Il musical à la française

In Italia il musical è un genere che ha ancora molto da imparare dagli altri Paesi

È un dato di fatto che il teatro di prosa italiano non abbia mai affinato l’utilizzo del corpo in scena, nonostante le avanguardie straniere siano di tutt’altra tendenza. Analogamente nel musical, la dimensione fisica (recitazione e danza) è sempre la più trascurata.

A volte si cerca di eludere il problema chiamando in causa ballerini come Raffaele Paganini o Manuel Frattini che si dimostrano dei buoni cantanti, ma cantare ad alto livello è un’altra cosa.
La scuola anglosassone, molto più dura e competitiva, forma invece dei performer completi, in grado di brillare in show come “Cats”, “Chicago” o “Sette spose per sette fratelli” (quest’ultimo ripreso in maniera molto efficace in Italia dalla Compagnia della Rancia).
Naturalmente vi sono delle eccezioni: ad esempio “My fair Lady”, “Rent” o “Tutti insieme appassionatamente” danno minor rilievo alla danza (guarda caso, tutti ripresi da produzioni italiane!).

Ma nel resto d’Europa qual è la tendenza? Quali sono i canoni artistici richiesti per i musical inediti?
Un primo assaggio lo abbiamo avuto con “Notre Dame de Paris”, i cui protagonisti erano ottimi cantanti, messi sul palcoscenico accanto a belle coreografie e scenografie imponenti. Questo ha sollevato molte critiche da parte della stampa, che ha definito lo spettacolo solo un “musical concert” e non un musical vero e proprio in cui i protagonisti sono performer completi. Tuttavia il pubblico si è dimostrato entusiasta dello spettacolo in tutto il mondo.

In Francia, dopo “Notre Dame de Paris”, sono nate due nuove opere che hanno trovato ampissimi riscontri in tutta Europa: “Les Dix Commandements” (2000) e “Romeo et Juliette” (2001). Numerose le traduzioni in altre lingue (a dire il vero anche una in Italiano per “I Dieci Comandamenti”, ma non ha avuto molte repliche).
Ciò che colpisce in entrambi gli spettacoli è l’imponenza delle scenografie, il numero di ballerini in scena e soprattutto la qualità vocale dei cantanti. Infatti, è questo il requisito principale su cui punta il musical à la française. Tanto che non è raro che i brani principali degli spettacoli diventino delle hit radiofoniche (come “Aimer” e “Vèrone” tratte da “Romeo et Juliette”).
Tuttavia, a differenza di “Notre Dame de Paris”, è molto più rilevante il rapporto tra protagonisti e coro/corpo di ballo: essi interagiscono attraverso gesti semplici, concreti e funzionali alla storia, il che evita di far sembrare i ballerini superflui o semplice riempitivo.

Entrambi i musical, pur potendo contare su budget stratosferici non si sono avvalsi di orchestrazioni dal vivo, ma la resa scenica non ne ha risentito, anzi ha potuto puntare su elementi di grandiosità che altrimenti non sarebbero stati possibili. In particolare, in entrambi gli spettacoli spesso avvengono azioni diverse nello stesso tempo: per cui è inevitabile perdere qualcosa ma questo richiama l’attenzione ancora di più.
Inoltre, “Les Dix Commandements” presenta diversi canali comunicativi, comprese le proiezioni cinematografiche. Eccezionale la scena in cui gli schiavi una volta liberati, escono dal palco e si riversano nella platea invitando il pubblico a battere le mani a tempo. Altra particolarità è l’accostamento di diversi stili vocali e musicali: dal gregoriano alle voci arabe, al canto moderno.
“Romeo et Juliette” si avvale di musiche molto moderne (spesso funky) e l’allestimento non si propone come storico, ma quasi atemporale.

Non ci resta che attendere la versione di Cocciante.

SCHEDE DEGLI SPETTACOLI

LES DIX COMMANDEMENTS
Compositore: Pascal Obispo
Autori: Lionel Florence e Patrice Guirao
Regia: Elie Chouraqui
Interpreti: Daniel Levi, Nourith, Ahmed Mouici, Ginie Line, Anne Warin, Lisbeth Guldbaek, Yael, Pablo Villafranca e Pedro Alves

ROMEO ET JULIETTE
musica, testi e libretto di Gérard Presgurvic (basato sull’opera di William Shakespeare)
Regia e coreografie: Redha
Arrangiamenti: Gérard Presgurvic et Carolin Petit

Scenografia: Petrika Ionesco

Costumi: Dominique Borg

Luci: Antonio de Carvalho
Interpreti: Damien Sargue, Cécilia Cara, Isabelle Caron, Sébastien Chato, Tom Ross, Réjane Perry, Essaï, Eléanore Beaulieu, Philippe d’Avilla, Grégori Baquet, Frédéric Charter, Jean-Claude Hadida, Serge Leborgne, Laurence Filippi, Anne Mano, Antonietta Campolo, Costanza Garrone, Christine Hassid, Esther Giacalone, Sabrina Secchi, Géraldine Couf, Bérénice Faure, Bélinda Nuser, Béatrice Warrand, Anthony Chasset, Manuel Vignoulle, Stéphane Olives, Serge Germany, Lilian N’Guyen, Thao Vilayvong, Guillaume Jauffret, Cyril Journet, Michael Finistère