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“DA MARTINI A MITORAJ. LA SCULTURA MODERNA IN ITALIA, 1950-2000”

La mostra annunciata dalla precedente rassegna già tenutasi nella suggestiva cornice della Basilica Palladiana e dedicata sempre alla scultura che,
però, si fermava a un’analisi della situazione artistica dei primi anni ’50 del XX secolo, è ora aggiornata dalle presenze più significative, in questo ambito di ricerca, che arrivano fino ai giorni nostri.

Da questa serie di iniziative possiamo subito registrare il rinato interesse nei confronti di un’espressione artistica in un contesto come quello attuale che ha visto sempre più diffondersi una contaminazione tra le diverse arti; tuttavia dalle varie proposte che ne sono scaturite, si può evidenziare come la scultura, intesa secondo i suoi più specifici ambiti di ricerca, riscuota ancora una forte attrazione. E le recenti esposizioni e gli studi che sono stati realizzati consentono di rilevare questa rinnovata propensione di interessi.

In tale generale clima di notevole rivalutazione della scultura e in particolare degli scultori italiani, il Comune di Vicenza con l’Assessorato alle Attività Culturali, in collaborazione con la Regione Veneto e Arthemisia, presentano una nuova importante mostra collettiva dedicata alla scultura della seconda metà del Novecento.
La curatrice Alessandra Zanchi che si avvale del contributo scientifico di Rossana Bossaglia, ha selezionato una rosa di 42 capolavori emblematici di 25 artisti provenienti da raccolte pubbliche, fondazioni e collezioni private.

L’obbiettivo è rivolto a illustrare, a grandi linee, le caratteristiche e i cambiamenti della scultura nel cinquantennio successivo alla seconda guerra mondiale. Obbiettivo che in parte è stato raggiunto anche se effettivamente si registrano delle assenze come, ad esempio, nel caso della figura e della scuola di Alberto Viani che ereditò la cattedra all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove precedentemente aveva insegnato Arturo Martini, a sua volta già sostituito per un breve periodo di due anni da Venanzo Crocetti. Di quest’ultimo è, fra l’altro, visitabile da qualche anno il nuovo museo a lui dedicato sulla Cassia, vicinissimo a Roma. Parentesi veneziana che avrebbe potuto concludersi degnamente con l’inclusione di un artista tuttora molto attivo a Venezia e a Carrara come Giancarlo Franco Tramontin che per diversi lustri ha insegnato scultura all’accademia della città lagunare.
Tali inclusioni possono trovare ulteriore consenso se pensiamo che la mostra si apre proprio con una splendida “Cavalla che allatta” del 1943 realizzata da Arturo Martini.

Detto questo, l’esposizione offre un panorama comunque ragguardevole consentendo al visitatore di dipanare lo sguardo dagli autori più “classici” del ‘900 italiano, Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù, Lucio Fontana e Fausto Melotti, per poi passare a una sezione ancora concentrata su una ricerca oscillante tra figurazione e astrazione così evidente in autori come Pietro Consagra, Pietro e Andrea Cascella, Francesco Somaini, Arnaldo e Giò Pomodoro, Alik Cavaliere, ai quali possiamo affiancare e contrapporre Floriano Bodini, Augusto Perez, Giuliano Vangi, Valeriano Trubbiani, Igor Mitoraj.
La rassegna è completata dalla presentazione delle tendenze più in voga nell’ultimo ventennio rappresentate dall’opera di Giuseppe Uncini, Mario Ceroli, Mauro Staccioli, Luciano Fabro, Giuseppe Spagnulo, Mimmo Paladino.

Da segnalare, infine, la presenza di due scultrici come Alba Gonzales con la sua “Sfinge e colomba” del 2000-2001 nella quale la mescolanza tra la bestia e il femminile implica forti rimandi a componenti erotiche-oniriche e, per concludere, Cordelia von den Steinen, la scultrice di origine svizzera ma che da anni lavora a Fivizzano e le cui opere avevo avuto modo di apprezzare in una sua antologica tenutasi a Tuoro sul lago Trasimeno. Nelle sue rosse terrecotte, come chiaramente si evince in “Si accumula molto lavoro” del 1994 esposto in mostra, l’artista esprime un originale interesse nei confronti di soggetti collegati al lavoro quotidiano femminile, molto poetici e realizzati nel suggestivo materiale che predilige, così caro agli antichi etruschi.

“DA MARTINI A MITORAJ. LA SCULTURA MODERNA IN ITALIA, 1950-2000”- Vicenza, Basilica Palladiana; 28 maggio 2005 / 25 settembre 2005; Tutti i giorni dalle 10 alle 19.
Lunedì chiuso; biglietto: Intero € 7; ridotto € 5. Il biglietto comprende la visita alla Basilica Palladiana e al Loggiato. Catalogo: Da Martini a Mitoraj. La scultura moderna in Italia, 1950-2000, Ed.Artemisia. INFO tel: +39 02 6596888; fax: +39 06 6598300; email: info@arthemisia.it