“Infinito futuro” di Antonio Sanna

Infinito Futuro: un 1984 viscerale e coinvolgente

Al Teatro dell’Orologio di Roma uno spettacolo sul futuro prossimo venturo.

L’adattamento per la scena di 1984, celebre romanzo distopico (ma chissà quanto, poi) di George Orwell, mostra come i limiti della parola – misurata, controllata, imbrigliata e incanalata in letteratura – possano essere messi al servizio della fisicità del corpo, della matericità delle espressioni facciali del viso, degli spasmi volontari di un paio di occhi.

La difficile opera di trasposizione di uno dei testi cardine della fantascienza sociale si può dire pienamente compiuta, qualora si volesse vedere nella messa in scena di Antonio Sanna il tentativo di rendere esperienza sensibile ciò che nel libro era teoria visionaria accuratamente costruita, solidamente argomentata e infine fatta esplodere attraverso visioni di agghiacciante terrore.

La scelta di avvicinare il pubblico alla scena, facendo recitare gli attori quasi in mezzo agli spettatori all’interno di una scenografia spoglia, funzionale, e polisemantica, risulta vincente: solo mediante la prossimità spaziale dei due elementi base del teatro, infatti, può avvenire quel processo di immedesimazione che viene ricercato dal testo. Fondamentali, a questo proposito, le convincenti prove degli interpreti: una menzione particolare per uno spiritato Ezio Conenna e l’entusiasta ingenuo Giulio Pierotti.

Lo spettacolo di Sanna più che sulla tematica della sorveglianza assoluta si concentra sul problema dell’informazione, attraverso i lunghi monologhi riguardanti il Multipensiero creato della società Democratica Autoritaria Anarchica del Grande Fratello. Un’idea, quella di un flusso di informazioni costantemente attivato, intrinsecamente contraddittorio, in continuo movimento, adibito allo scopo di obnubilare la coscienza civile dei cittadini, che è particolarmente moderna e viene bene espressa dallo spettacolo attraverso il fiume di parole riversato dai personaggi. Unico piccolo neo è, purtroppo, il rimedio alla dominazione occulta proposto dai due protagonisti: l’ideale del sentimento come unico possibile rifugio della coscienza isolata, per quanto romantico, è perdente persino nella finzione. Figurarsi nella dura realtà.

“Infinito futuro”
Scritto e diretto da Antonio Sanna
Teatro dell’Orologio
Dal 22 novembre al 18 dicembre 2011
Con Laura Amadei, Ezio Conenna, Gianfranco Miranda, Giulio Pierotti, Antonio Sanna, Francesco Sechi e Stefano Thermes
www.teatrorologio.it