“Malu Tianshi – ANGELI DELLA STRADA” di Yuan Muzhi

Dolcezze e drammi nella vita dei bassifondi

Storia Segreta del Cinema Asiatico
Spaccato dell’esistenza semplice e povera di un gruppo di giovani, nei quartieri più umili di Shangai. Chen e Wong abitano di fronte a due sorelle: Hong e Yun. Tra loro si intrecciano storie d’amore e di incomprensione, d’accettazione e di rifiuto. Chen e Hong si amano, ma lei sta per essere venduta a un ricco signore del quartiere, anche Yun ama Chen, ma è costretta per vivere a prostituirsi.

Questa opera complessa di Muzhi (che scrisse tra l’altro e fu protagonista di Le sventure del pesco e del pruno) è una sofisticata miscela di dramma e commedia, dolce e amara a un tempo. La vita dei protagonisti viene raccontata con quella spensieratezza che è propria di una vita semplice, ma al tempo stesso c’è la miseria e i difficili compromessi che essa richiede. Le due sorelle personificano tutto ciò: spensieratezza e rancore, innocenza e senso di colpa. Hong è giovane e solare, la vediamo cantare soave all’amato Chen mentre si prende cura delle faccende di casa (e durante le canzoni compaiono addirittura le didascalie a mo’ di karaoke); i due si contemplano affacciati ai rispettivi balconi, a pochi metri l’uno dall’altra: scherzano, ridono, Chen mostra a Hong alcuni giochi di prestigio e la loro intera esistenza sembra stare tutta lì in un momento spensierato. Yun al contrario è la notte: silenziosa e cupa, non la sentiamo parlare quasi mai per tutto il film, nondimeno in quel silenzio, e negli occhi, leggiamo tutta la sua infelicità. Yun è una creatura notturna per il mestiere che fa, e proprio per questo è disprezzata da Chen.

A interrompere l’idillio dei due amanti è un capo della malavita locale, che udito il canto di Hong decide di volerla comprare dalla famiglia di lei. Si spezza l’incantesimo, finora incorniciato nelle finestre da cui Chen e Hong si salutavano. Chen non può opporsi perché è povero, e scopre così di essere completamente impotente. La triste condizione dei protagonisti si svela ora in tutta la sua concretezza, non c’è riparo dalla miseria e non c’è soluzione indolore. La figura di Yun è in questo senso annunciatrice del male che verrà, ponendosi nel film come parentesi malinconica alla gaiezza un po’ingenua dei due amanti. Non a caso Chen disprezza Yun proprio per la vita che questa conduce, in questo modo rifiutando inconsciamente anche la propria misera condizione.
Sarà proprio Yun a sacrificarsi per la sorella, pagando con la vita, e dimostrandole così tutto il proprio affetto, per permetterle di fuggire con Chen. E questi di fronte a lei morente, avrà modo di perdonarla, o meglio di farsi perdonare.

Muzhi mette così in scena una realtà al tempo stesso tragica e sublime, i cui personaggi in continuo divenire risultano più che mai umani. Proprio dalla miseria sembra emergere un amore per la vita e un senso di solidarietà altrimenti non possibili. E i protagonisti maturano nel corso della storia proprio grazie a Yun, che per essi espia ogni colpa e al tempo stesso trova un modo per redimersi.

Sceneggiatura: Yuan Muzhi
Fotografia (B&N) Wu Yinxian
Interpreti :Zhao Dan, Zhou Xuan, Wei Heling
Produzione: Mingxing Film Company
Origine: Cina
Anno di Produzione: 1937
Durata: 94’