“PSICOPARTY” di Antonio Albanese

Chi ha paura della bomba? Chi, invece, ha paura dei cinesi? La comicità dei personaggi di Antonio Albanese e l'ironia di un giornalista come Michele Serra, ancora una volta assieme per un divertente spettacolo sulle paure contemporanee

Castelfranco Veneto (Tv) – Uno spettacolo per esorcizzare le paure che attanagliano questa società e dalle quali troppo spesso ci lasciamo condizionare. Con il suo “Psicoparty”, Antonio Albanese porta a teatro una carrellata di surreali personaggi, deformi fisicamente e disumanizzati per le fobie di cui sono vittima e l’egoismo che li ha ormai sopraffatti.

Comicità intelligente e un pizzico d’amarezza: «La cosa che più mi sconvolge – ha affermato il comico in uno dei momenti in cui proprio non riesce a trattenersi dal ridere per le proprie battute – è che abbiamo ascoltato simili parole dai nostri politici, come un sindaco di un grosso centro lombardo che iniziò un comizio dicendo “sarò rapido e circonciso”. E noi siamo nelle mani di queste persone!».

“Psicoparty” segna il ritorno a teatro di Antonio Albanese, sei anni dopo “Giù al Nord”. Anche questo spettacolo, come pure il precedente, è stato scritto a quattro mani con il pungente giornalista di Repubblica Michele Serra: un connubio che è garanzia di uno sguardo attento, a volte appassionato a volte quasi cinico, sulla realtà.

“Psicoparty” inizia con un prologo in cui Albanese dialoga con il proprio doppio “Antonio l’ottimista”, il quale, riecheggiando la formula ripetuta da tutti i governanti, lo vorrebbe felice e pieno di speranza per il futuro: «E’ un gran bel mondo, è una gran bella Italia». Ma alla formula pubblicitaria «è un’Italia che gira», le due anime rispondo all’unisono: «è un bel giramento!».

E’ quindi il momento della paura, del sospetto, del panico, che entrano in teatro sotto forma di una valigia abbandonata sul palco, un oggetto innocuo ma che persone assuefatte dalla lettura delle cronache contemporanee possono facilmente scambiare per un pericoloso ordigno. Essere cauti è comprensibile, ma attenti a non esagerare: «una comunità che striscia non è bella, e poi non è neanche igienico».

L’entrata in scena del “ministro della paura”, per il quale «una società senza paura è una società senza fondamento», rappresenta il clou della narrazione. Infatti, attraverso questo sinistro personaggio, gli autori avvertono il pubblico che il pericolo veramente “reale” è quello di lasciarsi sopraffare dalla paura, permettendo che dall’esterno si influisca sulla nostra vita, dosando quotidianamente il terrore nel livello giallo, arancione o rosso. E’ quindi la volta dell’imperversante paura dei cinesi, presentata attraverso Perego, imprenditore lombardo in crisi economica. Il politico Cetto la Qualunque, quello del «cchiù pilu pe’ tutti», ha invece il timore di perdere l’onore: l’accusano d’aver dato un posto di primario di chirurgia a sua figlia, che non ha nemmeno la laurea. «Mia figlia c’ha le mani di fata», e poi, «che, ci vuole la laurea per fare il chirurgo?». Ritorna in scena anche il timido Epifanio, come sempre teneramente innamorato della pianta Valeriana, che ci ricorda poeticamente che si può aver paura anche della felicità.

Infine, un divertente monologo finale, «il peccato originale è quello che mi piace di meno, sei appena nato e sei messo come Cesare Previti!», e una carrellata dei personaggi che hanno reso Albanese un comico popolare, riconosciuto nel panorama nazionale, i cui meriti vengono confermati anche in “Psicoparty”.

Dalla premiata officina di talenti del milanese Zelig al Maurizio Costanzo Show, da Paolo Rossi alla Gialappa’s, sino ai successi cinematografici, nel curriculum di Albanese la geografia dei più importanti palcoscenici italiani. E così il comico lombardo si può concedere il lusso di ricevere, prima dello spettacolo, scroscianti applausi sulla fiducia, cui seguiranno meritati battimani a scena aperta e dieci minuti d’ovazione conclusiva da parte del pubblico del bel teatro comunale di Castelfranco Veneto, che ancora una volta si è distinto per il proprio calore.

PSICOPARTY
di Michele Serra e Antonio Albanese
scritto con Giampiero Solari, Piero Guerriera, Enzo Santin
con Antonio Albanese
con Teo Ciavarella al piano e alle tastiere
e con Guglielmo Pagnozzi al sax e al clarino
scene e costumi di Elisabetta Gabbioneta
progetto luci di Marcello Iazzetti
musiche originali di Teo Ciavarella
regia di Giampiero Solari