IL FASCINO DELLA CHARLES LINEHAM COMPANY

Due prime italiane della compagnia inglese

La prima a salire sul palco del teatro Piccolo Arsenale è Karole Armitage, direttrice del festival, per introdurre brevemente la compagnia inglese di Charles Lineham.

Il coreografo formatosi alla Rambert Dance Company, che sarà presente al festival mercoledì 30 giugno al Palafenice, una delle “grandi case” della danza contemporanea britannica, ha fondato nel 1994 il proprio gruppo di lavoro, che raccoglie al suo interno alcuni tra i più importanti interpreti della scena inglese.

Lo spettacolo si apre con la prima italiana del pezzo New Quartet su musica di Gate, Julian Swales e William Basinski. Un muro di suono avvolge i quattro ballerini illuminati da una delicata luce ambrata, mentre si cercano e si allontanano con una potente intensità, mossi da fili invisibili intrecciati nei contrasti tra luce e ombra. Il pezzo è costruito in modo complesso, ma con mezzi essenziali rappresentati dai corpi dei ballerini, dalle composizioni musicali e dalla forza della luce.

La seconda coreografia presentata è Grand junction sulle note di Kimmo Pohjonnen, Nye Parry e ancora Julian Swales. Per questo pezzo a due il coreografo ha deciso di lavorare solo con luci bianche e di concentrarsi sulle sottigliezze di particolari cambi nei livelli. Lo stesso Lineham afferma: “Quando due danzatori disegnano territori diversi in un solo spazio, come legati da fili invisibili, può apparire come un lavoro astratto, ma le scelte che faccio sono semplici e intuitive e hanno a che fare sia con un’estetica della visione sia con una risonanza emozionale. In contrasto con le connessioni visuali tra i danzatori all’inizio del pezzo, più tardi la connessione diventa fisica e reale”.

Un caloroso applauso ha salutato i quattro interpreti alla fine dello spettacolo, i ballerini: Greig Cooke, Ben Ash, Andreja Rauch, Rahel Vonmoos. Quasi un’ora di spettacolo in cui Lineham cerca di rivelare le qualità umane dell’elaborazione coreografica, dove il linguaggio del movimento rappresenta le emozioni sotterranee che nascono dalle relazioni tra i performers.

Grand Junction (2002, 25 minuti) prima nazionale
coreografia Charles Linehan; con Greig Cooke, Andreja Rauch; musica di Kimmo Pohjonnen, Nye Parry, Julian Swales; disegno luci di Mikki Kunttu;
New Quartet (2003, 30 minuti) prima nazionale coreografia Charles Linehan; con Ben Ash, Greig Cooke, Andreja Rauch, Rahel Vonmoos; musica Gate, Julian Swales, William Basinski; disegno luci di Mikki Kunttu