domenica, Luglio 26, 2026
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Intervista a Diodato

Chiacchierata con una delle grandi sorprese di Sanremo 2014

Gli ultimi mesi sono stati un periodo d’oro per Diodato, cantautore pugliese attualmente impegnato ogni domenica a Che tempo che fa per eseguire alcuni grandi classici della canzone italiana. Esperienza in cui si era già cimentato lo scorso anno, quando la sua cover di Amore che vieni, amore che vai di Fabrizio De André era stata scelta da Daniele Luchetti per la colonna sonora del film Anni felici. A febbraio di quest’anno, invece, la presentazione al grande pubblico attraverso la vetrina di Sanremo in cui, nella sezione dedicata ai giovani, ha portato Babilonia, riscuotendo un ampio successo tra la giuria di qualità presieduta da Paolo Virzì. Ecco la nostra intervista…

NSC: Ti sei laureato in cinema al DAMS di Roma. Quando è arrivata la musica?

D.: Quando mi sono trasferito a Roma, ho subito iniziato a studiare cinema, anche se ho impiegato parecchio tempo a laurearmi, perché nel frattempo suonavo molto. La musica e il cinema sono da sempre due mie grandi passioni che ultimamente sono anche riuscito a far interagire, partecipando all’ultimo film di Daniele Luchetti, Anni Felici, nella cui colonna sonora era presente la mia cover di Amore che vieni, amore che vai di Fabrizio De André. La musica poi è diventata la mia vita, mentre il cinema ormai lo vivo solo da spettatore.

NSC: Prima, la cover di un capolavoro di De André, mentre attualmente sei impegnato ogni domenica ad eseguire alcuni grandi classici della musica italiana a Che tempo che fa. Non temi il confronto e il giudizio del pubblico?

D.: Più che quello del pubblico, il giudizio che temo è il mio. Interpretare quei brani mi emoziona tantissimo, talmente tanto che spesso me ne sorprendo e meraviglio. Credo sia una cosa molto bella, anche se mi rendo conto della grande responsabilità del ricantare questi capolavori. Vivo questa esperienza come una sorta di riscoperta, infatti sto ritrovando brani che io stesso avevo dimenticato.

NSC: C’è stato un momento preciso in cui hai capito che questa tua passione per la musica poteva diventare qualcosa di più?

D.: Un momento particolare direi di no. E’ stata una cosa graduale: piano piano ho iniziato a capire che con la musica potevo dire qualcosa. Insomma, lavorarci e viverci. Ma si è trattato di un percorso molto lungo, fatto di incontri fondamentali. Ho conosciuto i musicisti che poi avrebbero suonato nel mio disco, che è arrivato dopo molto tempo, ma che mi ha portato molta fortuna. Intanto avevo imparato a credere di più nelle mia capacità e devo dire che sono contento di avere preso questa strada.

NSC: La partecipazione a Sanremo: trampolino di lancio, consacrazione o uno dei tanti tasselli della tua carriera?

D.: Fa parte di un percorso. Ovviamente, una parte importante e sono felice di come sia andato il Festival, però spero sia parte di un percorso molto lungo che spero di continuare facendo sempre meglio.

NSC: Nel tuo futuro cosa vedi?

D.: Nel mio futuro vedo concerti, nuove registrazioni, un nuovo disco. Insomma, quando penso al futuro spero solo di riuscire a fare cose belle.