“II SERGENTE” di Marco Paolini

Un viaggio nella memoria dedicato al grande Rigoni Stern

Lo scorso weekend è andato in scena al teatro Goldoni di Venezia “Il sergente”, lo spettacolo che Marco Paolini ha costruito rileggendo il capolavoro di Mario Rigoni Stern “Il sergente nella neve” e che ora è in tournée per tutta Italia.

Paolini, quasi discutendo con il pubblico seduto sul proscenio ancora a luci accese, si distacca immediatamente dal voler portare in scena il racconto, già personalissimo, di Rigoni Stern della tragica ritirata (o ripiegata come si preferì definirla per impressionare meno i protagonisti) dei soldati italiani attraverso la taiga russa.
Ciò che Paolini fa non è altro che restituirci le sue impressioni ed emozioni nell’ascoltare il racconto di Rigoni Stern dell’inverno del ‘42-’43, mischiandole a quelle vissute da lui stesso nel viaggio fatto qualche anno fa per ritrovare i luoghi, i volti, i sapori di quel pezzo di mondo vissuto e sofferto da tanti nostri connazionali.

È proprio questo il pregio dello spettacolo di Paolini: l’aver scelto di non portare in scena una realtà raccontata e in qualche modo distante, ma di creare qualcosa di nuovo rivivendo e cercando di far rivivere al pubblico quei tragici momenti vissuti dal sergente Rigoni Stern e dai suoi compagni.

Lo spettacolo, con la direzione tecnica di Marco Busetto, intervalla momenti in cui Paolini racconta delle sue avventure nell’attraversare le Russie a momenti in cui l’attore diventa il Sergente e si circonda delle voci dei suoi compagni e della neve, immancabile compagna di vita in quell’inverno.
Straordinaria l’intensità con la quale Paolini ci restituisce il racconto: in ogni istante della rappresentazione, che si stia ridendo o trattenendo la commozione, la tensione è retta in maniera impeccabile dall’attore grazie alla sua ottima capacità di riempire da solo il palcoscenico con la sua mimica, con la sua voce e con i suoi silenzi.

Lo spettacolo raggiunge un livello davvero alto verso la fine, quando la strada verso casa sembra impossibile da percorrere, quando ci si rende conto che la miseria umana è di tutti e per condividere un pasto ci si siede anche accanto ai nemici, quando le povere donne russe si chiedono chi li ha mandati a morire così, quando, finalmente, si giunge a casa e guardandosi allo specchio si ritrova un vecchio di 22 anni, che ha già la barba bianca e gli occhi ingrigiti dalla fatica e dalla tristezza. Paolini si chiede se anche questo è un uomo.

Ottima la soluzione scenica curata da Andrea Violato: tre doppi specchi che riflettono ora il bianco della neve, ora il rosso del sangue, ora l’immagine distorta del sergente Paolini che tornava a casa, senza poi mai tornare del tutto. Molto efficaci anche i ridondanti effetti sonori (curati da Roberto Grossi) che amplificano la disperazione delle grida di solitudine dei soldati italiani, e le luci che rafforzavano gli spari prodotti dalla macchina da scrivere (il filo conduttore è sempre il romanzo) gestita sul palco da Marco Austeri , maestrino di scena.

Uno spettacolo che fa trattenere il fiato dall’inizio alla fine, che fa sorridere e che commuove. Come lui stesso afferma “Il Sergente non è un lavoro di denuncia ma non è nemmeno un medicamento per l’anima perché credo che il teatro non possa essere ne terapia ne antidoto. Penso alla possibilità di attingere all’esperienza, e che questo serva alla memoria, serva a prepararsi meglio ad affrontare le cose. Un teatro forse come addestramento, come istruzione”.

Ecco le prossime date della tournée:

20-22 gennaio: Ferrara – Teatro Comunale

31 gennaio-2 febbraio: Trieste – Teatro Politeama Rossetti

14-19 febbraio: Bologna- Teatro Duse

22 febbraio: Chieti – Teatro Auditorium Supercinema

IL SERGENTE
a Mario Rigoni Stern
Marco Paolini, Il Sergente
Marco Austeri, maestrino di scena
Monika Bulaj, foto di viaggio
Marco Busetto, direzione tecnica
Monia Giannobile, consolle luci
Roberto Grassi, consolle audio
Andrea Violato, progetto scenico
produzione, Michela Signori
Per informazioni: www.macopaolini.it