È il compositore tedesco Helmut Lachenmann, figura chiave del pensiero musicale contemporaneo, il Leone d’oro alla carriera del 52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (2 – 18 ottobre 2008). Il riconoscimento a Helmut Lachenmann è stato proposto dal Direttore del Festival, Luca Francesconi, e accolto dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta.
Il legame di Lachenmann con Venezia e la sua cultura è lungo e profondo: poco più che ventenne si stabilì alla Giudecca per studiare con Luigi Nono, del quale divenne uno degli amici più stretti. È poi alla Biennale di Venezia, nell’ambito del 25. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (1962), che avviene il suo esordio come compositore con Fünf Strophen eseguito dal gruppo strumentale del Teatro La Fenice. In tutto il mondo, oggi, la sua musica é eseguita, registrata, analizzata, discussa; anche la rivista “The Wire”, “Bibbia” della musica d’avanguardia non accademica, gli ha dedicato un ampio ritratto-intervista nel 2003.
Di nuovo alla Biennale di Venezia nel 1993 con Mouvement (vor der Erstarrung) eseguito dall Ensemble Modern e nel 2006 con Concertini eseguito dal Klangforum Wien, quest’anno Lachenmann sarà presente al 52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea con due dei suoi lavori più importanti: Schreiben (2003) per grande orchestra (Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI) e Grido (2001) per quartetto d’archi (Arditti Quartet).






