Il Festival del Cinema di Torino strizza l’occhio a Berlino: lo fa con l’omaggio al cineasta berlinese Harun Farocki, in collegamento con una mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; inoltre la retrospettiva “Cose che verranno. La terra vista dal cinema”, come spiega la direttrice Emanuela Martini, anticipa addirittura una delle sezioni della Berlinale 2017.
Il TFF, come la Berlinale, esce dalle sale e si apre al territorio con vari eventi: va in città, lunedì 21 novembre al Grattacielo Intesa San Paolo con Enzo Bosso e il “Guest Director” Gabriele Salvatores; ma va anche in Regione, con il Premio Langhe, Roero e Monferrato. Vi è anche una attenzione al resto d’Italia, per le persone colpite quest’anno dal terremoto, con il contributo dello chef stellato torinese Matteo Baronetto.
Il Torino Film Lab, con al suo attivo il sostegno a filmmaker emergenti di tutto il mondo e ben 25 titoli (sui 68 completati) selezionati nei più prestigiosi festival del mondo, fa della manifestazione torinese uno dei più importanti festival cinematografici italiani.
Presentato in doppia conferenza stampa a Roma e Torino, il 34° Torino Film Festival – 18 – 26 novembre 2016 – si annuncia con un bellissimo logo dedicato a David Bowie e si presenta con un curioso e divertente Ensemble di percussioni di “ciack” dal Conservatorio di Torino e un breve spot in stile Blade Runner della RAI.
Sono stati oltre 4 mila film visionati; 15 lungometraggi in concorso, provenienti da 14 Paesi, con molte opere prime, nel rispetto dello spirito di scoperta di talenti emergenti che da sempre anima la rassegna torinese. Tra i concorrenti un solo titolo italiano “I figli della notte” di Andrea De Sica, figlio di Manuel.
Grande interesse anche per le varie rassegne tematiche. Per i cultori del punk anni ’70 e ’80 una nutrita rassegna di documentari musicali primo fra tutti “The Blank Generation” di Ivan Kral del 1976 con camei di Patty Smith, Iggy Pop, Blondie, I Ramones e tanti altri.
La sezione Horror ripropone la sua vocazione notturna sabato 19 novembre al cinema Massimo con tre film fino all’alba e poi brioche e cappuccino per tutti.
Alcune particolarità, come il film in concorso “Christine” di Antonio Campos, sulla giornalista Christine Chubbuck, suicidatasi in diretta tv nel 1974. Fatto raccontato anche dal doc Kate Plays Christine Premio di Robert Greene in corsa per il premio Cipputi. Il dramma ispirò anche “Quinto Potere” di Sidney Lumet.
Non poteva ovviamente mancare un film in omaggio a David Bowie (Merry Christmas Mr. Lawrence di Nagisa Oshima) e nemmeno uno in ricordo di Gipo Farassino, molto amato chansonnier torinese, morto nel 2013 (Gipo, lo zingaro di barriera, di Alessandro Castelletto).
Per i cultori di Lav Diaz sarà proposto “A Lullaby to the Sorrowful Mistery”, che con le sue 8 ore di durata ha già avvinto la platea di Berlino 2016.
Attesa per importanti ospiti. Alcuni tra i molti: Costa Gavras, che sabato 26 novembre riceverà dalle mani di Riccardo Scamarcio il premio intitolato a Maria Adriana Prolo, con proiezione di “Z l’orgia del potere; Christopher Doyle, eclettico artista australiano, al quale lunedì 21 novembre verrà consegnato il Gran Premio Torino Infine attesa per i più nostalgici: si rivedranno cinque film tra i più amati da Gabriele Salvatores, quelli “grazie ai quali non sono diventato avvocato”: Jules e Jim; Blow up; If, Alice’s Restyaurant, The Strawberry Statement.
Novità di quest’anno il Torino Short Film Market, dal 18 al 20 novembre, organizzato grazie al supporto della Film Commission Torino Piemonte: unico mercato internazionale del corto.
Qui solo alcuni assaggi e spunti. Il programma completo è on line: torinofilmfest.org






