Presso la sede della Casa dello Studente
intitolata alla memoria di Antonio Zanussi, continuano le rassegne dedicate ad alcuni fondamentali maestri del secolo precedente
che meritano un’opportuna rivalutazione critica.
Nel 2003 ricordiamo, fra le altre, la mostra che focalizzava l’importante opera di Mirko; oggi, invece, è la volta dell’anconetano Corrado Cagli, artista poliedrico in parte dimenticato, e il cui destino s’intreccia, sin dagli anni ‘30, con quello di Afro, Mirko e Dino Basaldella, amicizia e complicità rinvigorita allorché la sorella di Cagli, Serena, si unì in matrimonio con il friulano Mirko Basaldella. Per tali artisti Roma diventò una palestra e proprio Cagli inizialmente si contraddistinse per il suo ruolo trainante, coinvolgendo gli amici artisti a una loro diretta partecipazione all’interno della scuola romana di via Cavour – così com’era stata denominata da Roberto Longhi – con Scipione, i Mafai e Mazzacurati e in seguito alle mostre organizzate dalla celebre Galleria della Cometa e alla Quadriennale.
Certo lo spirito intraprendente di Cagli non si arrestò unicamente all’ambiente artistico locale ma fu, invece, proiettato, sin dagli anni ‘30, in ambiti internazionali, prima a Parigi, in seguito negli Stati Uniti, dove, a causa dell’applicazione delle leggi razziali, risiederà per continuare la sua ricerca artistica e la sua lotta diventando cittadino statunitense e partecipando, nel ‘44, allo sbarco americano in Normandia. Soltanto nel dopoguerra rientrerà in Italia, a Roma, dove rimase a operare fino alla morte avvenuta nel 1976.
E’ sicuramente difficile presentare l’opera di Corrado Cagli soprattutto a causa delle molteplici sfaccettature che essa assume, ma l’antologica di Pordenone offre uno spaccato esaustivo di quelle che sono state le originali caratteristiche eclettiche del nostro autore, positivamente documentando anche i dipinti realizzati con la tecnica ad affresco – numerosi gli interventi, in tal senso, che hanno costellato la sua attività – ed evidenziando gli apparentemente bruschi passaggi da una ricerca figurativa ad un astrattismo geometrico o informale che in tutta la sua produzione hanno caratterizzato la sua ricerca. Vedi in proposito i Pesci o la Partita a carte del 1936 e la Lanterna del 1949, A Rembrandt del 1969 o la Jeanne D’Arc del 1974.
La mostra di Pordenone consente di fare il punto su un autore in parte trascurato dalla critica ma che torna consistentemente alla ribalta. Tale rassegna offre, quindi, una valida occasione per aggiornare in modo proficuo alcune nostre valutazioni accolte senza quegli adeguati e necessari approfondimenti che permettano di rivedere alcuni luoghi comuni troppo pedissequamente accettati e frettolosamente assunti come scontati.
Ricca e ben documentata in mostra anche la produzione grafica dell’autore.
CAGLI. OPERE 1932 – 1976
Galleria Sagittaria
Pordenone, via Concordia 7
Tel.: 0434- 55 32 05.
www.culturacdspn.it
Ingresso libero
Feriale 16.00 – 19.30
Coordinamento Maria Francesca Vassallo, Sergio Simonin
Catalogo edito da Edizioni Concordia 7 con testi di Carlo Appiatti, Giacomo Ros, Giuseppe Bergamini, Giancarlo Pauletto.
27 novembre – 20 febbraio 2005






