondamente insoddisfatta della sua vita, ma l’origine di quei problemi non viene apertamente svelata: come sempre Leigh è osservatore e al contempo spettatore delle debolezze e delle incertezze dell’essere umano e delle Dure verità del titolo originale (Hard Truths), ammorbidite in Scomode verità nella traduzione italiana.
A far da contraltare a Pansy la sua happy-go-lucky sorella Chantelle (Michele Austin), madre single di due allegre figlie, che riesce sempre a trovare il lato positivo sia nella gioiosa vita familiare sia nel suo salone di bellezza. Chantelle eè anche l’unica apprentemente in grado di tenere testa a Pansy senza farsi sopraffare dalla sua irruenza. Le loro case sono lo specchio delle loro anime: asettica e ordinata quella di Pansy, colorata e caotica quella di Chantelle.

Pansy e Chantelle e le loro famiglie si incontrano in occasione del pranzo per la festa della mamma, anche qui non risvolti a tratti da tragicommedia per il contrasto tra i due nuclei famigliari. Per le due sorelle è anche l’occasione di ricordare il passato, in cui affondano le radici della profonda infelicità di Pansy e il loro dialogo sulla tomba della madre svela anche dettagli della loro infanzia che possono aiutarci a comprendere le radici profonde del malessere di Pansy. E a capire che anche attraverso le difficoltà e il dolore c’è sempre un modo per amare coloro che – a volte con fatica – ci amano.
Mike Leigh scrive, dirige e si riconferma uno straordinario narratore della realtà contemporanea nelle sue diverse complessità, comprese quelle post pandemia, sempre con grande delicatezza, tenerezza e poesia. In una intervista di qualche anno fa aveva detto: “I miei film trattano di individui nella vita reale, che sono soli rispetto al resto della società, come ciascuno di noi per un motivo o per l’altro“. Grazie alla straordinaria interpretazione di Marianne Jean-Baptiste, Pansy, con tutti i suoi spigoli e le sue intemperanze, resta nel cuore dello spettatore, anche se, da semplice osservatore, Leigh conclude il film senza darci nessuna soluzione, nessuna vera via d’uscita, se non un debole spiraglio di speranza.
Scomode verità è un film profondamente toccante, molto bello.
Titolo originale: Hard Truths
Regia: Mike Leigh
Sceneggiatura: Mike Leigh
Interpreti: Marianne Jean-Baptiste, Michele Austin, David Webber, Tuwaine Barrett
Durata: 97’
Distribuzione Italia: Lucky Red
Uscita Italia: 29 maggio 2025











