lunedì, Agosto 3, 2026
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La sottile linea rosa – seconda parte. Cinema italiano al femminile: uno sguardo obliquo

Roma, Sala Trevi 1-14 marzo

Non solo pane, ma anche rose nel mese di marzo al Cinema Trevi: dopo i successi della prima parte della rassegna – dedicata un anno fa a una carrellata lungo trent’anni di cinema italiano al femminile – riallacciamo il filo con la produzione cinematografica italiana realizzata dalle donne, in una ipotetica “controstoria” del cinema italiano. In occasione dell’Anno europeo delle pari opportunità, come è stato dichiarato il 2007, eccoci di nuovo a fare un punto su una produzione cinematografica ricca e variegata, troppo spesso non abbastanza valorizzata.
Una sorta di storia sotterranea, che possa rendere conto, pur con le inevitabili lacune, di ciò che è stato prodotto in questi anni dalle donne, attraverso le mille tematiche affrontate, e i molti stili che le riflettono: il corpo, la memoria, la storia, il paesaggio italiano e le trasformazioni sociali e familiari, le piccole e grandi resistenze. Una molteplicità di sguardi e di riflessioni sul cinema e sulla realtà italiana che trova un corrispettivo linguistico anche nella varietà dei formati, dalla pellicola al video, dalla finzione al documentario. Uno sguardo che si posa obliquo ad incrociare sottilmente i piani del possibile e del reale: nei racconti di finzione è sempre alto il quoziente di realtà, il riferimento a un contesto storico o sociale, così come in ogni storia presa “dal vero” è sempre labile il confine che separa la messa in scena del reale con la messa in scena di sé, del proprio sguardo, da parte di chi sta dietro la macchina da presa come di chi viene ripreso.
La rassegna sarà dunque l’occasione per riscoprire titoli di registe di diverse generazioni e con diverse visioni del cinema e del mondo, tra cui Wilma Labate (La mia generazione, Domenica), Antonietta De Lillo (Racconti di Vittoria), Asia Argento (Scarlet Diva), Nina di Majo (Autunno, L’inverno), Isabella Sandri (Animali che attraversano la strada), Angiola Janigro (L’equivoco della luna), Valia Santella (Te lo leggo negli occhi). Particolare riguardo sarà dato inoltre alla produzione documentaria, con i lavori degli anni Sessanta e Settanta di Cecilia Mangini e Rosalia Polizzi e le indagini tra passato e presente di Giovanna Gagliardo (Bellissime), Costanza Quatriglio (Il mondo addosso), Giovanna Taviani (I nostri trent’anni, Ritorni), Alina Marazzi (Un’ora sola ti vorrei), Isabella Sandri (Gli spiriti delle mille colline, La zattera di sabbia). Una riflessione che sarà affrontata anche in un incontro sul cinema documentario al femminile, con Cecilia Mangini, Giovanna Gagliardo, Isabella Sandri, Giovanna Taviani e Costanza Quatriglio: per mettere a confronto diverse esperienze e diverse idee/pratiche di cinema e di documentario. Infine, due giornate saranno dedicate ai mestieri del cinema, con omaggi alla sceneggiatrice Doriana Leondeff e alla montatrice Francesca Calvelli.
La rassegna è realizzata da Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, in collaborazione con Rai Cinema, Istituto Luce, Mikado Film, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), Cineteca di Bologna, Dream Film, Ila Palma, Nuvola Film.
Il programma è curato da Maria Coletti (Cineteca Nazionale).
Si ringraziano Marina Bozzoni, Carla De Carolis, Anna Fiaccarini, Bianca Giordano, Annamaria Licciardello, Miriam Marzi, Rean Mazzone, Andrea Meneghelli, Cristiano Migliorelli, Aurora Palandrani, Gianfilippo Pedote, Cecilia Valmarana.

giovedì 1
ore 19.00
L’Africa di Isabella Sandri (105’)

Gli spiriti delle mille colline (1997)
Regia: Isabella Sandri; soggetto: Isabella Sandri; fotografia: Isabella Sandri; montaggio: Erika Manoni; testi: Isabella Sandri; origine: Italia; produzione: Gaundri Film; durata: 39’
Marzo-aprile 1997. Isabella Sandri raggiunge il Rwanda e visita i campi profughi nella zona di Gisenyi, al confine con lo Zaire, quindi la capitale Kigali, da tre anni in mano al governo provvisorio dell’Rpf. Qui raccoglie le testimonianze delle donne tutsi e hutu scampate agli eccidi. La videocamera registra il dolore di due genocidi che queste donne forse solo con gli sguardi possono davvero raccontare: storie di orrore, a cui è meglio non abituarsi, anche se la stagione delle piogge scioglie nel terreno le tracce dei ripetuti omicidi. Ancora adesso, qui, ogni mese, vengono ammazzate più di 500 persone, che a loro volta vanno a nutrire come un fiume ininterrotto di morti il paese delle mille colline. Con questo documentario Isabella Sandri ha vinto il Silver Spire Award a San Francisco e il secondo Premio Nazionale del Documentario Italiano Libero Bizzarri.

a seguire
La zattera di sabbia (2003)
Regia: Isabella Sandri; soggetto: Isabella Sandri; fotografia: Isabella Sandri; montaggio: Isabella Sandri, Rosella Mocci; origine: Italia; produzione: Gaundri Film; durata: 66’
«Questo documentario racconta dell’abbandono dei vecchi modi di vivere dei nomadi per la sedentarietà, della differenza tra le “case di pelle” (le tende) e le “case di terra”, del desiderio di pace imposto dalle donne e, in ultimo, di un viaggio di due ragazzi di razze diverse e nemiche, un tuareg e un bambara, attraverso un sogno fatto di sabbia, di luce, di acqua, di pace, dove i corpi si mescolano in un lungo telo blu» (Sandri). Premio speciale della Giuria al Torino Film Festival.

ore 21.00
Incontro con Isabella Sandri

a seguire
Animali che attraversano la strada (2000)
Regia: Isabella Sandri; soggetto e sceneggiatura: Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino, Heidrun Schleef; interpreti: Enrica Maria Modugno, Francesca Rallo, Andrea Renzi, Salvatore Grasso; origine: Italia; durata: 91’
Martina è una quattordicenne affidata alle cure di Giovanni Scalia, un assistente sociale. Fiammetta Saracino è una poliziotta che, nonostante sia molto comprensiva verso i minorenni, si trasforma in una macchina omicida quando Martina si rifiuta di rivelare quello che sa su Alì, il proprietario della finta sauna in cui lavora sua madre. Fiammetta è stata condizionata come gli animali impauriti che attraversano la strada.

venerdì 2
ore 19.00
Corti di Scuola – Saggi delle allieve del CSC (125’)

Vanna Paoli e Susanna Tamaro, L’origine della luna e della notte, 1978, durata: 12’ (animazione)
Isabella Sandri, Anita, 1985, durata: 14’
Heidrun Schleef, La casa del passeggero, 1987, durata: 24’
Angiola Janigro, Tazio, 1978, durata: 34’
Nina Mimica, Open House, 1994, durata: 26’
Susanna Nicchiarelli, Il linguaggio dell’amore, 2003, durata: 15’

ore 21.00
Autunno (1999)
Regia: Nina di Majo; soggetto e sceneggiatura: Nina di Majo; interpreti: Nina di Majo, Pietro Alessio di Majo, Elisabetta Piccolomini, Sonia Gessner; origine: Italia; durata: 95’
Napoli, un giorno di fine Novecento. Tre personaggi. Matteo, 16 anni, cresciuto in ambiente alto-borghese, ha una madre nevrotica e un padre abbastanza indifferente. Costanza, 25 anni, vive nel terrore di un futuro senza lavoro, ha la passione per la scrittura, è incapace di amare e farsi amare. Betta, 40 anni, zia di Costanza, arriva in città in fuga da un uomo che la tradisce e che forse non ama veramente.

sabato 3
ore 17.00
Te lo leggo negli occhi (2004)
Regia: Valia Santella; soggetto: Linda Ferri, Valia Santella; sceneggiatura: Valia Santella, Heidrun Schleef; interpreti: Stefania Sandrelli, Teresa Saponangelo, Luigi Maria Burruano, Catherine Spaak; origine: Italia; durata: 82’
Napoli. Margherita, una cantante da sempre distratta nei confronti del marito e della figlia Chiara, vive una profonda crisi esistenziale a causa dell’avvicinarsi dei sessant’anni. Anche per Chiara la vita non è semplice, visto il suo rapporto conflittuale con Lucia, la figlia avuta da un compagno che ora è in attesa di un altro bambino da una nuova fidanzata. Lucia quando è con la nonna assapora il gusto della libertà e Margherita ha con la nipote il rapporto che non è riuscita ad avere con Chiara.

ore 19.00
Incontro con Angiola Janigro

a seguire
L’equivoco della luna (1996)
Regia: Angiola Janigro; soggetto e sceneggiatura: Angiola Janigro; interpreti: Milena Kaneva, Arto Lindsay, Mike Hentz, Peter Lohmeyer; origine: Italia/Gran Bretagna; durata: 103’, v.o. inglese sott. it.
In un’ambientazione astratta e futuribile, una città europea (Amburgo) all’indomani di un disastro ecologico nei primi decenni del XXI secolo, un uomo si innamora di un’attrice dopo averla vista recitare: il classico colpo di fulmine. Quando però la rivede fuori della cornice del primo incontro, non la riconosce e la respinge. Una commedia romantica e surreale sull’innamoramento e sulle dinamiche del desiderio. Tra i primi film “art. 28” a nascere da una coproduzione internazionale, il film è rimasto purtroppo senza alcuna distribuzione a causa di incidenti produttivi, per cui ha girato esclusivamente nei festival.

ore 21.30
Scarlet Diva (2000)
Regia: Asia Argento; soggetto e sceneggiatura: Asia Argento; interpreti: Asia Argento, Leo Gullotta, Vera Gemma, Herbert Fritsch; origine: Italia; durata: 82’
Anna Battista è un’attrice di grande successo, ammirata ed assediata dai fan. La sua professione la trascina dalla solitudine del suo vuoto appartamento romano a convulse apparizioni pubbliche, cerimonie di premiazione, provini, interviste, avventure erotiche. Anna, però, resta in sostanza sola ed inquieta, perché quello che è il suo vero amore, un cantante da cui aspetta un bambino, vive lontano, in Australia. È il primo film italiano ad essere girato completamente in digitale.

domenica 4
ore 17.00
L’equivoco della luna (replica)

ore 19.00
Domenica (2001)
Regia: Wilma Labate; soggetto e sceneggiatura: Wilma Labate, Sandro Petraglia, Sandro Roberti, dal romanzo Ronda del Guinardo di Juan Marsé; interpreti: Claudio Amendola, Domenica Giuliano, Annabella Sciorra, Rosalinda Celentano; origine: Italia; durata: 95’
Il commissario Sciarra, poliziotto in crisi d’identità, e Domenica, una bambina orfana che vorrebbe sapere qualcosa su sua madre, passano una giornata tra le vie di Napoli. Lui, al suo ultimo giorno di lavoro, ha l’incarico di condurla all’obitorio per riconoscere un suicida che potrebbe essere il suo stupratore. Tra i due si stabilisce un forte legame: per Domenica, il commissario è il padre mai avuto e, per Sciarra, la piccola rappresenta la figlia mancata.

ore 21.00
La mia generazione (1996)
Regia: Wilma Labate; soggetto e sceneggiatura: Wilma Labate, Paolo Lapponi, Andrea Leoni, Sandro Petraglia, Francesca Marciano; interpreti: Silvio Orlando, Claudio Amendola, Francesca Neri, Vincenzo Peluso; origine: Italia; durata: 95’
Sicilia, 1983. In un carcere speciale, Braccio, detenuto politico, viene prelevato con un furgone per essere tradotto a Milano, per ottenere alcuni colloqui con l’ex fidanzata, Giulia. Il capitano dei carabinieri, responsabile del trasferimento, con sagace psicologia, riesce a superare l’istintiva diffidenza del detenuto trattandolo da uomo e riconoscendo l’eccessiva durezza della condanna da lui subita. Il furgone ha un guasto e deve inoltre deviare verso S. Alba, dove una manifestazione di lavoratori in sciopero ha bloccato un treno su cui è trasferito un detenuto comune, Concilio, il quale viene ferito dalla folla che lo scambia per un terrorista. Una provvidenziale processione consente al furgone di riprendere la strada per Bologna, portando a bordo Concilio che si è procurato un’arma e vuole evadere con l’aiuto di amici.

lunedì 5
chiuso

martedì 6
ore 17.00
Autunno (replica)

ore 19.00
L’inverno (2001)
Regia: Nina di Majo; soggetto e sceneggiatura: Nina di Majo; interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Yorgo Voyagis; origine: Italia; durata: 97’
Due coppie si incontrano nella periferia di una metropoli del nord Italia. Leo è uno scrittore in crisi. La sua compagna, Marta, è una bella donna che sta cercando di allestire una galleria d’arte e nasconde le proprie insicurezze dietro una buona dose di aggressività. Gustavo è un industriale cinquantenne che intrattiene con la traduttrice Anna una relazione matrimoniale rozza e perversa. Quando Anna seduce Leo, entrambe le coppie sembrano sul punto di scoppiare.

ore 21.00
Racconti di Vittoria (1995)
Regia: Antonietta De Lillo; soggetto e sceneggiatura: Antonietta De Lillo, Filippo Pichi; interpreti: Enzo Decaro, Enzo Moscato, Vittoria Belcastro; origine: Italia; durata: 78’
Antonietta De Lillo si ispira al monologo Pozzi d’amore di Enzo Moscato e al racconto In alto a sinistra di Erri De Luca e ricrea uno spazio teatrale in cui mettere in scena la finzione e la realtà della lotta contro il cancro della dottoressa Belcastro. Un film diviso in tre episodi che ha, per filo conduttore, il dolore e la morte visti da tre differenti prospettive: quella teatrale, quella letteraria e quella televisiva. Un modo per esorcizzare la morte nel mito nel primo episodio, di ritualizzarla nel secondo ed infine di combatterla, affrontandola di petto, nell’ultimo caso.

mercoledì 7
Scrivere per il cinema: omaggio alla sceneggiatrice Doriana Leondeff

ore 17.00
Agata e la tempesta (2004)
Regia: Silvio Soldini; soggetto e sceneggiatura: Silvio Soldini, Doriana Leondeff, Francesco Piccolo; interpreti: Licia Maglietta, Giuseppe Battiston, Emilio Solfrizzi, Marina Massironi; origine: Italia; durata: 118’
Agata lavora in una libreria, il suo piccolo mondo dove naviga nella tranquillità, quando due eventi sconvolgono la sua vita e la costringono ad uscire dal guscio per affrontare il mondo. Un amore con un uomo più giovane e lo stupore per il fratello Gustavo, che scopre di essere stato adottato e decide di andare a cercare la sua vera famiglia, la fanno pensare a come trascorrere i suoi giorni diversamente. La protagonista inizia una ricerca verso una verità che farà conoscere fra loro i singoli personaggi, a cui si aggiunge il terzo “fratellastro2, Romeo, in una serie di situazioni fra il tragico e il comico. Sulle orme di Pane e tulipani, Soldini ritorna alla commedia surreale, viaggio esistenziale di gruppo che racconta la vita con la “V” maiuscola.

ore 19.00
Le acrobate (1997)
Regia: Silvio Soldini; soggetto e sceneggiatura: Silvio Soldini, Doriana Leondeff; interpreti: Licia Maglietta, Valeria Golino, Mira Sardoc, Angela Marraffa; origine: Italia; durata: 120’
Le Acrobate, ovvero coloro che camminano su un equilibrio precario, sono 3 statuette di terracotta custodite al Museo di Taranto, di incredibile armonia e leggerezza. E sono servite a Soldini e alla sua cosceneggiatrice Doriana Leondeff a coronare il film che stavano già scrivendo con un titolo estremamente leggiadro e appropriato. E in effetti le protagoniste di questo film, anch’esso girato in punta di piedi, leggero e delicato, che lascia spazio a sensazioni e sensibilità intime e accennate, sono due donne e una bambina che, muovendosi dal Sud al Nord d’Italia in un mondo apparentemente assurdo e senza senso, sono alla ricerca di qualcosa. Come legate da un filo magico, le due donne cominciano a conoscersi meglio, finché, spinte dall’insistenza della piccola Teresa, capiscono di avere entrambe una grande voglia di interrompere la solita routine e decidono di partire per le montagne.

ore 21.00
Incontro con Doriana Leondeff

a seguire
Pane e tulipani (1999)
Regia: Silvio Soldini; soggetto e sceneggiatura: Doriana Leondeff, Silvio Soldini; interpreti: Licia Maglietta, Bruno Ganz, Marina Massironi, Giuseppe Battiston; origine: Italia; durata: 100’
Durante una gita turistica, Rosalba, casalinga di Pescara, viene dimenticata in un autogrill. Offesa, invece di aspettare che marito e figli vengano a riprenderla, decide di tornare da sola a casa. Si trova però su un auto diretta a Venezia, dove arriva per la prima volta e sente di voler rimanere. Mimmo, il marito, non sa come comportarsi, finché scopre che Costantino, un suo dipendente, è un appassionato di libri gialli e allora lo spedisce a Venezia con il compito di ritrovare la moglie. Rosalba intanto ha trovato lavoro nel negozio di fiori di Eliseo, un anziano anarchico, e vive a casa di Fernando, uno strano signore di origini islandesi che fa il cameriere ed è un cultore dell’Orlando furioso. Rosalba stringe inoltre amicizia con Grazia, vicina di casa, estetista e massaggiatrice, poi, sollecitata da Fernando, riprende anche a suonare la fisarmonica. David di Donatello 2000: Miglior film, Miglior regia (Silvio Soldini), Migliore attore protagonista (Bruno Ganz), Migliore attrice protagonista (Licia Maglietta), Migliore attore non protagonista (Giuseppe Battiston), Migliore attrice non protagonista (Marina Massironi), Migliore sceneggiatura (Doriana Leondeff), Migliore fonico di presa diretta (Maurizio Argentieri), Migliore direttore della fotografia (Luca Bigazzi).

giovedì 8
ore 17.00
Bellissime (2004)
Regia: Giovanna Gagliardo; fotografia: Massimiliano Maggi; montaggio: Patrizia Penzo; origine: Italia; produzione: Istituto Luce; durata: 125’
Il film non è un’inchiesta né un documentario classico, ma il tentativo di raccontare per immagini il cammino della donna italiana durante il secolo appena trascorso. Documenti storici dell’Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari, qualche intervista: questi i materiali che fanno da tessuto alla trama della grande avventura femminile che, in cento anni, ha ridisegnato la propria immagine e il proprio ruolo nella famiglia e nella società. Il film è in quattro parti: Le madri del Novecento, Donne tra passato e futuro, Penelope va alla guerra, Nessuno le può giudicare.
Per gentile concessione dell’Istituto Luce – Ingresso gratuito

ore 20.00
Bellissime 2 (2006)
Regia: Giovanna Gagliardo; fotografia: Massimiliano Maggi; montaggio: Annalisa Forgione; origine: Italia; produzione: Bianca Film, Rai Cinema, Rai Teche in collaborazione con Istituto Luce; durata: 180’
Immagini d’archivio, spezzoni di film, fotografie, canzoni e voci femminili che percorrono “dalla parte di lei” le vicende storiche che hanno segnato il nostro Novecento: un secolo di immagini che, soprattutto in questa seconda parte dagli anni Sessanta ad oggi, vedono la donna molto spesso protagonista, dalle prime ragazze madri alla manifestazioni femministe, e poi la politica, la televisione, il costume che muta. Cinquant’anni di cambiamenti che hanno visto la donna con l’uomo per cambiare il mondo, contro l’uomo per cambiare se stessa e poi di nuovo accanto all’uomo nella difficile scommessa di una parità che sappia valorizzare le differenze.
Per gentile concessione di Rai Cinema – Ingresso gratuito

venerdì 9
ore 17.00
Racconti di Vittoria (replica)

ore 19.00
La mia generazione (replica)

ore 21.00
Un’ora sola ti vorrei (2002)
Regia: Alina Marazzi; soggetto e sceneggiatura: Alina Marazzi; immagini d’archivio (1926-1972): Ulrico Hoepli; montaggio: Ilaria Fraioli; montaggio del suono: Benni Atria; origine: Italia/Svizzera; produzione: Venerdì e Bartlebyfilm in coproduzione con RTSI Televisione Svizzera, con la partecipazione di Tele +; durata: 55’
Alina Marazzi ha montato i filmini amatoriali in 16 mm girati nell’arco di trent’anni dal nonno, il libraio ed editore milanese Ulrico Hoepli, insieme ai diari e ai dischi preferiti della madre Liseli Marazzi Hoepli, morta suicida quando lei aveva sette anni, cercando di ricostruirne la personalità. «Il film è la ricostruzione della mia personale ricerca del volto di mia madre, attraverso il montaggio dei filmati girati da mio nonno. Un tentativo di ridarle vita anche solo sullo schermo, un modo per celebrarla ricordandola. Per quasi tutta la mia vita il nome di mia madre è stato ignorato, evitato, nascosto. Il suo volto anche. Ho la fortuna invece di poterla vedere muoversi, ridere, correre…. Perfino vederla nel suo primo giorno di vita! E poi vederla crescere, imparare a camminare, sposarsi, portarmi a fare un giro in barca!». (Marazzi). Premio per il Miglior Documentario al Torino Film Festival e Menzione speciale della giuria al Festival di Locarno.
Per gentile concessione di Mikado Film – Ingresso gratuito

sabato 10
ore 17.00
Non ci regalano niente: omaggio a Rosalia Polizzi (84’)

La donna è cambiata l’Italia deve cambiare, 1976, durata: 33’
Madre, ma come?, 1977, durata: 34’
Non ci regalano niente, 1977, durata: 17’
Tre documentari realizzati da Rosalia Polizzi per l’Unitelefilm e che esplorano l’universo in trasformazione della condizione femminile di quegli anni: la salute, il lavoro, la maternità, l’aborto, la contraccezione, il rapporto uomo-donna. Tematiche ancora attuali, su cui riflettere anche grazie attraverso questo sguardo su “come eravamo”, per capire meglio da dove veniamo e, insieme, dove stiamo andando.
Per gentile concessione dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

ore 19.00
I nostri trent’anni, generazioni a confronto (2004)
Regia: Giovanna Taviani; soggetto e sceneggiatura: Giovanna Taviani; fotografia: Alessandro Ghiara; montaggio: Cristiano Travaglioli; origine: Italia; produzione: Amedeo Bacigalupo per Palumbo Editore e Nuvola Film; durata: 73’
Cinque generazioni di registi – i padri, i figli, i figli dei figli e i più giovani – mostrano come il cinema abbia raccontato le attese e le disillusioni delle diverse generazioni di trentenni. Un viaggio nel cinema italiano dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi, narrato dalle voci dei suoi protagonisti. Il documentario è strutturato in quattro capitoli più un epilogo, ciascuno dei quali dedicato ad uno snodo particolare della Storia e del cinema italiano e commentato dalla generazione di cineasti corrispondente. Il materiale è costituito da interviste agli autori, immagini di repertorio, cinegiornali, quotidiani, documentari, back-stage, foto di scena e sequenze di film.
Per gentile concessione di Nuvola Film

ore 21.00
Incontro con Giovanna Taviani

a seguire
Ritorni (2006)
Regia: Giovanna Taviani; soggetto e sceneggiatura: Giovanna Taviani; fotografia: Alessandro Ghiara; montaggio: Luca Gasparini, Elisa Cantelli; origine: Italia; produzione: Amedeo Bacigalupo per Nuvola Film, in collaborazione con G.B. Palumbo Editore, in coproduzione con Tenta Production e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; durata: 52’
Tutti gli anni, in estate, sul molo di Trapani, centinaia di maghrebini giunti da tutte le parti d’Italia e d’Europa, s’imbarcano sulla nave diretta a Tunisi, per trascorrere le vacanze con le famiglie d’origine. Tra loro, anche Karim Hannachi, tunisino, insegnante di lingua araba all’Università di Catania, con sede a Ragusa, e responsabile della comunità maghrebina di Mazara del Vallo, dove vive con la moglie siciliana e i due figli. Il film racconta il suo viaggio verso il Sud, accompagnato dalle voci di due grandi personaggi della cultura maghrebina: la scrittrice e regista algerina Assia Djebar e lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, due figure che hanno fatto del tema del “trapianto” una ragione di vita e di ricerca. Presentato alla prima edizione di “Cinema. Festa Internazionale di Roma”, sezione Extra.
Per gentile concessione di Nuvola Film

domenica 11
ore 17.30
Sguardi clandestini: omaggio a Cecilia Mangini (61’)

Essere donne, 1965, Betacam, durata: 29’
La canta delle marane, 1962, Betacam, durata: 10’
(copie per gentile concessione dell’AAMOD)
Stendalì, 1960, durata: 11’(copia per gentile concessione della Cineteca di Bologna)
La scelta, 1967, durata: 11’
Un programma variegato per ripercorrere il lavoro di una delle “pioniere” del cinema civile e del documentario, attraverso una selezione di titoli da lei scelti. Da una delle prime indagini cinematografiche sulla condizione femminile in Italia ad un cortometraggio di finzione della fine degli anni Sessanta, passando per due importanti lavori realizzati in collaborazione con Pier Paolo Pasolini, autore dei testi. La canta delle marane, scritto nello stesso linguaggio dei romanzi pasoliniani, evoca le imprese di una banda di “ragazzi di vita”, mentre in Stendalì – che in greco salentino significa “suonano ancora” – la regista ci offre il ritratto dell’arcaica tradizione delle lamentazioni funebri nel Salento, perpetrata da un numero sempre più ristretto di donne.

ore 19.00
Cinema documentario al femminile: incontro con Giovanna Gagliardo, Cecilia Mangini, Costanza Quatriglio, Isabella Sandri, Giovanna Taviani

ore 21.00
Incontro con Costanza Quatriglio

a seguire
Il mondo addosso (2006)
Regia: Costanza Quatriglio; soggetto e sceneggiatura: Costanza Quatriglio; fotografia: Vladan Radovic; montaggio: Giovanni Ballantini; origine: Italia; produzione: Rean Mazzone, Costanza Quatriglio per Dream Film, Ila Palma; durata: 90’
Mohammad Jan, Cosmin, Inga e Josif, come tanti altri loro coetanei, sono giovanissimi migranti arrivati a Roma dall’Afghanistan e dai paesi dell’Est Europa. Non hanno nemmeno 18 anni ma sono già soli e hanno tanta strada dietro di sé e altrettanta da percorrere. Sono stati strappati alle loro famiglie dalla guerra, dalla povertà. La loro casa non è qui, è molto lontana. Molti arrivano con il sogno di poter inviare un aiuto ai loro cari rimasti a casa, ma si scontrano con la dura realtà di essere destinati a essere “invisibili”. Presentato alla prima edizione di “Cinema. Festa Internazionale di Roma”, sezione Extra.
Per gentile concessione di Dream Film, Ila Palma – Ingresso gratuito

lunedì 12
chiuso

martedì 13
Il grado zero del cinema: Omaggio alla montatrice Francesca Calvelli

ore 17.00
Il principe di Homburg (1997)
Regia: Marco Bellocchio; soggetto e sceneggiatura: Marco Bellocchio, dalla tragedia Der Prinz von Homburg di Heinrich von Kleist; montaggio: Francesca Calvelli; interpreti: Andrea Di Stefano, Barbora Bobulova, Toni Bertorelli, Anita Laurenzi; origine: Italia; durata: 85’
Per aver disobbedito a un ordine in una battaglia contro gli svedesi, pur provocandone la sconfitta, il principe Friedrich von Homburg è condannato a morte dal suo sovrano, il Grande Elettore di Brandeburgo, e poi da lui graziato, perché accetta la legge del padre. Calando l’azione in un paesaggio notturno e lunare, il regista immerge il film in un’atmosfera sospesa tra apologo, tragedia e sogno.

ore 19.00
L’ora di religione (2002)
Regia: Marco Bellocchio; soggetto e sceneggiatura: Sergio Ballo, Marco Dentici, Marco Bellocchio; montaggio: Francesca Calvelli; interpreti: Sergio Castellitto, Chiara Conti, Piera Degli Esposti, Jacqueline Lustig; origine: Italia; durata: 102’
Ernesto Picciafuoco è un pittore affermato, illustratore di favole per bambini. Separato dalla moglie Irene, è molto legato a suo figlio Leonardo. Ernesto, ex comunista e ancora profondamente ateo, si ritrova nell’incubo della beatificazione della madre, procedura richiesta dai suoi fratelli. E, come se non bastasse, suo figlio vuole frequentare a scuola l’ora di religione per non sentirsi diverso. L’unico spiraglio di luce arriva ad Ernesto dall’improvviso innamoramento per la giovane Diana. Premio della Giuria ecumenica al Festival di Cannes.

ore 21.00
Incontro con Francesca Calvelli

a seguire
Buongiorno, notte (2003)
Regia: Marco Bellocchio; soggetto e sceneggiatura: Marco Bellocchio, liberamente ispirato al libro Il prigioniero di Anna Laura Braghetti; montaggio: Francesca Calvelli; interpreti: Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Roberto Herlitzka; origine: Italia; durata: 105’
Chiara, giovane terrorista appartenente alla lotta armata, è coinvolta nel sequestro del leader della democrazia Cristiana, Aldo Moro. Chiara vive con molto disagio la sua doppia vita, fatta da un lato di normalità (lavoro, colleghi, il suo ragazzo) e, dall’altro, dell’appartenenza a una cellula armata. Attraverso i suoi occhi rivive il clima degli “anni di piombo” e il dramma dei brigatisti, stretti fra la fiducia nell’avvento della rivoluzione e la realtà quotidiana fatta di clandestinità e piccole grandi tragedie. Premio per un contributo artistico individuale (sceneggiatura) a Marco Belloccio alla 60ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

mercoledì 14
ore 17.00
Non ci regalano niente: omaggio a Rosaria Polizzi (replica)

ore 19.00
Sguardi clandestini: omaggio a Cecilia Mangini (replica)

ore 21.00
Corti di Scuola – Saggi delle allieve del CSC (replica)

Centro Sperimentale di Cinematografia Via Tuscolana 1520 – 00173 Roma Cineteca Nazionale-Cinema Trevi 06/72294389