Caravaggio e le fragole, Van Gogh e le stelle

I notturni secondo Goldin

“Francamente imbarazzante. Mettere in fila un po’ di opere, anche molto belle, non significa costruire una mostra.” A parlare è Luca Baldin, già direttore della Fondazione Giuseppe Mazzotti di Treviso, membro del Consiglio Direttivo di ICOM Italia e attualmente direttore del Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto, nonché docente di Scienze Museali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. E non è il solo, come lui anche numerosissimi docenti e storici dell’Arte (Philippe Daverio, per dirne uno) hanno la stessa idea in merito. Mentre molti altri appoggiano incondizionatamente l’opera di Marco Goldin, curatore e ideatore della mostra “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento” attualmente ospitata a Vicenza nella magnifica cornice della Basilica Palladiana.

Goldin, da tempo etichettato come il re delle mostre blockbuster continua a far parlare di sé (e la cosa non finirà di certo qui date le recenti dichiarazioni fatte in terra trevigiana) e a dividere pubblico e critica. Personalmente, dopo aver visitato più volte la mostra, penso che non sia indispensabile visitarla. E non perché le opere non siano di pregio, anzi, ce ne sono alcune (per essere precisi una serie di Piranesi, un Caravaggio e un Rothko) che da sole valgono il prezzo del biglietto, ma esposte in maniera così talmente illogica e arbitraria che forse sarebbe meglio investire i proprio soldi in qualche altro museo cittadino. Questa mostra – come pure tutte le precedenti mostre Goldiniane – “Si basano non su un progetto scientifico, ma su una sua privatissima visione dell’arte, che molto spesso non trova riscontri negli studi storico artistici” come ha sottolineato il già citato Luca Baldin e mi trova, anche su questo punto, pienamente d’accordo.

Che poi la mostra abbia riscosso un incredibile successo di pubblico non lo legherei alla bellezza dell’ esposizione in sé, ma alle indiscutibili doti imprenditoriali di Goldin che in questo frangente è assolutamente efficace e competente, anche perché deve gestire un’azienda (la sua azienda, Linea d’Ombra). A mio parere l’arte oltre a fornire una didattica dovrebbe anche incuriosire, emozionare, far conoscere e avvicinare il pubblico, forse un po’ troppo impigrito, con percorsi mirati e di alto livello e non dando in pasto alle persone una sfilza di Caravaggio, Van Gogh o Impressionisti del caso.

Parlando di questa mostra Philippe Daverio ha affermato che “Mettere opere di Pissarro e Caravaggio insieme è come mettere la maionese sulla torta di fragole” e direi che questo potrebbe essere un buon riassunto.