El Primer Mundo. Così, in Sud e Centro America, è percepita, a torto o ragione, la nostra società. Il Primo Mondo. Uno scrigno pieno di tesori. Basta trovare il modo per arrivarci e sollevare il coperchio. Non importa che le strade, di mare o di terra, per il nuovo Eldorado siano lastricate di cadaveri in cerca di sepoltura. Vale la pena provarci ma solo pochissimi eletti potranno davvero farlo. Gli altri, tutti gli altri, saranno destinati a viverci, ma alla stregua di parìa
La nostra Serva è una di questi. Una vita scandita dal lavoro, dai rimproveri dei padroni, dal rimpianto per gli affetti lontani. L’unico momento d’oblìo, di un’esistenza tanto difficile, il giovedì pomeriggio. Il pomeriggio delle colf. Ore libere destinate agli incontri con connazionali, al riappropriamento di una lingua d’origine, alla condivisione di sapori, odori infantili. E poi il boliche. La Balera. Stanzoni dalle pareti scrostate, dove incrociare passi di danze caribeñe, figure di Tango…e stringere a sé corpi amici, sudati, in boleros languidi ad evocare antichi amori deparacidos…..
Note di regia
La Serva è una storia di ultimi … ultimi nel “Primer Mundo” con l’assoluta necessità di amare … disposti a tutto pur di avere un po’ di amore.
Osservare la Serva è spiare un mondo sempre più a noi vicino, eppure così ostinatamente tenuto lontano. Estrella canta, ama, si dà con la semplicità e il candore di chi non ha difese, con l’incoscienza di un ragazzo. Estrella vive e attraversa con leggerezza e sofferenza le difficoltà di un mondo parallelo che scorre nell’estenuante fatica del vivere quotidiano. Una “via crucis” alla ricerca dell’amore assoluto, mai consumato…
Questo testo ci offre la possibilità di lasciarsi andare alle emozioni, ci rimanda a profumi, che anche se lontani sono a noi conosciuti, ci apre a orizzonti emotivi, a squarci del cuore, a ferite dolorose, a nostalgie … a saudade. Ma La Serva è anche lo sguardo dal basso di chi vive in una società dell’opulenza travolta dall’eccessiva ricerca di un benessere edonistico fine a sé stesso.
E’ infine un racconto di un’assenza, di una mancanza, di un vuoto che non può più essere riempito.
Maurizio Panici
La serva
Adattamento e Regia
Maurizio Panici
Con
Crescenza Guarnieri
Musiche di Stefano Saletti
In scena a Roma
Dal 6 al 25 Gennaio 2009, Ore 21 – Teatro Argot Studio
Domenica ore 19
via Natale del Grande, 27 – 06 5898111
Info e prenotazioni 339 8886571
LO SPETTACOLO E’ REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA DELLA REGIONE LAZIO.






