“Il Racconto dei Racconti” di Matteo Garrone

Un mondo che racchiude altri mondi

Matteo Garrone porta Giambattista Basile in Concorso al Festival di Cannes, ma, per noi, con un Racconto dei Racconti così denso, così profondo, così complesso e completo, così appagante, dovrebbe aver già spalancato il portone degli Oscar.

Il regista di Gomorra e Reality interpreta e ricostruisce alcune storie de Lo Cunto de Li Cunti di Basile, una raccolta di cinquanta fiabe in lingua napoletana pubblicata nel ‘600, zampillante fonte di ispirazione di altri autori come Perrault, i Fratelli Grimm e Andersen.

“E’ stata una scelta incosciente, che ho fatto in un momento in cui volevo mettermi nei guai” ha detto scherzosamente, ma non troppo, Garrone.

Partendo da tre fiabe La Vecchia Scorticata, La Pulce, La Cerva Fatata, aggiungendo immagini da altri racconti, come La regina Triste, inventando altri dettagli, ispirandosi ai Capricci, la serie di incisioni di Goya, Garrone, con gli ammalianti costumi di Massimo Cantini Parrini, l’ampio respiro della fotografia di Peter Suschitzky e le musiche di Alexander Desplat, ha messo in scena uno spettacolo dalla forte personalità partenopea, fatto per intrattenere.
_ Girato in Italia con una scenografia naturale, che sembra dipinta (le gole dell’Alcantara, le Vie Cave, il Bosco del Sasseto) – “girare nel mio Paese mi ha permesso di mantenere le origini, le radici della mia cultura e, così, avere tutto sotto controllo” – Il Racconto dei Racconti, a differenza dei precedenti film di Garrone, non parte dalla realtà contemporanea per andare alla ricerca di un artificio fantastico. Garrone questa volta compie il percorso inverso, portando i racconti in una dimensione reale, conferendo alla narrazione, propria del genere fantasy, una dimensione di verità, senza caricature.

Un film da dodici milioni di euro, un regista che è anche produttore e ci ha investito circa il 15% del suo compenso, Il Racconto dei Racconti per noi è una scommessa vinta.
E’ un film accurato nell’uso sobrio dell’utilizzo della macchina da presa e nella scelta del cast: ogni attore indossa accuratamente la pelle del personaggio che interpreta; è un lavoro ispirato e sincero, visivamente straordinario, che si prende tutto il tempo necessario, perché le fiabe, anche nella loro viva natura horror, devono essere narrate con dovizia; è il racconto di un mondo emotivo che racchiude tanti altri mondi emotivi.
_ La componente artigianale resta predominante e diventa una dichiarazione d’amore per le arti; il digitale è utilizzato solo come un’integrazione, per dar vita e animare su un piano concreto la pulce, il drago marino, l’orco e altre creature fantastiche; la ricchezza visiva delle storie, la fisicità dei personaggi scritti da Basile rivivono la loro modernità ne Il Racconto dei Racconti.

A legare le tre fiabe è il desiderio.
_ C’erano una volta tre regni…

“Ho fatto una scelta masochistica – spiega il regista – lanciarmi in un genere che non avevo mai fatto: un fantasy con venature horror. Mi sono ispirato a Mario Bava, a certi corti di Pasolini, al Pinocchio di Comencini, a L‘armata Brancaleone di Monicelli… devo dire che mi sono anche piaciute molto le stagioni della serie tv Il Trono di Spade“.

_ I protagonisti, o meglio, le protagoniste sono tre donne di età diversa, legate dal filo del desiderio, vittime dell’ossessione che le spinge ad andare alla ricerca di quello che non hanno. E come in ogni fiaba, occorre fare attenzione a ciò che si desidera.
_ C’è chi è alla ricerca di un figlio che non ha (la regina di Selvascura), c’è chi rivuole la giovinezza ormai trascorsa (le due vecchie), chi rincorre continui piaceri (il re di Roccaforte), chi deve affrontare un’ineffabile violenza (Viola, Bebe cave, un’emergente che buca lo schermo) e chi paga per i suoi egoismi (il re di Altomonte).
_ Alcuni percorrono il sentiero dell’autodistruzione, altri pagheranno a caro prezzo la loro libertà.
_ A muovere i fili del desiderio pulsa un cuore nero, con suggestioni macabre, ma del resto, troppo sovente ci si dimentica che le fiabe sono state scritte per mettere in guardia i bambini dagli orchi e per ricordare agli adulti dove può condurre la smania, la bramosia folle di inseguire a tutti i costi qualcosa che non si possiede.

Titolo originale: The Tale of Tales
Nazione: Italia, Francia, Regno Unito
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 125′
Regia: Matteo Garrone
Cast: Salma Hayek, Vincent Cassel, John C. Reilly, Toby Jones, Shirley Henderson, Hayley Carmichael, Bebe Cave, Stacy Martin, Guillaume Delaunay, Alba Rohrwacher
Produzione: Archimede, Le Pacte, Rai Cinema, Recorded Picture Company
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Cannes 2015
14 Maggio 2015 (cinema)