Siamo arrivati al sesto giorno di mostra e per ora, sebbene l’allerta sia ancora alta, si è evitata una potenziale tragedia che spaventava un po’ tutti gli spettatori: 24 ore senza un film con Toni Servillo. Il giovane esordiente napoletano è stato infatti protagonista di una serie di pellicole diverse, il cui numero reale è ignoto sia alla questura che a Servillo stesso, da sei giorni in stato confusionale e trasportato da una prima all’altra con una bici cargo. Nel breve compendio che segue daremo una veloce panoramica sulle sue varie performance viste fino ad ora.

Il primo in ordine di proiezione è il film È stata la mano di Dio, per la regia di Paolo Sorrentino ma sotto sotto secondo me pure quella è di Toni Servillo, racconto di formazione semiautobiografico che ha come fulcro di tutte le dinamiche narrative una numerosa famiglia partenopea. Forse è passato inosservato agli occhi degli spettatori meno attenti, ma il cast di questa pellicola ha una particolarità: la quasi totalità dei personaggi viene interpretata dal Servillo. L’astro nascente del cinema italiano infatti, dopo un ritiro spirituale di tre settimane in Umbria in compagnia di Eddie Murphy, si è sentito pronto per affrontare una simile sfida. Difficile dire quale membro della famiglia sia stato interpretato meglio da Toni Servillo, tuttavia se proprio devo sbilanciarmi dico che punterei tutto sulla nuora, forse a parimerito con nipotino sovrappeso n°1 e nipotino sovrappeso n°3.

Un’altra interpretazione di Servillo che ha spiazzato tutti è quella nel riuscitissimo biopic Spencer, sulla storia tragica e iconica di Lady Diana. Leggero e trattenuto ma sempre intenso, senza mai esagerare e lasciando parlare gli occhi ma all’occorrenza anche i lobi delle orecchie, il maestro Servillo ha dato un’interpretazione che, come già dicono diverse voci, potrebbe valergli la sua terza Coppa Volpi nella categoria miglior Toni Servillo. Dalla redazione ci teniamo a precisare una cosa: come già ci è stato fatto notare non è proprio sicurissimo che l’attore protagonista della pellicola in questione fosse proprio lui, ma purtroppo quasi nessuno è effettivamente riuscito a vedere il film. Dati i posti in sala limitati per l’emergenza covid e il complesso sistema di prenotazioni, purtroppo alla proiezione è potuto entrare un solo giornalista, per giunta indonesiano. Lui questo ci ha raccontato e noi non possiamo che fidarci, tra l’altro dice di aver dormito pochissimo. La critica cinematografica è come il birdwatching, si basa sulla fiducia nei colleghi.

Attesissima invece la prima del film di Mario Martone Qui rido io, incentrato sulla vita del commediografo napoletano Eduardo Scarpetta. Chi interpreterà il maestro Eduardo Scarpetta neanche ve lo sto a dire, mentre a interpretare il fratello del protagonista, l’attore Vincenzo Scarpetta, sarà un attore contemporaneo che risponde al nome di Eduardo Scarpetta (strano per questo tipo di articoli, ma tutto vero). Sempre nello stesso film, con lo scopo di diminuire un po’ la confusione, appariranno poi Eduardo de Filippo, interpretato da Filippo del Grande Fratello 5, e Peppino de Filippo, interpretato nella prima parte del film da uno straordinario Peppino di Capri, interpretato a sua volta dal timoniere dei fratelli Abagnale Peppiniello di Capua.

I titoli di quest’anno che possono vantare la presenza di Toni Servillo tra gli interpreti non sono certamente finiti: giusto per citarne un ultimo c’è l’agrodolce Ariaferma, film ambientato nel contesto carcerario è che vede il maestro Servillo condividere lo schermo per la prima volta con suo figlio, il bambino-rivelazione Silvio Orlando. Tuttavia non possiamo elencarli tutti dato che prima o poi il festival finirà e se stiamo dietro alla completezza va a finire che ci staccano il wi-fi della sala stampa prima ancora di caricare l’articolo in bozze.