giovedì, Luglio 30, 2026
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Alla chiusura gli “Incontri con il cinema asiatico 6”

Una finestra importante su cinematografie al centro del mondo contemporaneo

La premiazione di un lungometraggio e di un documentario nella sede dell’Auditorium di Roma ha chiuso la sesta edizione di ASIATICAFILMMEDIALE – INCONTRI CON IL CINEMA ASIATICO, la più prestigiosa vetrina del cinema d’Oriente. Diretta da Italo Spinelli, la rassegna ha presentato nelle sedi dell’Auditorium e della Casa del Cinema di Roma oltre quaranta opere in anteprima italiana.

I numeri di questa edizione: 13 film in concorso, 11 documentari in concorso, e 19 tra film e documentari fuori concorso, realizzati in Afghanistan, Birmania, Cina, Cambogia, Corea, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kirghizistan, Mongolia, Sri Lanka, Tagikistan, Thailandia, Uzbekistan.

Il Premio del Concorso Internazionale Lungometraggi è stato assegnato a Bidasr sho Arezoo (Wake up Arezoo) di Kianoush Ayyari (Iran, film che racconta la tragedia della città di Bam dopo il terremoto e che, a giudizio della giuria “ha l’immediatezza del documentario in presa diretta e la poesia del neo-realismo, riesce a fondere realtà e cinema in un racconto straziante, coinvolgente e commovente. Ci mostra una tragedia che abbiamo visto in televisione, attraverso i notiziari, ma va dentro la realtà delle cose, della vita e delle persone con una forza che è propria del vero cinema d’autore”.

Nella sezione dei documentari è stato premiato
“Landimens. A love story”, dell’australiano Dennis O’Rourke, “Per la straordinaria delicatezza con cui riesce a ritrarre il dramma di un popolo attraverso il ritratto di una donna che ha preso in mano con coraggio il proprio destino riscattando l’immagine stereotipa della donna afgana”. Il premio alla carriera è andato a Mohsen Makhmalbaf, il coraggioso regista iraniano che con Viaggio a Kandahar ha raggiunto la fama mondiale, ospite della rassegna e protagonista di un incontro col pubblico sabato 26 novembre (> Leggi l’approfondimento).

Protagonista di questa edizione, anche nella serata della premiazione, è stata la cinematografia iraniana, presente con tre lungometraggi e un documentario in concorso, un documentario e il film di Makhmalbaf fuori concorso. In questo senso il cinema forse ci può aiutare a capire un paese del quale sappiamo poco, che si trova al centro di una zona divenuta strategicamente fondamentale negli equilibri mondiali.