Un’altra “prima” nazionale lunedì 23 luglio alle 21,30 in Campo San Trovaso, stavolta non una discutibile riscrittura di un testo più o meno canonico del gran festeggiato di questi giorni in laguna, ma un lavoro, appunto “Le serve di Goldoni” che punta l’attenzione sull’uomo Goldoni e sul suo “entourage” di donne di servizio. Sono quattro, di queste due uomini travestiti da donna (l’autore Andrea Fullin, Filippo Fagotto), una donna effettiva (Emanuela Grimalda) più l’apparizione di Eva Robin’s.
“Sono certo che questo spettacolo ci consentirà di scoprire un nuovo autore del teatro italiano contemporaneo, Andrea Fullin (ndr l’irriverente professoressa di Zelig che impartisce lezioni di “tuscolano” dai teleschermi), che mi ha consegnato un testo in cui ogni personaggio ha il suo spazio, in un’equilibrata distribuzione di ruoli e voci – spiega il regista Andrea Adriatico, da qualche anno impegnato anche sui set tanto da essere stato presente alla Mostra del Cinema – Nello spettacolo utilizzo anche alcune riprese cinematografiche: sono giochi di slittamento che mi consentono di passare dal 18° secolo ai nostri giorni.”Andrea Fullin è in gran forma “Anzitutto mi sono voluto divertire, anzi ci vogliamo divertire in scena giocando la carta della dissacrazione – interviene l’autore, nonché interprete del testo, che ironizza sulle difficoltà di natura sartoriale che hanno assillato gli interpreti – L’obiettivo minimo, non rompere le scatole al pubblico, credo di averlo raggiunto”.
Insomma un testo su Goldoni che spinge al massimo sui registri dell’ironia nel disegnare queste figure di serve, puntando su un’ambientazione parigina e rivoluzionaria che dà l’opportunità di dare maggiore colore al tutto. Dal palcoscenico all’aperto di Campo San Trovaso al Teatro Universitario Giovanni Poli di Santa Marta, ovvero il Campus. Lunedì 23 luglio alle 17 va in scena “La stagione dei disinganni”, il testo dI Maricla Boggio allestito dal Teatro dei Dieci di Torino per la regia di Massimo Scaglione. “Sono partita dal fatto che Goldoni e Alfieri, come risulta del resto dai Memoires, si sono effettivamente frequentati a Parigi. Da qui l’idea di questo testo a suggellare quasi il passaggio del testimone da Goldoni, portatore dell’idea di un teatro mondo del quotidiano, ad Alfieri, che nelle sue tragedie assume le sue grandi idee di libertà per rivestirle dei panni del mito – spiega Boggio – E’ un aspetto che giovanissimo colse nella sua tesi di laurea Piero Gobetti, intitolata “Alfieri uomo nuovo”, che ha rappresentato per me un punto di riferimento fondamentale per la drammaturgia de “La stagione dei disinganni””.
E’ stato infine presentato il progetto Dionys – Culture, Lingue, Teatri, nato nel 2003 per iniziativa di Piccolo Teatro, Fondazione Ibm Italia e Fondazione Università Iulm di Milano. Nel contesto del Campus, che vede appunto il coinvolgimento di Dionys per volontà di Maurizio Scaparro, è stata costituita una vera e propria redazione internazionale, multilingue e aperta a tutti gli studenti ospitati al Campus. L’obiettivo è realizzare un diario multimediale in quattro lingue dove studenti, spettatori e collaboratori di Dionys possono raccontare in diretta, utilizzando ovviamente anche immagini fisse e in movimento, la loro esperienza al festival, diventando protagonisti, reporter e critici degli eventi. Chi volesse partecipare può rivolgersi all’email info@dionys.org o visitare il sito www.dionys.org.






