Teatro Gobetti 26 – 31 maggio 2009
…MA BISOGNA CHE IL DISCORSO SI FACCIA!
Quadro per un’esposizione spettacolare da L’innominabile di Samuel Beckett, un “Concerto Grosso”
drammaturgia e regia Marco Isidori
con Maria Luisa Abate, Paolo Oricco e Marco Isidori
scene e costumi Daniela Dal Cin, Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa con il sostegno del Sistema Teatro Torino
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«… Si tratta – scrive Marco Isidori nelle note allo spettacolo – di un romanzo con un carattere spiccatamente sperimentale, dove una “Prima Persona” di indecifrabile aspetto e dagli altrettanto indecifrabili scopi, monologa sui temi della sua ipotetica prigionia e della sua indesiderata prossima libertà, delle sue felicità passate e dell’attuale suo stato nefasto, del suo ardere per una volontà feroce d’appartenenza al genere umano e del suo gelido constatare di essere invece nient’altro che un’epifania burattinesca, esilarante perfino, del puro diabolico; insomma Beckett ci istruisce come al solito sulla geografia esatta della nostra valle di lacrime, e lo fa con ironia e dispetto aristocratico, con una cruenza e una lucidità strabilianti… Poiché il tema dell’Innominabile ci è sembrato l’esempio di una grandiosa costruzione poetica tutta piegata nel mettere in evidenza già nei suoi potentissimi gangli letterari, quanto di “mancante”, di “mostruosamente sgangherato” competa e pertenga indissolubilmente alla condizione dell’esistenzialità umana, l’abbiamo scelto convinti che ci possa condurre verso quella dimensione (storica) di Teatro Totale che la Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa ha eletto quale suo bersaglio».
«Riconfrontandosi – scrive Maria Grazia Gregori su L’Unità del 4 aprile 2009 – con un autore con il quale si sentono particolarmente in sintonia, il gruppo torinese dei Marcido Marcidorjs, da anni una delle realtà più stimolanti della teatro di ricerca, […] scelgono un romanzo non molto frequentato del grande scrittore irlandese L’innominabile (1953), adattato non solo per le scene ma anche e soprattutto al modo di pensare, di “fare”, di vivere il teatro dei Marcido. Che il teatro cominci, allora. Ecco un sipario con un uomo nudo ritratto […]. Poi il sipario si apre e in scena appaiono cinque grandi croci di latta alle quali stanno legati per le mani – ma forse dovrei dire crocefissi – cinque personaggi che hanno sopra la testa una corona di latta alla quale stanno appese delle mollette per il bucato. E una ben strana “crocifissione” quella inventata dal talento visionario di Daniela Dal Cin. E i cinque appesi alle croci in questa specie di cimitero espressionista portano una tuta di colori diversi, enormi scarpe nere da clown e soprattutto maschere grottesche e quasi animalesche, che ricoprono interamente i loro volti, con grandi, sporgenti occhi a palla destinati a rimanere eternamente spalancati – si direbbe – sul nulla. Le parole si trasformano in polifonia in un concerto di voci a cinque dove i solisti sono tre (Marco Isidori che è anche il regista, Maria Luisa Abate, Paolo Oricco, bravissimi) mentre Anna Fantozzi e Stefano Re sono il coro. Isidori trasforma le parole del narratore del romanzo in un fluviale monologo dai diversi segmenti dove ci si interroga senza speranza sul senso della vita, cercando e non cercando più, smettendola di ragionare e continuando a farlo, cominciando senza avere mai cominciato. Voci e suoni sottolineati, data la costrizione del luogo, da una gestualità da marionetta biomeccanica, monadi apparentemente chiuse in se stesse che invece continuano a cercare l’altro: così quest’essere dalla testa enorme moltiplicato per cinque che s’interroga sul senso della vita e che non può fare a meno di sentirsi ancora parte del genere umano ci commuove per questa sua ricerca disperata. Uno spettacolo che possiede una grande forza interiore e plastica che riempie i vuoti, i silenzi, i punti di sospensione, l’ironico e disperato nulla del testo beckettiano. Per cercare ancora e ancora come ci si dice nel bellissimo, spiazzante finale sull’onda dell’inimitabile voce di Mina».
INFO BIGLIETTERIA: Biglietti: Intero € 19,00
Recite dello spettacolo: da martedì 26 a sabato 30 maggio 2009, ore 20,45. Domenica 31 maggio 2009, ore 15,30.
Biglietteria TST: Salone delle Guardie – Cavallerizza Reale (Via Verdi, 9), telefono 011 5176246, orario dal martedì al sabato 12,00 – 19,00. Vendita telefonica tel. 011 5637079 (dal martedì al sabato, orario 12,00 – 18,00). Numero verde 800 235 333. Nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it






