“THOM PAIN. Basato sul niente” di Will Eno

Inaugurazione con un monologo per Elio Germano

RIAPERTURA DEL “QUIRINETTA” DI ROMA

Per fortuna ogni tanto i Teatri rinascono.
Ricordiamo infatti che quest’anno il piu importante teatro della capitale, il settecentesco Valle, ha rischiato di chiudere o di essere sciaguratamente trasformato in un bistrot, e solamente la mobilitazione di attori che l’ hanno occupato, che vi organizzano da oltre sei mesi attività culturali di ogni sorta, coinvolgendo meravigliosamente pubblico cittadini e operatori culturali, hanno fatto sì che quello spazio, quel preziosissimo gioiello, sia ancora vivo. Per adesso, e speriamo per sempre.

Non si può che festeggiare, quindi, la riapertura di un altro teatrino storico, il Quirinetta, una sala che negli ultimi decenni era esclusivamente cinema, prima di una inspiegabile decennale chiusura, ora resuscitata grazie all’impegno del direttore artistico del Quirino Gassmann Geppy Gleijeses e del senatore Willer Bordon.
Ad inaugurare il ritrovato spazio non è uno spettacolo nuovo, come succede di solito, ma un monologo che l’attore Elio Germano porta in giro per l’Italia da un paio di stagioni ma che comunque è quasi una novità per Roma.

Il testo, americano, e rappresentato in mezza Europa, a dir la verità non è memorabile. Nell’incipit, al buio, appare un uomo, tale Thom Pain. Non sappiamo perché sia stato catapultato lì, non sappiamo chi sia, da dove venga, perché gli siano concesse una luce e una sedia, perché lui senta il bisogno di intrattenerci, anche attraverso azioni che non sa fare, come un gioco di prestigio, un quiz o perché provi a coinvolgere qualcuno del pubblico, o perchè quasi sempre interrompa i propri soliloqui.
Ma bene o male Thom Pain si racconta, parlando a ruota libera, spesso a vanvera, consapevolmente o no, e così escono fuori briciole della sua vita, schegge di inconscio, frammenti di ferite non rimarginate, forse un trauma infantile, di sicuro un amore finito male, un enorme vuoto, una grande solitudine.

In un’ intervista Elio Germano ha spiegato che sarebbe stato preferibile che a interpretare questo ruolo, anziché un attore popolarissimo come lui, fosse un volto nuovo, proprio per sottolineare l’anonimato, la situazione straniante in sé dello sconosciuto piazzato dinanzi ad altri sconosciuti
Ma il problema dello spettacolo non è questo, il copione non regge perché è estremamente fragile, cio’ che a cui il sottotesto vorrebbe alludere è troppo inconsistente, basato davvero sul niente come dice il titolo, e non è facile parlare del niente. Si aggiunga che Germano, eccellente nelle sue prove cinematografiche, stavolta, vuoi a causa della della debolezza del testo, vuoi per il tentativo di de-divizzarsi, vuoi perché per tenere il pubblico per 50 minuti occorrerebbe una maggior esperienza teatrale, sembra smarrito più di quanto serva al suo personaggio tranne in qualche passaggio in cui la sua sensibilità emerge e allora regala qualche brivido di verità, attimi che salvano questi interminabili 50 minuti.

THOM PAIN ( basato su niente )
di Will Eno – regista protagonista Elio Germano
durata 50 minuti
Roma, teatro Quirinetta dal 6 al 15 dicembre
www.teatroquirino.it