“Io credo che non esista libertà se non nel legàme che ci aiuta a lottare contro tutto ciò che ci divide”.
Franca Ongaro Basaglia
Legàme è una parola che tiene insieme il doppio senso, porta in scena una contesa di significati. Da un lato, vincolo, laccio, chiusura. Dall’altro, sodalizio, alleanza, complicità.
Libertà è una parola che pare fuori luogo tra i legàmi. Quelli che chiudono perché la soffocano. Quelli che uniscono perché la limitano.
Ma allora come può esistere una libertà nei legàmi o addirittura essere la sola libertà possibile? E’ possibile una libertà che non si strappi a qualcuno per garantire qualcun’ altro? Che non sopprima le diversità tra gli uomini costruendo muri e prigionieri dentro i muri?
Cosa c’entrano i matti in tutto questo?
Il Festival dei Matti, che quest’anno intitoliamo ai Legàmi, prenderà le mosse da queste domande. E lo farà avventurandosi nella città dei matti, quella che “c’era una volta”, raccontata da Marco Turco nella sua fiction sul lavoro di Franco Basaglia e sul movimento che ha condotto in Italia alla chiusura dei manicomi. Entrerà di nuovo in quella storia, con chi l’ha riattraversata per portarla in scena e con chi l’ha vissuta in prima persona: Fabrizio Gifuni, Nico Casagrande, Peppe Dell’Acqua.
Lo farà attraverso i film di Follie d’archivio, costruiti con materiali “perduti” in cineteche, pubbliche e private, dagli studenti del Laboratorio video documentario dello Iuav tenuto da Marco Bertozzi, restituendo senso a fotogrammi graffiati dal tempo e dall’incuria degli uomini, gravidi di storie e di racconti, per “follie” belliche e politiche, razziali e medicali, mediali e tecnologiche, industriali e paesaggistiche.
Seguirà le “Oscillazioni” di Vitaliano Trevisan, nel sottosuolo di una normalità che smania libertà senza lègami, bramando di reciderli prima ancora di conoscerli e incontrarli.
Incontrerà giornalisti (Liliana Boranga, Sergio Buonadonna, Santo Della Volpe,Claudia Fornasier, Antonello Francica, Giuseppe Giulietti, Carlo Gnetti, Kenka Lekovich, Roberto Natale, Paolo Navarra Dina,Toni Jop, Federico Scarpa) e studenti in un “Laboratorio su diritti e comunicazione”, condotto da Alberta Basaglia (Fondazione Franco e Franca Basaglia) Nico Pitrelli (Sissa), e Mara Mazzola (giornalista free lance) per domandarsi come si parla di queste storie, come “corre voce” e come si ferma nelle fabbriche dell’informazione o ricomincia a muoversi nel mondo della rete.
Entrerà nei vicoli ciechi della paura e della paura della diversità, sosterà sull’ ambiguità dei lègami e sulle responsabilità individuali e collettive nel farne strumenti di dominio o di emancipazione, di salute o di malattia insieme a Roberto Escobar, Giovanna Gallio, Pieraldo Rovatti.
A trent’anni dalla morte di Franco Basaglia, il Festival dei Matti è dedicato a Franca e Franco Basaglia, in questa città che li ha tenuti a battesimo, per questo legàme che ci lega a loro e ci fa sentire tutti un po’ più liberi.
Ideazione e progettazione: Cooperativa Con-Tatto
In collaborazione con: Assessorato alle Attività culturali del Comune di Venezia, Cooperativa Socioculturale, Fondazione Franca e Franco Basaglia, Fondazione Claudio Buziol
Con il sostegno di: Cgil nazionale e veneto, Bisol viticoltori in Valdobbiadene, Bcc Credito cooperativo di Marcon-Venezia, Ire Venezia, Replay, Scuola Grande S.Teodoro, Vincenzo Casali Studio, Hotel Ca’ Sagredo, Hotel Papadopoli, Hotel Principe, E. Rosa Salva, Rizzo, Micoud, I Parrucchieri Trolese, Macelleria Bisiol, Al Nono Risorto, Hello Venezia
Con il Patrocinio della Provincia di Venezia
Comitato Scientifico:
Anna Poma, Laura Barozzi, Alessia Vergolani, Nico Pitrelli
Info:
Cooperativa Con-Tatto, 041 5242009 / 338 8603921
www.festivaldeimatti.org
www.comune.venezia.it
www.fondazoneclaudiobuziol.org




















