“La macchina del capo” di Marco Paolini

Tabelline lavagne e colonie per un’Italia che non è più specchio di se stessa.

Marco Paolini almeno una volta l’anno passa per Venezia e Mestre e fa registrare sempre il tutto esaurito.

La macchina del capo che Marco Paolini ha presentato la scorsa settimana al teatro Toniolo di Mestre è quello stesso spettacolo che ha debuttato in prima serata su la 7 per il capodanno 2009, registrando un forte consenso di pubblico.
Si tratta di un racconto a puntate che unisce personaggi ed esperienze di anni che non ci sono più, velato da una malinconia bella, che oggi i più giovani non sanno nemmeno cosa sia.

È il mondo di una comunità, la Pedemontana ben nota a Paolini, che si fa scoprire nei piccoli gesti di tutti i giorni. È il mondo vissuto da ragazzini alle prese con le difficoltà e la gioia di vivere, con la spensieratezza e la malinconia propria della vita che hanno ed è giusto che abbiano senza ipocrisie e compromessi.
Paolini, come sempre, nel racconto è emozionante e la sua consueta affabilità trasporta l’immaginario degli spettatori esattamente nei luoghi descritti, come se fossero anch’essi narratori onniscienti.

La focalizzazione esterna viene meno perché in ogni caso alcune delle esperienze di vita con cui si confrontano i personaggi dei racconti sono esperienze comuni alla maggioranza del pubblico, tanto per conoscenza diretta, quanto per racconto. I giochi da una parte il potere e la prevaricazione dall’altra sono temi che tutti hanno toccato con mano. Sono un momento di condivisione di ciò che di buono ci offre la vita. E anche il racconto in colonia, che è vista alla stregua di un moderno c.p.t., non può che stamparsi nel ricordo di ognuno come una tappa, un’iniziazione alla vita in un mondo come quello di oggi in cui il tempo si brucia senza rendersi conto che quello che è stato sarà quello che saremo.

La macchina del capo
Interpretazione e regia Marco Paolini – Testi di Marco Paolini, Michela Signori – Musiche originali composte ed eseguite da Lorenzo Monguzzi – Elementi scenici: Antonio Panzuto – Disegno luci: Andrea Violato – Consolle audio: Gabriele Turra – Consolle luci e direzione tecnica: Marco Busetto – Assistenza tecnica: Yurji Pevere, Graziano Pretto – Illuminotecnica e fonica: Ombre Rosse – Produzione: Michela Signori, JOLEFILM – 2009
Mestre, Teatro Toniolo fino al 28 febbraio
durata dello spettacolo 1 ora e 50 min.
www.marcopaolini.it