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Concorso "Il nastro bianco" di Michael HanekeHaneke incompiutodi Giorgio Lazzari Tra le pellicole più attese della 62esima edizione, e candidato fin da subito alla Palma d’Oro, il nuovo film del conturbante e discusso regista Michael Haneke sbarca sulla Croisette mettendo in evidenza luci ed ombre, e non solo perché girato in bianco e nero.
La sensazione che trasmette questo The white ribbon (“Il nastro bianco”) dopo la visione è paragonabile a quella di una promessa non mantenuta, ovvero dopo circa due ore e mezza di film l’idea è quella di una pellicola incompiuta, e non del tutto riuscita, che lascia quindi nel complesso l’amaro il bocca. Chi negli anni ha apprezzato il lavoro di Haneke sa che il regista ama colpire il pubblico, spesso con singole scene della durata anche di pochi secondi ma che rimangono indelebilmente impresse per loro crudezza, si pensi per esempio a Niente da nascondere. Invece in The white ribbon tutto l’orrore rimane paradossalmente oscuro, sconosciuto, fuori scena. Non alla maniera di Funny Games con l’uso del fuori campo mentre l’orrore è in corso, ma gli avvenimenti più crudi vengono raccontati dopo che essi sono accaduti e non appunto mentre avvengono. La ragione è che il regista ricostruisce la vicenda dal punto di vista dei ricordi di un giovane precettore di musica, che racconta come voce narrante gli strani eventi accaduti in un villaggio rurale lungo l’anno che ha preceduto lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Haneke ha quindi deciso di intraprendere una strada più complessa e ambiziosa rispetto al passato, cercando nuove forme narrative e visive, ma perdendo sostanzialmente il filo conduttore di una vicenda che non riesce a catturare a pieno l’attenzione, e che inoltre lascia lo spettatore con troppi quesiti senza risposta. Cinema che mette in luce le ipocrisie e l’alienazione di una società che non riesce a reprimere la violenza insita nella natura umana, quello di Hanake è una continua ricerca di un punto di raccordo ed equilibrio tra le esigenze di pacifica convivenza sociale e quelle espressive del singolo. La giustizia e la ricerca della verità inoltre vengono sempre messe in secondo posto se rischiano di intralciare lo status quo. Titolo originale: Das weisse Band Nazione: Austria, Francia, Germania Anno: 2009 Genere: Drammmatico, Guerra Durata: 144’ Regia: Michael Haneke Cast: Ulrich Tukur, Susanne Lothar, Burghart Klauìner, Josef Bierbichler, Michael Kranz, Marisa Growaldt, Michael Schenk, Jadea Mercedes Diaz Produzione: Les Films du Losange, Wega Film, X-Filme Creative Pool Distribuzione: Lucky Red Data di uscita: Cannes 2009 30 Ottobre 2009 (cinema)
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