L’architettura di Manincor: tra natura e vigneti, il fascino dell’armonia

La veduta sul Lago di Caldaro in una giornata di sole è mozzafiato: le morbide colline ricoperte dai vigneti si estendono dolcemente incorniciate dalle rigide montagne. Osservando la tenuta Manincor nessuno può immaginare che sotto quel dolce e scenografico vigneto, accanto all’edificio storico della tenuta, si cela una “cassaforte” di ca. 30.000 metri cubi. È proprio sotto quel pendio che nascono i pregiati vini.

La costruzione architettonica, che racchiude una delle più antiche aziende della regione e allo stesso tempo anche una delle più moderne, è frutto di un’idea che ha alla base l’armonia tra l’uomo, l’universo del vino e la natura.

Al fine di proteggere il paesaggio, che dal 1608 fa parte della dimora padronale, è stato progettato un intervento che rispecchiasse le idee del conte Michael Goëss-Enzenberg: funzionalità e ampie capacità rispettando il microcosmo del paesaggio circostante. Walter Angonese (Caldaro), Rainer Köberl (Innsbruck) e Silvia Boday (Merano) hanno dato vita alla soluzione. La cantina è stata interamente costruita in profondità sotto il vigneto davanti alla tenuta. Con le inclinazioni delle pareti e la disposizione dei soffitti l’architettura si ispira alla topografia del vigneto sul pendio. In questo modo la sobrietà della struttura, molto complessa, si è adattata all’ambiente in modo perfetto. Il rispetto del luogo e del contesto, ma soprattutto il rispetto per un’idea avveniristica di elevata contemporaneità, fanno di Manincor una costruzione unica al mondo.

Il paesaggio, infatti, non è stato modificato, bensì reinterpretato. Dall’esterno l’architettura non dà spazio a soluzioni teatrali e scenografiche; vista dall’interno ci si rende conto degli studi di progettazione all’avanguardia che la cantina sfrutta negli interessi del processo di produzione piuttosto che dell’elemento esteriore. L’ingresso è l’unica parte dell’azienda dove il tocco scenografico accentua la sua presenza. Un leggero pendio ci porta a uno “spazio affidato” all’artista/architetto Manfred Alois Mayr, che ha interpretato nella sala di ricevimento il muro storico nel passaggio dalla vecchia alla nuova struttura.
Le pareti e i grandi portoni di entrata, spruzzati con zolfo ramato convogliano all’interno le tracce del colore che è spesso presente sulle facciate delle vecchie cantine. Così anche se la “vite” non è presente, il suo ricordo viene tenuto vivo dal colore dello zolfo ramato. Nel corso del tempo, per ossidazione, queste pareti assumeranno diverse variazioni blu/verdi e in questo modo avranno vita autonoma.

Lo studio delle pareti in vetro, che sfruttano al massimo la luce naturale, è un altro elemento che testimonia una grande sensibilità nei confronti dell’ambiente e del luogo dell’intervento artistico.

Tenuta Manincor
39052 Kaltern – Caldaro – Italia
St. Josef am See 4
T +39 0471 960230
F +39 0471 960204
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