sabato, Agosto 15, 2026
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“Venezia Altrove” proiettato per la prima volta nella città lagunare

Venezia Altrove” torna a casa per essere proiettato per la prima volta nella città lagunare. Ad un anno esatto dall’inizio, a Rotterdam, del lungo tour che ha portato il film di Elia Romanelli nei più importanti festival di cinema, vincendo a Tirana e ottenendo da ultimo una menzione al Salina Doc Festival “Venezia Altrove” sarà proposto giovedì 6 ottobre alle 19,30 nel Teatrino di Palazzo Grassi. Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti. La pellicola racconta le molte rappresentazioni e interpretazioni della città lagunare. Seguendo la suggestione letteraria proposta da Italo Calvino ne Le città invisibili, Elia Romanelli si interroga sull’iconografia e, allo stesso tempo, sull’unicità del capoluogo veneto. Le infinite rappresentazioni di Venezia nel mondo rafforzano il radicamento di uno stereotipo nell’immaginario collettivo. << Non ho potuto sempre seguire il film nei festival, ma sicuramente la cosa più affascinante era ascoltare le domande del pubblico dopo la proiezione. Nei festival italiani gli spettatori, anche se non l’hanno visitata, tuttavia hanno un’idea della conformazione fisica della città, all’estero mi è capitato di sentirmi chiedere di tutto – ci dice il regista Elia Romanelli, che introdurrà anche la proiezione veneziana – Del resto Venezia è un città che vive molto nell’immaginario, come testimoniano le altre cinque città al mondo che portano il suo nome e oltre un centinaio di luoghi ed attività commerciali che per diverse ragioni si richiamano alla realtà lagunare. Di questi son riuscito a visitarne una ventina, Spontaneo chiedersi se nel mondo, specie fuori di Italia ci sia consapevolezza che è a rischio la stessa sopravvivenza fisica della città, certo all’estero c’è meno consapevolezza. Comunque per parte mia parlano le poche sequenze presenti nel film che ritraggono una città lagunare deserta ora con l’acqua alta, ora durante il lockdown, ora immersa nella nebbia e infine notturna. La sua precarietà è avvertita da tutti coloro che si confrontino con Venezia – prosegue Romanelli. I contatti con le tante realtà in cui si evoca Venezia hanno lasciato il segno sul regista – Mi piacerebbe che i veneziani esplorassero questo universo di Venezie in cui mi sono calato girando questo film. Credo ne trarrebbero energia e forza per la lotta per la sua sopravvivenza che stanno combattendo: Venezia è molto amata nel mondo, anche perché quella che per noi è ovvia quotidianità, per chi la visita o la vive da lontano è un sorta di miracolo che si ripete ogni giorno”. A gennaio Romanelli partirà per Cuba per realizzare un documentario sulla grafica cubana, mentre a breve è in programma l’uscita di un altro suo documentario “Infernot” sulla musica folk.