Non c’è dubbio che il “Recital” di Luigi Lo Cascio, voluto ad Ancona dal Teatro Stabile delle Marche, sarà tra quegli spettacoli della rassegna “Amo la Mole” che si contenderanno il primato dell’estate per il maggior numero di presenze.
Lunedì 11 luglio alla Mole Vanvitelliana c’erano proprio tutti, a sentirlo recitare versi e a guardarlo accalorarsi sul palco.
Chi seduto proprio di fronte a lui, chi sul monumento al centro della piazza, chi sulle scalinate circostanti, fatto sta che nessuno se l’è sentita di perdere l’appuntamento tanto atteso con un attore che, c’è poco da fare, piace tantissimo.
A dimostrarlo, oltre al fiume di applausi tra una poesia e l’altra, anche l’ingente folla che a fine spettacolo si è riversata davanti al camerino, per strappare un autografo, una foto, un bacio.
Luigi Lo Cascio ci sa fare davvero: con la gente, con il teatro, con la letteratura. Sa scegliere i pezzi giusti per arrivare al cuore delle persone e li sa narrare, interpretare.
Questa volta sul palco della Mole ha voluto portare con sé gli autori che più ama: Pirandello – Sul quale non dico niente, cosa si potrebbe dire di Pirandello? Lascio parlare la sua penna – Bonaviri, Quasimodo, Bufalino, Ripellino.
Ai momenti di interiore raccoglimento, ha alternato quelli di leggerezza e ironia, come quando ha letto alcuni pezzi di suo fratello (bravissimo scrittore, tra l’altro).
Ha così trovato il modo e il tempo per parlare della morte, dell’amore, dello struggimento e della vita, attraverso episodi reali, concreti, oppure affidandosi ai versi delle poesie da lui scelte.
Tra i racconti più entusiasmanti, quello del suo incontro con Camilleri, che conobbe all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e che lo affascinò sin da subito grazie alla sua straordinaria capacità di narrare storie.
Non era ancora famoso – dice al pubblico – ma aveva già forte in sé il gusto del racconto.
Semplice e modesto, Luigi Lo Cascio ha saputo intrattenere e incantare la città di Ancona con la sola forza della sua presenza e della poesia, scelta soprattutto in relazione al suo legame nei confronti della Sicilia.
Versi in italiano, altri in dialetto stretto, risate, momenti di commozione e tanti applausi. Tutto questo è stato Recital . Con una chicca finale: una poesia scritta da Luigi stesso e dedicata al pubblico della Mole.
Il cartellone della Rassegna “Amo la Mole” prosegue con tanti appuntamenti di musica, danza, teatro e letteratura.






