sabato, Agosto 15, 2026
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“SKI JUMPING PAIRS – ROAD TO TORINO” DI KOBAYASHI MASAKI, MASHIMA RICHIRO

Demenza giapponese

Concorso
Il film in questione è strutturato in forma di finto documentario in due parti: la nascita del salto con gli sci a coppie e la strada per rendere questo nuovo sport disciplina olimpica e portarlo a Torino 2006. La storia è quella del professor Harada, un fisico, che casualmente scopre un fenomeno fisico insolito quanto demenziale ribattezzato “rendez-vous”: a temperature sotto lo zero i corpi in volo tendono a raddoppiarsi.

I due figli gemelli di Harada ricevono un anno per natale un paio di sci da salto per due; per caso provano quindi a lanciarsi in due, sull’unico paio posseduto, da uno scivolo nel parco giochi della loro scuola elementare. Si romperanno trentasei ossa a testa, ma il nuovo sport è nato.
Tra mille vicissitudini e traversie, il riconoscimento effettivo come sport, il trovare atleti di richiamo per pubblicizzarlo, creare un campionato, il salto con gli sci a coppie acquisterà popolarità in tutto il mondo.
Cammei di personaggi importanti come svariati medagliati nel salto di coppia singolo e persino il mito della lotta libera giapponese, Antonio Inoki, che si sperticano di lodi per questa disciplina innovativa.

Nascono le prime competizioni mondiali, da cui i gemelli Harada usciranno quasi sempre vincitori; ma la tragedia è dietro l’angolo: in pochi mesi scompaiono il professor Harada ed uno dei gemelli. L’innovativo sport, senza due dei suoi inventori sembra perdere nerbo. Ma il fratello rimasto, dopo un periodo di scoramento, rialzerà la testa e terrà alto il nome degli Harada e del salto con gli sci a coppie, portanto la bizzarra disciplina alle olimpiadi di Torino e vincendo la medaglia d’oro.

I mockumentari (finti documentari deliranti) impazzano da tempo sulla televisione giapponese ma mai nessun cineasta nipponico si era preso la briga di portare sul grande schermo questo particolare genere cinematografico; ci aveva pensato, in occidente, Rob Reiner con This is Spinal Tap, storia di uno scarsissimo gruppo heavy metal. Questi due registi, Masaki che ha girato le parti “reali” e Richiro che ha ideato le parti dei salti a coppia in Computer Graphic (non pensavate davvero che qualcuno si fosse prestato ad una cosa del genere?) sfatano il mito e portano sullo schermo questo delirante pseudo documentario.
Il pregio è uno ed un solo, ma basta e avanza per rendere appetibile la visione di questo lavoro: è divertente, per alcuni tratti incredibilmente esilarante. Assolutamente imperdibile, e farete fatica a frenare le risata anche dopo la fine della scena, la sequenza, tutta in Computer Graphic, dei salti della finale olimpica, con ogni nazione ad esibire i suoi demenziali salti di coppia in freestyle.

Regia: KOBAYASHI Masaki
Anno: 2006
Durata: 82′ min