domenica, Giugno 7, 2026
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Piccoli Palcoscenici – 10° edizione

Teatro del Parco, Mestre

Al Teatro del Parco di Mestre continua la 10° edizione di PICCOLI PALCOSCENICI rassegna/concorso per Laboratori Teatrali delle scuole medie superiori e di giovani dilettanti, promossa dal Comune di Venezia, Assessorato alla Cultura, Cultura e Spettacolo, in collaborazione con il Circuito Teatrale Arteven.
La rassegna propone al pubblico opere e saggi elaborati all’interno di attività di laboratorio, e dedica una sezione speciale fuori concorso ad opere prime o studi frutto di progetti sulla drammaturgia di sperimentazione

GIOVEDI 23 giugno ore 20.30

LAB. TEATRALE della Az. ULSS N.13 DOLO-MIRANO
C.E.O.D “MEDOACUS” – MIRA VE
CARTE O CARTACCE

L’ambientazione passa dal mondo reale a quello delle favole, dove si incontrano personaggi fiabeschi che danno spunto ad alcune riflessioni. Non si tratta di una trama lineare dove c’è una consequenzialità dei fatti, ma si intravedono dei messaggi attraverso degli elementi dati dai personaggi e dalle singole scene. Verso la fine del secondo tempo, una particolare scena raccoglie ed esplicita il senso ed il messaggio della commedia: la valorizzazione delle diversità come momento di accettazione e di confronto tra soggetti diversi, l’accettazione che diventa scambio di ricchezze reciproche e di risorse da recuperare.
Per il gruppo di operatori Ceod “Medoacus” (Centro Educativo Occupazionale Diurno) di Mira, la presenza dei volontari risulta indispensabile proprio per realizzare in scena (come primo luogo) e dietro le quinte l’incontro tra la realtà “normodotata” e la realtà “diversamente abile”.

VENERDI 24 giugno ore 20.30

EX SISTO TEATRO SCUOLA D’ATTORE
SAN DONA’ DI PIAVE – VE
SALOME’
IL CORPO IMPURO DELLA LUNA
da O. Wilde

I due laboratori da me condotti e presentati in questa rassegna (Salomè e Biancaneve) sono il frutto di un unico progetto drammaturgico intorno al tema del bianco e di tutto ciò che a questo si riferisce: castità, purezza, freddezza, seduzione… I rimandi reciproci dall’uno all’altro lavoro sono evidenti e riguardano non soltanto il tema affrontato, ma forme, parole, suoni, immagini, azioni sceniche e presenze attoriali.
Il lavoro sulla Salomè di Oscar Wilde ha offerto lo spunto per una ricerca specifica sulla femme fatale nella storia, nella letteratura e nell’arte che in vario modo ha segnato la costruzione dello spettacolo. Sulla scia delle acquisizioni operate dalle avanguardie teatrali degli ultimi decenni (negli ultimi tempi spesso dimenticate) non mi sono limitato alla messinscena del testo, bensì ho smontato e rimontato lo stesso, inserendo suoni, immagini e suggestioni da tutto il materiale raccolto, in una struttura drammaturgia che trova la propria coesione interna sul piano del linguaggio scenico (parole, suoni, luci, immagini, azioni…) e non di quello meramente letterario. Invece di “raccontare” la storia abbiamo “attraversato” il testo di Wilde abbandonandolo ogni volta che esso stesso ci apriva altri orizzonti di lavoro. Così, come in in processo di condensazione onirica, Salomè è anche Lolita e Lulù e il loro senso di liquescenza (insito nel nome); ma troviamo anche il pierrot di Laforgue e della stessa Lulù di Wedekind, la venere in pelliccia di Sacher-Masoch e le sirene omeriche, Huysmans e i lamenti lunari di Baudelaire; e ancora le immagini di Scheele e di Magritte, di Klimt e dei fumetti erotici degli anni ’30 e ’40 e tante altre citazioni che si evincono in piccoli gesti, in immagini, in suoni e colori.
Come sempre nel mio teatro, il lavoro presentato è una continua riflessione sulle ‘forme’ della scena e dei suoi linguaggi. Nessun elemento naturalistico è dato se non trasfigurato in una ‘scatola ottica’ resa sempre più visionaria e surreale, dove ogni accadimento slacciato dal quotidiano trova una più solida giustificazione interna all’opera. Walter Sabato

SABATO 25 giugno ore 20.30

EX SISTO TEATRO E A.N.F.F.A.S.
SAN DONA’ DI PIAVE – VE

BIANCANEVE

I due laboratori da me condotti e presentati in questa rassegna (Salomè e Biancaneve) sono il frutto di un unico progetto drammaturgico intorno al tema del ‘bianco’ e di tutto ciò che a questo si riferisce: castità, purezza, freddezza, seduzione… I rimandi reciproci dall’uno all’altro lavoro sono evidenti e riguardano non soltanto il tema affrontato, ma forme, parole, suoni, immagini, azioni sceniche e presenze attoriali.
Nello specifico sono partito dal testo dei fratelli Grimm per arrivare alla riscrittura di Angela Carter, passando per le tante letture date alla storia. Come ho già detto per Salomè, l’altra opera in concorso, non c’è qui una narrazione intesa come ‘illustrazione scenica’ della fiaba; ma c’è un percorso fatto di performances, oggetti, luci, immagini, video, suoni e parole che partono da elementi della fiaba per dilatare il contenuto in altre direzioni e cercare nuovi approdi. Come in molti miei spettacoli è l’elogio del frammento, del buio-luce, del gesto minimale e plurisignificante e in quanto tale ambiguo come un segno onirico. E’ annullato anche il rapporto personaggio-attore, per cui Biancaneve, Matrigna, Nani, Cacciatore, Principe… non sono altro che figure sceniche realizzate di volta in volta da attori differenti, oggetti, luci e suoni. Il lavoro si svolge su un piano dove la metafora, la metonimia, l’analogia, il simbolo danno vita a un impianto costruttivo drammaturgico piuttosto rigoroso senza diventare l’unico possibile. “E’ al pubblico che compete l’interpretazione finale. Noi gli presentiamo qualcosa, sotto forma di domanda, ma con una sorta di distanza. Certamente abbiamo le nostre idee e i nostri modi di capire quel che facciamo, ma non pretendiamo di capire in assoluto quel che diciamo o facciamo. Solo così la situazione potrà restare aperta” (Robert Wilson). Senza scomodare “Opera aperta” di Umberto Eco basta dire che ogni segno scenico è suscettibile di un montaggio finale operato dallo spettatore che sarà attivo creatore di significato e non passivo ricettore di tesi altrui.

DOMENICA 26 giugno ore 20.30

STUDIO FINALE DEL LAB. DI SPERIMENTAZIONE TEATRALE
del TEATRO del PARCO – MESTRE VE
BLUE MOON ovvero quella storia di Romeo e Giuletta
da W. Shakespeare

“Mai al mondo vi fu storia più triste di quella di Giulietta e del suo Romeo”, 12 giovani artisti per metterla a nudo e la regia di un artista e pedagogo internazionale.
Il laboratorio ha inteso sviluppare non solo la storia d’amore ma anche il contesto umano da cui si origina il conflitto. I diversi perché delle azioni umane ed il come decidono di mettere in pratica i propri interessi.
Ne risulta così uno spettacolo in continuo movimento, dove i personaggi saltano, danzano, cantano e non si prendono il tempo, o forse non lo hanno, per riflettere sulle proprie azioni, capire dove la vita li conduce. Sul palcoscenico si muove un’umanità che si vuole solo divertire e anche quando uccide, in fondo, lo fa con gran gusto. Poi arriva la morte, quella vera. “voi avete scarpette da ballo, io ho un’anima di piombo che mi avvince al suolo”
Le parole scelte sono quelle di Shakespeare. La vera sfida è mostrarne l’assoluta attualità, sia come linguaggio letterario che come linguaggio scenico. Parlare Shakespeare come la propria personale parola. Renderne le metafore, vederle. Quando il drammaturgo scrive è costretto necessariamente a riflettere secondo i parametri della pratica scenica. Assieme alle parole del testo riflette sulle parole del corpo, della scenografia, delle luci, della musica. Una confluenza di linguaggi che sono tipici unicamente della vita reale, del teatro e del cinema. Il nostro lavoro si è articolato nella costruzione di questi linguaggi attorno alla parola shakespeariana. La differenza rispetto al quotidiano è la coscienza che li organizza. Nel quotidiano spesso ci sfuggono le nostre stesse ragioni, sfuggono i gesti così come le conseguenze… Arrivano irrimediabilmente postume, successive al presente. Sulla scena, invece, tutto è previsto, secondo dopo secondo.
Frammenti di Romeo e Giulietta ci muovono ogni giorno. La distanza tra il reale e la scena, è la consapevolezza

ORE 22.00 PREMIAZIONE
RASSEGNA/CONCORSO
PICCOLI PALCOSCENICI 2005

BIGLIETTERIA
Presso il Teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
Laboratori delle scuole: ingresso gratuito
Laboratori dilettanti e opere fuori concorso: € 3,00
Posti numerati
INFORMAZIONI
Teatro del Parco ,Via Gori 8 – Mestre
tel. 041.5347920 dalle ore 9.00 alle 13.00 sabato e domenica esclusi.
e.mail : Se vuoi farci avere le tue impressioni scrivi a teatrodelparco@comune.venezia.it
Cultura e Spettacolo (Via Poerio 1 – Mestre) tel. 041.2749062 dal lunedì al venerdì.
www.culturaspettacolovenezia.it