Per gli appassionati di:
Filosofia, antropologia e scienze religiose
Pierre Hadot, “La filosofia come modo di vivere”
Conversazioni con Jeannie Carlier e Arnold I. Davidson
Piccola Biblioteca Einaudi
pp. XVI-280, € 17,50
Che cos’è filosofare? Per Hadot la filosofia è un’esperienza vissuta. I discorsi filosofici degli antichi sono «esercizi spirituali» che non mirano a informare, ma a formare e a trasformare noi stessi.
Pierre Hadot è solo un ragazzo quando il cielo stellato gli regala un’esperienza indimenticabile, in cui piú tardi riconosce ciò che Romain Rolland chiama il «sentimento oceanico». «Credo di essere filosofo a partire da quel momento», dice una sessantina d’anni dopo. Che cos’è filosofare? Per Hadot la filosofia è un’esperienza vissuta. I discorsi filosofici degli antichi sono «esercizi spirituali» che non mirano a informare, ma a formare e a trasformare noi stessi. E se filosofare vuol dire «esercitarsi a morire», esercitarsi a morire vuol dire esercitarsi a vivere con piena lucidità, staccarsi dal proprio io per aprirsi a una prospettiva universale – l’itinerario della saggezza.
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Georg Wilhelm Friedrich Hegel, “La fenomenologia dello spirito”
Piccola Biblioteca Einaudi
pp. L-558, € 25,00
La Fenomenologia dello spirito continua a rivelarsi quell’autentico spartiacque della modernità su cui – come ebbe a scrivere Karl Rosenkranz – «lo spirito dell’umanità» ha dovuto soffermarsi, «onde render conto a se stesso di ciò che era divenuto».
Nell’Europa agitata dalle guerre napoleoniche, il lento travaglio speculativo di un professore di filosofia dal futuro ancora incerto dà vita alla Fenomenologia dello spirito (1807). L’opera, fra le maggiori dell’idealismo tedesco, restituita al suo contesto invita a diffidare di quell’assoluto di cui Hegel, a Jena, ha imparato a contestare la pretesa fondamentalista. In una serrata e affascinante narrazione, il lettore diviene fin dall’inizio spettatore e compagno lungo la via del dubbio e della disperazione, dove la coscienza incontra le diverse figure che ai suoi occhi incarnano la presenza del senso – salvo verificare drammaticamente, a ogni passo, l’instabilità della certezza di volta in volta conquistata. Il divenire sfida il logos a rendere fluido un pensare che tende a irrigidirsi, e la filosofia post-rivoluzionaria sperimenta cosí la legittimità e insieme le dolorose conseguenze delle proprie pretese emancipative. L’inesauribile ricchezza del capolavoro hegeliano ne ha fatto un termine di confronto privilegiato per le filosofie del xx secolo, e ancora per il dibattito attuale: la Fenomenologia dello spirito continua a rivelarsi quell’autentico spartiacque della modernità su cui – come ebbe a scrivere Karl Rosenkranz – «lo spirito dell’umanità» ha dovuto soffermarsi, «onde render conto a se stesso di ciò che era divenuto».
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Per gli appassionati di:
POESIA
Enrico Testa, “Pasqua di neve”
Collezione di poesia
pp. 136, € 11,00
«Arcadia» diceva il cartello stradale.
Ma nessun pastore nei pressi.
Pecore sì, brade
e in divagante marcia
su verdi-brune colline levigate
dal rullante tornio dei secoli.
Miracoli in vista, zero. Per fortuna.
Già alta la luna nel cielo
– il cielo che la parola invoca
e che subito lascia
sola e vuota nell’indaco
Con la sua nuova raccolta Enrico Testa sembra togliere, fin dal titolo, le ultime speranze di resurrezione. Le mitologie poetiche erette a contrastare la caduta dei legami di senso sembrano non reggere più: il culto delle radici diventa «la delusione dell’origine», il dialogo con i morti diventa «la mancata intercessione dell’ombra», il dolore della condizione umana è «finta bellezza». Resta, in questi versi, un’attesa senza conforto, una separazione radicale senza prospettive di congiungimento. Questa condizione accomuna le voci diverse che si alternano nel libro, accostandosi e confondendosi con quella del poeta. Una fraternità di fantasmi senza illusioni di riscatto.
Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.einaudi.it





