“Gamer” di Mark Neveldine e Brian Taylor

Sogni dolci

«Sweet dreams are made of this, who am I to disagree?…». Le parole della canzone scritta dagli Eurythmics e ripresa da Marilyn Manson si adattano bene a Gamer e infatti il pezzo ritorna più volte in varie sequenze. I dolci sogni davanti ai quali nessuno può trattenersi sono quelli del potere e del controllo dell’altro e infatti, nel film, sono sempre più numerosi gli utenti che si connettono a videogiochi realistici come Slayers.

Neveldine e Taylor, dopo il successo di Crank, dicevano di voler affrontare una storia più profonda, con idee maggiori e personaggi più complessi, ma con questo Gamer realizzano solo un banale action movie tecnologico condito con sesso e violenza gratuita. Il sopracitato Slayers, nel 2034, è il videogioco più seguito del mondo. In questo reality game diversi giocatori pilotano dei detenuti condannati a morte. I carcerati devono combattere tra loro e cercare di sopravvivere a 30 battaglie. L’unico criminale che ne uscirà vivo avrà in premio la libertà. Il protagonista, Kable (Butler), è un detenuto incarcerato ingiustamente che ora si ritrova a dover affrontare le ultime 2 battaglie prima della vittoria. L’eroe vuole però distruggere il sistema di controllo della mente, su cui si basano questi videogiochi, e ritrovare la propria famiglia.

Nel complesso lo spunto della trama è interessante e lascia trasparire un messaggio di aspra critica contro la nostra società dove chiunque vorrebbe essere diverso da com’è. Con Slayers tutti possono dare sfogo ai propri istinti violenti. L’inaccettabilità di sé stessi è invece il tema problematico sotteso a Society, l’altro reality game, gestito dallo stesso creatore di Slayers, dove chiunque può fare ciò che vuole dopo aver modificato a piacimento le proprie sembianze.
Il problema del film è che il discorso teorico viene totalmente sovrastato dalle frastornanti sequenze d’azione e svuotato dalla vacuità dei dialoghi. I segmenti delle battaglie, girati degnamente con macchine da presa di ultima generazione e caratterizzati da un montaggio ultraveloce, riportano alla mente gli screenshots in soggettiva di un videogioco sparatutto. Ma la violenza eccessiva sembra insensata e inserita solo per attrarre morbosamente il pubblico.

Un altro tratto che stupisce in negativo è l’approssimazione nella descrizione dei personaggi, tutti coincidenti con stereotipi già visti e uguali a sé stessi dall’inizio alla fine del film.
Non potevano ovviamente mancare abbondanti allusioni al sesso per il quale però nell’adrenalinico Slayers non c’era spazio. Le sequenze ambientate in Society si sono allora rivelate perfette per mettere in scena un mondo dove chiunque è animato dalle perversioni più estreme. Anche qui sembra che i registi si curino più di stordire lo spettatore che non di comunicare un messaggio ben definito o di lasciare almeno una sola idea al pubblico.

I «sweet dreams» descritti in Gamer potranno anche essere alcuni (e tra l’altro i più squallidi) sogni di una società che addormenta le coscienze. Ma quello di Neveldine e Taylor non è di certo il modo giusto per denunciarli.

Titolo originale: Game
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Thriller

Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor

Cast: Gerard Butler, Milo Ventimiglia, Kyra Sedgwick, John Leguizamo, Logan Lerman, Terry Crews, Amber Valletta, Alison Lohman, Michael C. Hall, Aaron Yoo
Produzione: Lionsgate, Lakeshore Entertainment
Distribuzione: Moviemax
Data di uscita: 02 Aprile 2010 (cinema)