“LA BROCCA ROTTA” di Heinrich von Kleist

La brocca rotta: la tragedia umana nella forma della comicità

Nasce come gioco, come scommessa, La brocca rotta (1806): è possibile trasformare un quadro – un’incisione di Jean Jacques Le Veau (Le juge ou la cruche cassée del 1782) – in testo teatrale? Heinrich von Kleist (1777-1811) riesce nell’intento e il risultato è una complessa commedia, fatta di diversi piani che si intrecciano, coniugando divertimento, “suspance” e riflessione sulla natura dell’uomo.

Il nucleo centrale dell’opera è l’inganno e il sotterfugio, la menzogna che tutti usano per ottenere ciò che vogliono; i personaggi vogliono in apparenza chiarire un fatto, la rottura di una brocca, ma in realtà vorrebbero metterlo a tacere per nascondere le proprie colpe.

La scena si svolge interamente nella sala delle udienze del giudice Adamo, nel villaggio olandese di Hiusum. Nell’agitazione per la notizia dell’imminente arrivo del consigliere del tribunale per un’ispezione, si scopre che la parrucca del giudice è scomparsa. L’udienza del giorno si tiene comunque, alla presenza del consigliere: la signora Marta accusa Ruprecht, fidanzato della figlia, Eva, di essersi introdotto la notte precedente in casa sua e di aver rotto una preziosa brocca che si trovava nella stanza della figlia. Ruprecht si difende sostenendo di aver trovato un altro uomo nella stanza di Eva, il quale avrebbe rotto la brocca dandosi alla fuga. Il giudice Adamo è a disagio e al consigliere appare chiaro come stia cercando di risolvere in fretta la questione, quasi per togliersi dagli impicci. Eva, che potrebbe risolvere la questione, si rifiuta di rivelare il nome del suo “visitatore”. L’improvvisa testimonianza di una vicina di casa mette fine alle discussioni: questa ha trovato vicino alla finestra di Eva proprio la parrucca del giudice. Eva accusa allora il giudice, il quale si dà alla fuga, e racconta come si sono svolti veramente i fatti.

Fin dall’inizio il pubblico è consapevole della verità che tutti tacciono, e il divertimento sta proprio nell’osservare le dinamiche comunicative attraverso cui i personaggi manipolano e confondono la realtà. Per fare questo è fondamentale l’uso della lingua, da tutti ritenuta affidabile, in realtà strumento per celare la verità. La comunicazione si rivela inattendibile e questo fa ancor più riflettere se pensiamo che ci troviamo in un’aula di tribunale. Qui molti mentono e cercano di ottenere ciò che vogliono, non la giustizia; il giudice stesso si trasforma in accusato, in polemica contro una giustizia torbida e troppo spesso male amministrata.

In scena al teatro Goldoni di Venezia dall’8 al 13 febbraio, La brocca rotta ha riscontrato un grande successo, in particolare per regia, attori e scenografie. Per la regia di questo spettacolo Cesare Lievi ha ricevuto dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro il Premio della Critica 2003-2004. Il lavoro di Lievi sulla Brocca rotta è stato definito dalla giuria del premio “lucido esempio di asciuttezza registica attraverso cui Lievi è riuscito ad equilibrare i due magnifici protagonisti, Gian Carlo Dettori e Franca Nuti, con quel sottobosco di figurette ambigue, in bilico tra furbizia e ingenuità, sempre in scena e senza vie di fuga”. Gli attori sono infatti sempre tutti sulla scena, anche quando non ne fanno concretamente parte; l’unico ad uscire, quando la verità si svela, è il giudice Adamo, che scappa dalla finestra. Bravissimi Franca Nuti e Gian Carlo Dettori nel presentare i relativi personaggi della madre e del giudice, molto convincente la prima e contenuto il secondo, non cadono mai nella caricatura.

Meraviglioso l’allestimento della scena, obliquo e in prospettiva come se si trattasse di un quadro appeso male: i personaggi si muovono su uno spazio molto pendente, contenuto e triangolare, ma senza mai dare l’impressione si stare stretti o di interferire l’uno con l’altro. Sulla scena grigia come l’atmosfera che circonda i personaggi, spicca solo l’enorme finestra e il relativo balcone, che poi contribuiranno a dare un senso alla vicenda, consentendo la fuga del giudice.

CCTB Teatro Stabile di Brescia – ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione
LA BROCCA ROTTA – Di Heinrich Von Kleist
Traduzione di Cesare Lievi
Regia di Cesare Lievi
Scene e costumi di Maurizio Balò
Luci di Gigi Saccomandi
Con: Gian Carlo Dettori, Franca Nuti, Marco Balbi, Emanuele Carucci Viterbi, Sandra Toffolatti, Piero Domenicaccio, Leonardo de Colle, Giuseppina Turra, Paola di Meglio, Carlotta Viscovo