Si conclude oggi la 47° EDIZIONE DEL FESTIVAL DEI POPOLI con la premiazione dei vincitori del Concorso internazionale e del Concorso italiano.
Per il CONCORSO INTERNAZIONALE la Giuria, composta da Michael Glawogger (regista, Austria), Leena Pasanen (direttrice European documentare Network, Finlandia/Danimarca), Alessandro Signetto (presidente Doc/It, Italia) ha assegnato il premio di 5.000 euro per il Miglior Documentario di questa edizione, al film:
LA VIE EST UNE GOUTTE SUSPENDUE
di Hormuz Kéy (Francia)
La Targa “Giampaolo Paoli” per il Miglior Film Etno-Antropologico è andata invece a
ICH BIN ICH
di Kathrin Resetartis (Austria)
Per il CONCORSO ITALIANO la Giuria composta dai giornalisti cinematografici Pier Maria Bocchi, Goffredo De Pascale, Adelina Preziosi ha assegnato il premio di 2.500 euro come Miglior Documentario Italiano a
BABOOSKA
di Tizza Covi, Rainer Frimmel
Per il primo anno viene assegnato da una giuria di cinque studenti dell’Istituto Lorenzo De’ Medici il Premio Lorenzo de’ Medici di euro 2.500. La giuria Lorenzo de’ Medici ha decretato miglior documentario tra quelli del Concorso Internazionale:
FOREVER
di Heddy Honigmann (Paesi Bassi)
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PALMARES – SCHEDE
CONCORSO INTERNAZIONALE
MIGLIOR DOCUMENTARIO
La vie est une goutte suspendue di Kéi Hormuz – Francia, 2006
Documentario in forma di favola che si ispira alla relazione tra il regista e un vecchio professore di filosofia nei panni di “attore diabetico”. Il diabete condiziona il suo rapporto con il mondo, marcato da una solitudine reale e da un senso di abbandono. La vita di Christian, diabetico “di professione”, come egli stesso si definisce, è condizionata dell’inesorabile progredire della malattia. Eppure dai gesti di tutti i giorni, dalle sue riflessioni di intellettuale a tutto campo, dai ricordi del suo passato di professore di filosofia e di scrittore, emerge con evidenza che in lui non è affatto sopito l’amore per la vita. Figura eccentrica nelle sembianze e nella gestualità, melanconica nell’espressione, tragica nel suo destino, Christian si rivolge alla camera con estrema naturalezza, anche se in numerose occasioni manifesta un’esplicita insofferenza nei confronti delle attenzioni del cineasta. La sensibilità per l’arte e per la bellezza lo aiutano ad affrontare la condizione di solitudine e di decadimento fisico, a ricercare il piacere di stare al mondo in una passeggiata, in un bel quadro o in un pasto preparato con cura.
MIGLIOR FILM ETNO-ANTROPOLOGICO – TARGA GIAMPAOLO PAOLI
Ich Bin Ich (I am me) di Kathrin Resetaris – Austria 2006
Due coppie di gemelle, una di sei e l’altra di dieci anni alle prese con la vita di tutti i giorni. La meraviglia di trovarsi a contemplare due volti assolutamente identici è confutata dall’osservazione di una di loro, quando sostiene che tale somiglianza non è affatto marcata: come a dire, l’errore è nell’occhio di chi guarda. Quanto a fondo si conoscono due sorelle gemelle? Quali segreti ciascuna di loro nasconde nel proprio intimo? Che effetto fa contemplarsi nell’altro come in uno specchio? Le risposte giungono dalle dirette interessate e rimangono impresse per la loro semplicissima profondità.
PREMIO LORENZO DE’ MEDICI
Forever di Heddy Honigmann – Olanda, 2006
Un film sul potere e la vitalità dell’arte, su un luogo dove amore e morte si danno la mano: il cimitero Père-Lachaise a Parigi, luogo dell’eterno riposo per artisti di tutte le epoche e dei vari angoli del mondo. Alcune tombe – come quelle di Edith Piaf, Proust, Jim Morrison e Chopin – sono luoghi di culto, altre sono cadute nell’oblio o visitate occasionalmente da singoli ammiratori. Nel film possiamo vedere la bellezza misteriosa e consolatoria di questo cimitero unico attraverso gli occhi dei visitatori di oggi.
CONCORSO ITALIANO
MIGLIOR DOCUMENTARIO ITALIANO
Babooska di Tizza Covi Rainer Frimmel
Attraverso l’esperienza della giovane acrobata Babooska viene illustrata la vita quotidiana di una compagnia di circensi italiani con i problemi, le abitudini e le frustrazioni di una esistenza nomade spesa tra tendoni da montare e smontare di continuo, permessi comunali da contrattare, noiose serate in roulotte e spettacoli semivuoti da portare comunque a termine.
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